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Dal quarto decreto armi al termovalorizzatore di Roma, i punti di frizione tra Conte e Draghi

Dopo l'incidente per le parole di Grillo riportate da De Masi, tra il premier e il leader M5S restano le divergenze sull'agenda politica: ecco i nodi
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I rapporti personali tra i due non sono mai stati particolarmente buoni. Ma tra Giuseppe Conte e Mario Draghi, che si sono sentiti ieri dopo l'incidente provocato dalle frasi di Beppe Grillo riportate dal sociologo Domenico De Masi, la distanza è anche e soprattutto politica. I punti di frizione sono diversi e il sostegno del Movimento 5 Stelle al governo, finora ribadito dall'ex premier, potrebbe di nuovo traballare. Dal quarto decreto sulle forniture militari all'Ucraina al passaggio del decreto Aiuti sul termovalorizzatore di Roma, nei prossimi giorni la posizione del M5S potrebbe di nuovo entrare in contrasto con quella di Palazzo Chigi. Le truppe parlamentari dei grillini, dopo la scissione di Luigi Di Maio che si è portato via il grosso dell'ala governista, sono ormai orientate verso lo strappo con l'esecutivo: molti deputati e senatori lo hanno detto anche al fondatore, durante la due giorni a Roma.

Il termovalorizzatore di Roma

Ieri le …

I rapporti personali tra i due non sono mai stati particolarmente buoni. Ma tra Giuseppe Conte e Mario Draghi, che si sono sentiti ieri dopo l'incidente provocato dalle frasi di Beppe Grillo riportate dal sociologo Domenico De Masi, la distanza è anche e soprattutto politica. I punti di frizione sono diversi e il sostegno del Movimento 5 Stelle al governo, finora ribadito dall'ex premier, potrebbe di nuovo traballare. Dal quarto decreto sulle forniture militari all'Ucraina al passaggio del decreto Aiuti sul termovalorizzatore di Roma, nei prossimi giorni la posizione del M5S potrebbe di nuovo entrare in contrasto con quella di Palazzo Chigi. Le truppe parlamentari dei grillini, dopo la scissione di Luigi Di Maio che si è portato via il grosso dell'ala governista, sono ormai orientate verso lo strappo con l'esecutivo: molti deputati e senatori lo hanno detto anche al fondatore, durante la due giorni a Roma.

Il termovalorizzatore di Roma

Ieri le Commissioni Bilancio e Finanze della Camera dei deputati hanno bocciato l'emendamento del M5S, a cui il governo aveva dato parere contrario, che avrebbe impedito al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, di realizzare un termovalorizzatore nella Capitale. Il M5S ha attaccato il resto della maggioranza. “Il decreto Aiuti deve sostenere famiglie e imprese, non qualche lobby che a Roma vuole costruire un impianto vecchio e dannoso, a cui lo stesso sindaco Gualtieri si era detto contrario in campagna elettorale per poi rimangiarsi la parola dopo il voto - ha dichiarato dopo il voto la deputata Francesca Flati, che segue il dossier nel Movimento -  Tra contrari, astenuti e ‘scappati’ dai lavori della commissione, l’emendamento è stato bocciato, determinando un pericoloso ritorno al passato”. Non è ancora chiaro come si comporterà il Movimento quando il testo, la prossima settimana, approderà in Aula, soprattuto se il governo dovesse porre la fiducia. Grillo nelle riunioni riservate con i parlamentari ha chiesto di evitare strappi sul punto. Ma Conte ha sempre detto che per il M5S la fiducia sarebbe inacettabile.

Il quarto decreto sulle armi

È atteso nei prossimi giorni il quarto decreto sugli aiuti militari all'Ucraina. Anche in questo caso, la posizione del M5S è nettamente contraria a nuove forniture di armi. Conte e i vertici del Movimento erano convinti che non ci sarebbe stato a breve un nuovo decreto. Ma il testo è allo studio dell'esecutivo, come anticipato da Repubblica, e dovrebbe contenere anche razzi a lunga gittata. La discussione nel Movimento si è appena aperta. La capogruppo al Senato, Mariolina Castellone, non si è sbilanciata: "Se dovesse arrivare il quarto decreto lo valuteremo. Ma non servono altre armi in questo momento. Gli Usa hanno appena varato 40 miliardi di aiuti, anche militari. Ora serve altro: diplomazia, negoziati. Altrimenti andiamo verso un'escalation militare pericolosa. Dobbiamo evitarla. La linea del M5S è questa".