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Da "fuori dall'euro" agli "usurai dell'Ue": tutti gli attacchi di Meloni a Bruxelles

(ansa)
Oggi la premier partecipa al primo Consiglio europeo da quando è a Palazzo Chigi. In passato attacchi alla moneta unica e alle istituzioni comunitarie
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I toni oggi sono più felpati. "Vogliamo più Italia in Europa", dice la premier Giorgia Meloni, che ieri sera è volata a Bruxelles, dove oggi l'attende il primo Consiglio europeo da quando si è insediata a Palazzo Chigi. Ma fino a qualche mese fa fioccavano le stoccate all'Ue. Perfino alla moneta unica: FdI ancora nel 2021 ventilava la possibilità per l'Italia di uscire dall'euro.

No Euro

Fin dalla sua nascita, Fratelli d'Italia ha messo in discussione la moneta unica. Nel 2013, a un anno dalla fondazione del partito, Meloni dichiarava in un'intervista a Libero: "Se per stare nell'euro uccidiamo il Paese è meglio andarsene". L'anno dopo, in occasione delle elezioni Europee, il programma elettorale di FdI proponeva lo "scioglimento concordato dell'eurozona", dato che la circolazione dell'euro "ha finora premiato solo la Germania e pochi altri Paesi a lei legata". I…

I toni oggi sono più felpati. "Vogliamo più Italia in Europa", dice la premier Giorgia Meloni, che ieri sera è volata a Bruxelles, dove oggi l'attende il primo Consiglio europeo da quando si è insediata a Palazzo Chigi. Ma fino a qualche mese fa fioccavano le stoccate all'Ue. Perfino alla moneta unica: FdI ancora nel 2021 ventilava la possibilità per l'Italia di uscire dall'euro.

No Euro

Fin dalla sua nascita, Fratelli d'Italia ha messo in discussione la moneta unica. Nel 2013, a un anno dalla fondazione del partito, Meloni dichiarava in un'intervista a Libero: "Se per stare nell'euro uccidiamo il Paese è meglio andarsene". L'anno dopo, in occasione delle elezioni Europee, il programma elettorale di FdI proponeva lo "scioglimento concordato dell'eurozona", dato che la circolazione dell'euro "ha finora premiato solo la Germania e pochi altri Paesi a lei legata". In anni più recenti, nel 2017 Meloni rilanciava via Twitter: "L'euro è una moneta sbagliata destinata a implodere. Vogliamo lo scioglimento concordato e controllato dell'eurozona". "L'euro è una moneta sbagliata", ripeteva nel 2018. "Uscire non è un tabù", dichiarava nel 2019. Nel 2021 il concetto era ammorbidito: "L'Euro non è irreversibile, è una moneta e non un dio", anche se, aggiungeva, "non ho mai proposto l'uscita unilaterale dell'Italia".

Attacchi all'Ue

Anche con l'Europa nel suo complesso, la premier, da leader di un partito di opposizione, ha usato toni durissimi. Nel 2015, in un'intervista tv, sosteneva: "Tutti abbiamo avuto il sogno dell'Europa unita. Ora ci troviamo in mano ad una banda di usurai". All'inizio della legislatura iniziata nel 2018 Giorgia Meloni presentò alla Camera una proposta di legge costituzionale per modificare gli articoli 97, 117 e 119 con l'obiettivo di cancellare dalla Carta tutti i riferimenti all'Unione europea. Nel 2019, intervenendo al Cpac (Associazione politica dei conservatori americani), dichiarava: "La democrazia in Europa è diventata un inganno: i cittadini possono votare per istituzioni che non hanno il potere di decidere, mentre il loro voto non conta nulla nel funzionamento delle istituzioni che detengono il vero potere nel vecchio continente". L'ultima uscita, in campagna elettorale: "È finita la pacchia".