"Si è parlato dell'acquisizione di documenti dalla guardia di finanza presso Casaleggio Associati. Peccato che si è omesso di dire che Casaleggio Associati non solo non è indagata, ma è coinvolta nella questione in qualità di parte lesa nell' affaire Moby perché ha già sostenuto i costi del lavoro, ma non ha ricevuto diversi pagamenti a causa del concordato di continuità attivato da Moby". Risponde così Davide Casaleggio al servizio mandato ieri in onda da Report. Nella trasmissione di Rai3 si è parlato dell'inchiesta della procura di Milano che vede indagati Beppe Grillo e l'armatore Vincenzo Onorato per traffico di influenze illecite. Secondo la procura il Garante del Movimento sarebbe stato pagato da Onorato con contratti commerciali in cambio di interventi in Parlamento che favorissero Moby.
In base a quanto trasmesso da Report, la finanza avrebbe perquisito la sede della Casaleggio Associati perché, sostiene il programma di Rai3, anche Davide Casaleggio avrebbe preso soldi da Onorato: un contratto da 600mila euro l’anno per la stesura di un piano strategico per sensibilizzare gli stakeholders alla tematica dei benefici fiscali. Accuse che però il presidente di Rousseau respinge: ""Piccole e grandi bugie non fanno bene alla politica e al giornalismo italiano. In questi anni ho capito che spesso interessa più il 'verosimile' che il 'vero'. Se una storia è falsa, ma può sembrare vera, allora si butta in pasto ai lettori".
Ma nel servizio di Report si è parlato anche dei rapporti tra Casaleggio, Conte e i 5S. In particolare, spiega il figlio del co-fondatore del Movimento, "si è riusciti a ribaltare la realtà parlando di un contratto proposto da Conte a Rousseau per il prosieguo delle attività e che Rousseau avrebbe rifiutato. Questo fatto è semplicemente falso e lo possono testimoniare i due notai presenti agli incontri. In politica chi dice le bugie non va tanto lontano...".