Nessun comizio. Stop alla propaganda. Interviste vietate. Il giorno prima delle elezioni vige la regola del silenzio elettorale: partiti, candidati ed esponenti politici devono astenersi da ogni commento, dichiarazione o intervento sulle urne. Fino alla fine della giornata di voto per le elezioni politiche, vige questo diktat.
La legge
La legge 212 del 1956 disciplina la propaganda elettorale. Nell'articolo 9 viene normato il silenzio elettorale. In particolare, recita l'articolo, "nel giorno precedente e in quelli stabiliti per le elezioni sono vietati i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, la nuova affissione di stampati, giornali murali e altri manifesti di propaganda".
Quando inizia il silenzio elettorale
Quindi, il silenzio elettorale vige nel giorno precedente alle urne e in quello in cui i seggi sono aperti per le votazioni. Termina, invece, con l'avvio dello scrutinio delle schede elettorali.
La sanzione
Chi contravviene al silenzio elettorale è punibile con una sanzione amministrativa. Una multa prevista dal comma 4 dell'articolo 9 della legge 212 del '56. La sanzione può essere di un minimo di 103 euro fino a un massimo di 1032.