"Invasione di edifici finalizzata a raduni di oltre 50 persone da cui possono derivare pericoli per l'incolumità pubblica, l'ordine pubblico o la sanità pubblica". Pena: fino a sei anni di carcere e misure preventive prese dal codice antimafia. Da ieri l'Italia ha una norma che punisce chi organizza e partecipa i rave party, il 434 bis del Codice penale. È stato il primo provvedimento voluto dal governo Meloni, "una segnale", ha detto la premier, una bandiera politica da sventolare dopo i fatti di Modena.
Ma è anche un antipasto di quello che potrebbe accadere davanti a quello che si annuncia un autunno caldo: le proteste per il caro bollette, le occupazioni delle scuole, i centri sociali, i teatri occupati, potrà…
"Invasione di edifici finalizzata a raduni di oltre 50 persone da cui possono derivare pericoli per l'incolumità pubblica, l'ordine pubblico o la sanità pubblica". Pena: fino a sei anni di carcere e misure preventive prese dal codice antimafia. Da ieri l'Italia ha una norma che punisce chi organizza e partecipa i rave party, il 434 bis del Codice penale. È stato il primo provvedimento voluto dal governo Meloni, "una segnale", ha detto la premier, una bandiera politica da sventolare dopo i fatti di Modena.
Ma è anche un antipasto di quello che potrebbe accadere davanti a quello che si annuncia un autunno caldo: le proteste per il caro bollette, le occupazioni delle scuole, i centri sociali, i teatri occupati, potrà il 434 bis essere utilizzato anche per queste situazioni? Con tutta la sua fortissima "carica deterrente" come ieri l'ha chiamata nel presentarla il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Aver indicato la pena fino a sei anni non è casuale, infatti.
Se la norma restasse questa, sarebbe possibile disporre le intercettazioni, anche telematiche: dunque via libera all'acquisizione di chat e all'ascolto di tutte le conversazioni dei presunti organizzatori, qualora un gip le disponga. Un passaggio questo che è stato oggetto di un dibattito nel consiglio dei ministri di ieri e che ora, o in sede di conversione, potrebbe cambiare: abbassando la pena (a quattro anni) o escludendo la possibilità di intercettare, per lo meno le conversazioni telematiche.
Perché esiste la paura che la norma possa essere utilizzata per fattispecie diverse da quelle immaginate. Anche se i tecnici del Viminale giurano che le intenzioni della legge non sono queste. Che era stata preparata da tempo dagli uffici su esplicita richiesta dell'ex ministro, Luciana Lamorgese, travolta dalle polemiche un anno fa, ad agosto del 2021, quando al lago di Mezzano, nel Viterbese, fu organizzato un mega rave a cui parteciparono 4.300 persone senza che le forze di Polizia riuscissero a interromperlo.
"Il nostro obiettivo è prevenire l'organizzazione di questi eventi. E punire gli organizzatori" ha spiegato Piantedosi. Ma, anche negli uffici, sono tutti colpiti dal pugno durissimo. Nella bozza è prevista la confisca "delle cose che servono a commettere il reato nonché di quelle utilizzate nei medesimi casi per realizzare le finalità dell'occupazione". Nel testo viene poi apportata "una modifica al Codice antimafia disponendo le misure di prevenzione personali per chi si macchia del nuovo reato. Ciò consentirà l'applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per gli indiziati dell'"invasione per raduni pericolosi"". C'è poi la questione della pena e dunque della possibilità di intercettare: perché è vero che le eventuali intercettazioni sarebbero soltanto per gli organizzatori, ma è anche vero che è difficile distinguere tra chi partecipa e chi invita.
Già nelle prossime ore i ministeri aspettano di leggere la bozza definitiva, ma è possibile che si scenda dai 6 ai 4 anni in modo da anestetizzare questo problema.
La questione è tecnica. Ma evidentemente prima di tutto politica. Dall'opposizione - il Pd, il Movimento 5 Stelle e Verdi-Sinistra italiana - hanno fatto notare come il Governo abbia scelto come priorità intervenire sui rave, con una norma "a così alto rischio". Scegliendo di intervenire con un tipo di legge d'urgenza. "Necessaria per il fatto, drammaticamente confermato nella giornata di ieri - ha detto Piantedosi - che probabilmente l'assenza di una normativa efficace nel nostro Paese, a differenza dei Paesi limitrofi, ci rendeva vulnerabili. Si tratta di eventi non solo pericolosi per le stesse persone che partecipano, ma molto dispendiosi per l'impiego di forze dell'ordine che ne consegue. Sono ora previste sanzioni significative e confidiamo che la norma possa costituire deterrenza per questi eventi". "È un governo che non ha la minima consapevolezza delle priorità", ha attaccato il Partito democratico. "Dal ministro Piantedosi ci saremmo aspettati chiarezza sui fatti della Sapienza o sulla sfilata delle duemila camicie nere a Predappio" dicono 5 Stelle, Verdi e Sinistra Italiana. E Piantedosi su Predappio ha risposto. Ma ridimensionando il caso, facendo passare la rievocazione fascista come un passaggio qualsiasi, quasi normale. "Sono cose completamente diverse - ha detto - Predappio è una manifestazione che si svolge da tanti anni, sul rave party c'era la denuncia del proprietario".