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M5S in rimonta nei sondaggi. Per Letta si apre il terzo fronte

Il leader del Pd, Enrico Letta, al Ride di Porta Genova a Milano per aprire la Festa dell’Unità (ansa)

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Il segretario dem lancia un'anti-Pontida e insiste sul voto utile per non perdere terreno da FdI. Ma è scontro anche con cinquestelle e Azione/Iv
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ROMA - Il rischio per il Pd è non rischiare. Enrico Letta parla al Nazareno della fase due della campagna elettorale invitando a "stare in campo con i gomiti alti". Intanto comincia lui stesso ad attaccare Silvio Berlusconi indicandolo come "il capo del partito del gas russo in Italia", che dovrebbe avere "la decenza di tacere sulla dipendenza del nostro Paese da Mosca". Il segretario dem chiede a ministri, dirigenti, segretari dei circoli e militanti una mobilitazione senza precedenti per "guadagnare punto su punto e non fare vincere una destra che riporta indietro il Paese".

Ma è una partita difficile. Se la competizione è contro la destra, il percorso da qui al 25 settembre è lastricato anche di altri match. Contro Matteo Renzi e i terzopolisti d'altra parte, Letta ha ricordato la necessità del voto utile, perché se no è come votare Giorgia Meloni. Risposta durissima di Renzi, che ag…

ROMA - Il rischio per il Pd è non rischiare. Enrico Letta parla al Nazareno della fase due della campagna elettorale invitando a "stare in campo con i gomiti alti". Intanto comincia lui stesso ad attaccare Silvio Berlusconi indicandolo come "il capo del partito del gas russo in Italia", che dovrebbe avere "la decenza di tacere sulla dipendenza del nostro Paese da Mosca". Il segretario dem chiede a ministri, dirigenti, segretari dei circoli e militanti una mobilitazione senza precedenti per "guadagnare punto su punto e non fare vincere una destra che riporta indietro il Paese".

Ma è una partita difficile. Se la competizione è contro la destra, il percorso da qui al 25 settembre è lastricato anche di altri match. Contro Matteo Renzi e i terzopolisti d'altra parte, Letta ha ricordato la necessità del voto utile, perché se no è come votare Giorgia Meloni. Risposta durissima di Renzi, che agita lo spettro dell'uscita di scena di Letta e di un congresso imminente dei Democratici per deporlo. Controreplica senza sconti di Letta, che in un'intervista all'Espresso, annota: "Dopo il trattamento Renzi, il Pd ha rischiato di finire come i socialisti francesi". Adesso, comunque vadano le elezioni, il partito è rinato, c'è e ci sarà. Vero è che un sondaggio di Izi, pubblicato da Repubblica, dà FdI al 24,% e il Pd che perde oltre due punti e si attesta al 21,8, mentre - e questo è il dato a sorpresa - il M5S va al 13% e supera la Lega al 12%. Tuttavia il segretario del Pd è ottimista sul recupero e garantisce: "Mai con Meloni a Palazzo Chigi". Però si candida come premier? "Ma non è un'ossessione", racconta all'Espresso.

Sul M5S ci sarà una ricorsa del Pd? Di certo la competition è iniziata e non manca giorno che Giuseppe Conte non rivendichi per il suo Movimento la patente di sinistra più a sinistra e più coerente del Pd, puntando ad attrarne gli elettori delusi. Il capo dei pentastellati denuncia "l'inganno che Letta costruisce parlando di voto utile". Spetta all'ex capogruppo dem, Debora Serracchiani rispondere indicando due priorità del programma: "Di fronte all'inflazione, salario minimo e integrazione al reddito dei lavori poveri. Il trio dell'irresponsabilità - Conte, Salvini, Berlusconi - sfiduciando il governo ha affossato la possibilità di agire in Parlamento. Vinciamo e lo facciamo subito". Osserva Enrico Borghi, responsabile sicurezza del Pd, candidato in Piemonte, che la battaglia è sui valori, ma anche sugli interessi concreti dei cittadini, i quali devono sapere che non si può affidare l'Italia alla destra che l'ha mandata al tracollo, in un momento delicatissimo, col Pnrr da attuare. Rincara Roberto Speranza, il ministro della Salute, in corsa con il centrosinistra: "Sarà un referendum tra progressisti e destra".

La mobilitazione dem passa inoltre dalla manifestazione di Monza con tutti i sindaci il 18 settembre, stesso giorno in cui i leghisti si riuniscono a Pontida. "È l'anti Pontida? È Pontida che è contro di noi", replica Letta. Comunque la scelta di Monza ha un valore simbolico, perché è una città strappata dal centrosinistra a una vittoria che la destra riteneva sicura e lì si candida Berlusconi, patron della squadra di calcio.

Intanto il Pd punta molto sul civismo. Un incontro ieri del segretario con il sindaco di Milano, Beppe Sala è servito a rodare l'ultima fase di campagna elettorale lombarda. Alla fine Sala si impegnerà accanto a Letta, che afferma a chi gli chiede se vorrebbe il sindaco candidato alla Regione per il centrosinistra; "Ho una tale stima per Beppe Sala che tutto quello che vorrà fare in futuro troverà il mio sostegno, volesse anche essere il primo astronauta milanese ad andare su Marte". Iperbole a parte, Milano e la Lombardia sono strategici nella sfida del Pd alla destra. Ancora Letta ripete il meccanismo della legge elettorale che crea situazioni binarie, proprio perché sono regole che non lasciano spazio a vie di mezzo: o vince la destra o il centrosinistra, da qui lo slogan "Scegli" tra il nero e il rosso. Il messaggio deve raggiungere gli indecisi, i giovani, chi pensa di astenersi.