Lotito e lo spalmadebiti per le società di calcio che ha fatto arrabbiare Giorgia Meloni. Il patron della Lazio: "Ho le spalle larghe"
di Concetto Vecchio , di Concetto Vecchio"Scusi, ma sto andando a messa", dice Claudio Lotito.
La chiamavo per l'emendamento Salva-Calcio.
"Guardi, lasci perdere, nun me va".
La premier Meloni gliel'ha bocciato.
"E vabbè. Ho le spalle larghe io".
Claudio Lotito, 65 anni, il suo primo atto politico da senatore di Forza Italia se l'era immaginato in maniera diversa. E invece il provvedimento spalmadebiti di cui è l'ispiratore - "ma non figuro come firmatario", fa notare furbescamente - definito anche come "lodo Lotito" o "l'aiutino", è stato seppellito da una valanga di critiche. Giorgia Meloni, mercoled&igr…
"Scusi, ma sto andando a messa", dice Claudio Lotito.
La chiamavo per l'emendamento Salva-Calcio.
"Guardi, lasci perdere, nun me va".
La premier Meloni gliel'ha bocciato.
"E vabbè. Ho le spalle larghe io".
Claudio Lotito, 65 anni, il suo primo atto politico da senatore di Forza Italia se l'era immaginato in maniera diversa. E invece il provvedimento spalmadebiti di cui è l'ispiratore - "ma non figuro come firmatario", fa notare furbescamente - definito anche come "lodo Lotito" o "l'aiutino", è stato seppellito da una valanga di critiche. Giorgia Meloni, mercoledì durante la riunione di maggioranza a palazzo Chigi, ha detto ai suoi di non votarlo. Hanno ritirato il loro appoggio i ministri dell'Economia Giancarlo Giorgetti e dello Sport Andrea Abodi. Consentiva alle società di calcio di serie A e B di rateizzare gli obblighi col fisco, tra 500 e 600 milioni di euro di Irpef, Iva e Inps, in cinque anni: sessanta rate, con le prime tre da versare entro il 22 dicembre, quando i pagamenti avrebbero dovuto essere effettuati in un'unica rata entro il 16 dicembre. Una rateizzazione senza incorrere né in sanzioni, che per i comuni mortali ammontano al dieci per cento, né interessi. Un condono e un conflitto d'interessi. Anche perché Lotito in questa partita vi figura nella doppia veste di proponente e di beneficiario, visto che è il patron della Lazio. Quaranta milioni sarebbero i debiti della sua società.
Il primo firmatario dell'emendamento al decreto Aiuti quater è un compagno di partito di Lotito, Dario Damiani, pugliese di Barletta, capogruppo di Forza Italia in Commissione Bilancio. Anche Damiani è in imbarazzo, ma non si sottrae al confronto. Dice che l'emendamento l'hanno firmato tutti, destra e sinistra, salvo Italia viva. L'hanno sottoscritto pure il capogruppo del Pd in Commissione Daniele Manca e quello dei Cinquestelle, Stefano Patuanelli che però ieri sera si è affrettato ad annunciare di aver ritirato la firma. "Ho proposto di inserire nella legge di Bilancio la rateizzazione per tutte le attività economiche e i cittadini, per garantire equità di trattamento per chiunque si trovi in difficoltà", ha detto. Damiani rigetta l'accusa dell'aiuto di Stato ai presidenti di calcio. "Ci sono tre provvedimenti del governo Draghi che avevano congelato il pagamento delle tasse per la pandemia: la legge di Stabilità del 2021, e i decreti legge 17 e 50 di quest'anno. Ora bisogna pagare. Perché naturalmente devono pagare, è giusto che paghino".Ma così non è obiettivamente un favore? "No, no. E comunque l'emendamento non sarà ritirato, lunedì andrà in Commissione, e lunedì 19 in aula. Come lo vedremo. Ma è un fatto che tutti i partiti avevano condiviso il sostegno, e quindi ragioneremo su come migliorarlo".
Ma perché non l'ha firmato personalmente Lotito, visto che ne è l'ispiratore? "Perché io sono il capogruppo, non c'è alcun mistero" giura Damiani. L'emendamento Damiani che tutti chiamano Lotito.