Politica

Elezioni comunali e referendum 12 giugno, cos'è il silenzio elettorale

Elezioni comunali e referendum 12 giugno, cos'è il silenzio elettorale
Oggi e domenica partiti, candidati ed esponenti politici devono astenersi da qualsiasi forma di propaganda. Per chi trasgredisce sanzione fino a mille euro
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Nessun comizio. Stop alla propaganda. Interviste vietate. Il  giorno prima delle elezioni vige la regola del silenzio elettorale: partiti, candidati ed esponenti politici devono astenersi da ogni commento o intervento sulle urne. Anche oggi, vigilia del voto per le amministrative e referendum sulla giustizia di domani, domenica 12 giugno, vige questo diktat.

Quando si vota

Domani, domenica 12 giugno, in 978 Comuni i seggi saranno aperti dalle 7 alle 23 per le elezioni amministrative. Negli stessi orari i seggi saranno aperti anche in tutta Italia per i cinque quesiti referendari sulla riforma della giustizia.

La legge

La legge 212 del 1956 disciplina la propaganda elettorale. Nell'articolo 9 viene normato il silenzio elettorale. In particolare, recita l'articolo, "nel giorno precedente e in quelli stabiliti per le elezioni sono vietati i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, la nuova affissione di stampati, giornali murali e altri manifesti di propaganda".

Quando inizia il silenzio elettorale

Quindi, il silenzio elettorale vige nel giorno precedente alle urne e in quello in cui i seggi sono aperti per le votazioni. Termina, invece, con l'avvio dello scrutinio delle schede elettorali.

La sanzione

Chi contravviene al silenzio elettorale è punibile con una sanzione amministrativa. Una multa prevista dal comma 4 dell'articolo 9 della legge 212 del '56. La sanzione può essere di un minimo di 103 euro fino a un massimo di 1032.

 

 

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