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Da "Mes subito" a "riforma poco europeista": la giravolta di FI

Da "Mes subito" a "riforma poco europeista": la giravolta di FI
(ansa)
Il vice-premier Tajani ora frena, in linea con Meloni. Nel 2020 una mozione degli azzurri chiedeva al governo Conte di chiederlo "con la massima sollecitudine" per il comparto sanitario
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Un'euro-giravolta sul Mes. "Subito!", chiedeva Forza Italia fino a un anno fa, con tanto di mozioni parlamentari depositate alla Camera dei deputati, batteria di interviste, card di propaganda social. Ora la sterzata è netta. Il vice-premier Antonio Tajani si mostra dubbioso. Quanto la premier Giorgia Meloni, che però sul punto è sempre stata contraria, e come il ministro dell'Economia, il leghista Giancarlo Giorgetti, che prima della sentenza (favorevole) della Corte costituzionale tedesca sul meccanismo di stabilità europeo si diceva possibilista.

Anche il partito di Silvio Berlusconi ora ingrana la retromarcia. Dice il ministro degli Esteri e coordinatore di FI che "sul Mes ci sono delle riserve, delle perplessità, da parte delle forze di maggioranza" e che "la mia forza politica ha espresso la sua riserva sul regolamento del Mes, in particolare per quanto riguarda il mancato controllo della guida da parte ad esempio del Parlamento europeo. Per quanto ci riguarda è una riforma poco europeista".

Poco europeista oggi. Fondamentale fino a qualche mese fa. Sempre a detta degli azzurri, con un'inversione a U di mezzo. E infatti ora fioccano gli sguardi imbarazzati, se si chiede di commentare l'ultima presa di posizione del vice-premier ai firmatari della mozione che Forza Italia presentò a Montecitorio alla fine del 2020, ultimi scampoli di governo giallorosso. Mozione firmata da 18 deputati berlusconiani di primissimo piano e che decantava le lodi del meccanismo di stabilità Ue. "Il Mes, per erogare i propri prestiti ai Paesi membri che ne fanno richiesta, si rivolge ai mercati finanziari, emettendo obbligazioni a tassi molto più bassi rispetto a quelli che ogni paese membro in crisi, preso singolarmente, otterrebbe". La mozione di fatti si chiudeva così, chiedendo al governo di "porre in essere, con la massima sollecitudine, ogni iniziativa di competenza finalizzata ad attivare la richiesta di Pandemie Crisis Support (Pcs) prevista dal Mes per potenziare la sanità di territorio".

"Mes sanitario subito", rilanciava una cartolina social di FI, pubblicata su Facebook il 12 gennaio 2021. Spiegando che "non c'è più tempo da perdere" e paventando pericoli per il comparto: "Mancano soldi per curare i malati?".  Ora però, indietro tutta: né Mes, né Mes sanitario. Perfino la mera ratifica del trattato - che non significa ovviamente attivare il meccanismo - finisce nel limbo. E dai firmatari della mozione arrivano solo tanti "no comment".

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