NAPOLI - Minuti contati e nessuna intenzione di far promesse al Sud. O di smentire l'ansia di Autonomia dell'alleato Salvini. Giorgia Meloni sa che nel cuore di Napoli l'avversario è Giuseppe Conte. Quindi evita la folla, accetta l'invito di Confindustria Napoli, ma non quello del caffé in piazza dei Martiri, bersaglia il Reddito di cittadinanza, se la prende con l'Europa e dal palco ribadisce che "è finita la pacchia". Ma a Bagnoli, tra palme e mare, dove arrivano i "suoi" giovani in pullman, il popolo non c'è. Il quartiere è mezzo blindato per timore dei disordini (che non ci saranno). Le famiglie e le donne che altrove la invocano qui osservano a distanza. O stanno ai balconi, da cui pendono striscioni con le frasi di Bella ciao.
"Dicono che faccio paura. Allora mi sono vestita di rosa, così sono più petalosa, come direbbe la Lorenzin. Ma fatemi scappare. Vai, c'ho tre minuti per la tua domanda", si raccomanda la leader di Fratelli d'Italia. E Alessio, dalle Marche: "Giorgia, perché il fango contro di te?". Anche tra i suoi, chi si aspettava un exploit partenopeo - nel luogo simbolo dell'ex quartiere operaio - se ne va un po' deluso. Mezz'oretta tutto compreso e qualche battuta possono bastare. "Ma quanto siete allegri, io solo qui potevo venire a chiudere", dice nella Napoli ovest dove la disoccupazione è a livelli record e la camorra ha fatto quattro morti e almeno cinque feriti in un anno.
Su quel mega palco con passerella vista golfo, in fondo, s’affaccia per poco. La tappa che a Napoli conta di più si consuma negli ambienti felpati di Palazzo Partanna. Dove Meloni spiega ma non rassicura del tutto gli imprenditori sui rischi, per il Mezzogiorno e il Paese, del regionalismo spinto di Salvini. "L'Autonomia differenziata cammina insieme al presidenzialismo, perché le cose si tengono se c'è un equilibrio. Per paradosso oggi le Regioni sono più forti del governo", dice lei. Costanzo Jannotti Pecci, presidente dell'Unione industriali, le regala un foulard di seta e la innalza al di sopra dei suoi colleghi. "Il cursus honorum della presidente, dalle sezione del territorio ai vertici delle istituzioni, è quello che vorremmo facesse ogni politico". Mentre per Antonio Tajani, che è al fianco della leader Fdi, ecco la carezza di Antonio D'Amato, l'ex numero uno di viale dell'Astronomia vicinissimo a Berlusconi. "Pochissimi italiani sono rispettati in Europa come Tajani", dichiara.
Meloni scappa a Bagnoli. Dove mena fendenti ancora sul reddito di cittadinanza. "I giovani vogliono tenerli sul divano, che si facessero anche una bella canna così non ci pensano proprio più al lavoro". Per sei volte dirà: "Ho poco tempo, devo andare ai tg a Roma". Capitela, è stanchissima, fa qualche candidato. Ma è la prima ad ammetterlo, dopo il tour de force che ha Palazzo Chigi come destinazione. "Ve lo giuro che di più non potevo fare. Stasera c'è mia figlia e stacco. Ora tocca a voi con il voto".