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Urso: "Ue in ritardo sull'energia. Le estrazioni raddoppieranno, trivelleremo nel centro Adriatico”

(agf)
Il ministro dello Sviluppo economico: "Sul fisco gli interventi saranno graduali. La priorità è la riduzione del cuneo per aumentare gli stipendi che oggi sono troppo bassi"
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"L'Europa è in ritardo sulle misure contro i rincari dell'energia. Ma dopo il confronto con Bruxelles saremo pronti a intervenire". Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, spiega i tempi ancora incerti dell'azione del governo sulle bollette. E dice che l'Italia "può raddoppiare la produzione di gas in un anno": arrivando, anche attraverso le trivellazioni nel centro Adriatico, "a diventare in futuro un Paese esportatore".

La priorità era il caro bollette. Ma le misure ancora non ci sono e nel frattempo è arrivato un decreto anti-rave che ha scatenato le polemiche.
"Guardi, il discorso è semplice: per le misure sui maxi-raduni basta una norma, i provvedimenti contro il caro-energia prevedono una ricognizione delle risorse. Serve una verifica di quelle che possiamo già utilizzare, in attesa di un intervento che l'Europa può e deve fare".

Condivide la stre…

"L'Europa è in ritardo sulle misure contro i rincari dell'energia. Ma dopo il confronto con Bruxelles saremo pronti a intervenire". Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, spiega i tempi ancora incerti dell'azione del governo sulle bollette. E dice che l'Italia "può raddoppiare la produzione di gas in un anno": arrivando, anche attraverso le trivellazioni nel centro Adriatico, "a diventare in futuro un Paese esportatore".

La priorità era il caro bollette. Ma le misure ancora non ci sono e nel frattempo è arrivato un decreto anti-rave che ha scatenato le polemiche.
"Guardi, il discorso è semplice: per le misure sui maxi-raduni basta una norma, i provvedimenti contro il caro-energia prevedono una ricognizione delle risorse. Serve una verifica di quelle che possiamo già utilizzare, in attesa di un intervento che l'Europa può e deve fare".

Condivide la stretta sui rave-party?
"È un problema emerso da tempo. Della materia ci siamo già occupati al Copasir, dopo il raduno del Viterbese che tanto allarme suscitò, tanto più in periodo Covid. E in una relazione inviata al Parlamento evidenziavamo come "le vicende connesse a tali raduni hanno fatto emergere una lacuna nella nostra legislazione, a differenza di quanto accade Oltralpe dove per simili manifestazioni si registrano provvedimenti e sanzioni di parte dell'autorità giudiziaria". Chi organizza eventi pubblici non può farlo in barba a qualsiasi precauzione, in località non appropriate e senza preavviso, vale per l'Italia come per la Francia". 

Non si rischia di soffocare qualsiasi forma di libertà d'espressione?
"Un governo di destra è un governo delle libertà, esalta e tutela tutte le libertà, in primis quella di espressione. Si è parlato di abuso di intercettazioni. Anche su questo ha lavorato il Copasir: in una relazione dell'ottobre scorso sollecitavamo interventi a tutela del cittadino e quindi della sua privacy. La nostra posizione è sempre stata chiara".

È un aspetto che può essere rivisto? FI chiede di modificare il decreto.
"Non entro nel merito. Ma come ha fatto notare il ministro Nordio, il Parlamento è sovrano e può cambiare la norma".

Torniamo alle misure contro il caro-energia. 
"Noi siamo in questa situazione perché l'Europa non è intervenuta quando Draghi - sollecitato da FdI - chiese di farlo. L'aumento del prezzo del gas, figlio anche della speculazione, ha fatto impennare i costi delle attività produttive che hanno frenato la crescita italiana. Ci siamo salvati grazie alla ripresa del turismo, ai servizi, a quelle che sono le nostre specificità, le eccellenze del made in Italy. Il clima che ha allungato la stagione turistica ha dato una mano. È il motivo per cui il Pil dell'ultimo trimestre non è calato. Ma le previsioni sono preoccupanti".

Quali misure attendete da Bruxelles?
"Quelle ormai definite: un tetto al prezzo del gas e il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell'elettricità. Dopo il confronto in sede europea, vareremo le nostre misure per ridurre il costo dell'energia".

Un confronto dal quale dipende anche la liberazione di risorse per altri impegni che avete annunciato. A partire dal fisco.
"Gli interventi saranno graduali, non conosciamo ancora le disponibilità che potremo mettere in campo. La priorità è la riduzione del cuneo fiscale, per aumentare gli stipendi che oggi sono troppo bassi. È un provvedimento finanziabile anche attraverso la revisione del Reddito di cittadinanza, da mantenere per tutelare solo chi non può lavorare o ha una famiglia numerosa. Ci dev'essere un divario sensibile fra chi ha un reddito da lavoro e chi un sussidio. Solo così centriamo l'obiettivo della crescita".

Con quale postura Meloni va a Bruxelles? Quella della premier che ha subito aperto un dialogo con Macron o l'alleata di Polonia e Ungheria?
"La Francia e la Germania sono amici e alleati, ma anche cofondatori dell'Unione. Per rilanciare l'Europa bisogna avere un rapporto forte con questi Paesi, anche se non esistono partner di serie A e di serie B, un'Ue giusta è quella in cui ciascun interesse nazionale è coniugato al meglio. L'obiettivo è costruire quelli che avrebbero dovuto essere i due pilastri fondamentali dell'Unione, l'autonomia nella Difesa e in campo energetico. Cui aggiungere oggi l'autonomia strategica nel campo del digitale, in cui siamo molto indietro rispetto a Usa e Cina. Batterie elettriche, chip, elementi per lo sviluppo tecnologico del Continente: puntiamo a farli in Italia".

Lei è fiducioso sul fatto che si possa raddoppiare l'estrazione di gas nei prossimi anni. Sulla base di quali dati lo afferma?
"Dieci anni fa producevamo 13 miliardi di metri cubi dagli attuali giacimenti, oggi solo tre. Perché la differenza, nel frattempo, è stata coperta dall'import dalla Russia. Si può ripartire raddoppiando la produzione dagli attuali pozzi e poi con le trivellazione nell'Adriatico centrale al largo della coste, c'è un giacimento comune con la Croazia da cui estrarre 70 miliardi di metri cubi in più anni. Il resto lo può fare la diversificazione delle fonti: io credo che saremo in grado di esportare energia verso i Paesi del Nord".

Nel frattempo, per tutelare il made in Italy, pensa anche a imporre dazi sui prodotti cinesi.
"Il commercio deve essere libero ma leale: se l'Europa vuole raggiungere i suoi obiettivi deve pensare a misure compensative come i dazi nei confronti dei Paesi che non rispettano i nostri standard sociali e ambientali. Fra questi c'è la Cina, ma non solo".