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Calenda: "Il Mes serve e va usato per la Sanità. Convincerò Meloni"

Il leader del Terzo Polo, Carlo Calenda (agf)
Il leader del Terzo Polo e presidente di Azione: "Il salva-Stati va ratificato: prendiamo 10 dei 38 miliardi e proviamo a ridurre le liste d'attesa in accordo coi privati"
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ROMA - Carlo Calenda, è deluso dalla giravolta di Forza Italia sul Mes? E dal ministro Giorgetti che, non è un mistero, è un politico che stima?
"Non sono deluso - risponde il leader del Terzo Polo - perché Forza Italia non è più un partito, ma un'associazione di persone che per conservare il posto ripete quello che gli dice di dire Berlusconi. È la dépendance di un signore che inneggia ai pullman pieni di tr...".

E Giorgetti?
"Penso che il governo stia totalmente sbagliando approccio. Il Mes non solo va ratificato, perché altrimenti ne impediamo la ratifica in tutta Europa e diventa un caso internazionale. Ma soprattutto va usato come Mes sanitario. Nessuno lo dice, ma il prossimo anno il botto vero lo farà la sanità. Nei due anni di Covid le liste d'attesa si sono allungate ancora. E già prima toccava aspettare 20 mesi per una mammografia. Mancano 63mila infermieri. Ogni anno …

ROMA - Carlo Calenda, è deluso dalla giravolta di Forza Italia sul Mes? E dal ministro Giorgetti che, non è un mistero, è un politico che stima?
"Non sono deluso - risponde il leader del Terzo Polo - perché Forza Italia non è più un partito, ma un'associazione di persone che per conservare il posto ripete quello che gli dice di dire Berlusconi. È la dépendance di un signore che inneggia ai pullman pieni di tr...".

E Giorgetti?
"Penso che il governo stia totalmente sbagliando approccio. Il Mes non solo va ratificato, perché altrimenti ne impediamo la ratifica in tutta Europa e diventa un caso internazionale. Ma soprattutto va usato come Mes sanitario. Nessuno lo dice, ma il prossimo anno il botto vero lo farà la sanità. Nei due anni di Covid le liste d'attesa si sono allungate ancora. E già prima toccava aspettare 20 mesi per una mammografia. Mancano 63mila infermieri. Ogni anno perdiamo 4mila medici. Per questo avevamo proposto a Meloni di mettere 4 miliardi sulla sanità in manovra. Adesso faremo un'altra proposta alla premier: di prendere 10 dei 38 miliardi del Mes sanitario, per un'operazione straordinaria di riduzione delle file diagnostiche, facendo accordi anche con i centri privati. La gente non può stare per più di un anno senza sapere se ha un tumore o no".

Tornerà a Palazzo Chigi dalla premier?
"Certamente sì. E col nostro team Sanità, insieme a Walter Ricciardi, le diremo quanto si riuscirà a tagliare le liste d'attesa con questi 10 miliardi".

Ma in concreto cosa avete ottenuto da Meloni in manovra?
"Intanto sulla manovra vorrei dire che rischiamo l'esercizio provvisorio. Il nostro capogruppo Richetti ha già lanciato l'allarme. Nello specifico non sappiamo se le cose che avevamo chiesto, come il "decoupling" dell'energia o l'industria 4.0, siano state incluse o no".

Meloni ha detto in Aula che aspettava i vostri documenti, nel merito.
"Le ho scritto subito: quei documenti non solo te li ho mandati, ma ho anche fatto una riunione al Mef".

E cosa ha risposto?
"Che c'è stato un disguido. Al di là di questo il giudizio sulla manovra è totalmente negativo. Questo Paese ha problemi evidenti. Abbiamo la popolazione giovanile in assoluto meno formata in Europa e meno occupata. Abbiamo i problemi della sanità di cui parlavo prima. E il governo fa una manovra in cui gli unici soldi li mette su condoni e mancette varie. Non affronta un problema. È una manovra un po' di Salvini e un po' di Forza Italia. Meloni non esiste qui dentro. Altro che fascista, Meloni è Remo Gaspari".

Gli attacchi alla Bce di FdI la preoccupano?
"È totalmente demenziale attaccare Lagarde, quando il problema è l'inflazione, che al 10% distrugge pensioni e stipendi".

Ha detto che Bonaccini è un politico "affine" al Terzo polo...
"Certo, l'abbiamo appoggiato come governatore".

C'è margine di dialogo se diventasse segretario del Pd?
"Certo che sì. Come ho provato a dialogare col Pd fino a oggi. A Letta ho proposto di lavorare insieme sulla manovra. Non mi ha nemmeno risposto".

Se al congresso dem vincesse Schlein, invece, ci sarà una scissione nel Pd? Si aspetta che qualcuno, come il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, approdi al Terzo polo?
"Io lo spero. Li accoglierei subito, anche domani. Se Gori restasse, farebbe la fine dei miglioristi del Pci, molto autorevoli ma che non incidevano. Il problema del Pd è che oggi sono due partiti. Un terzo di elettori sono riformisti, sulle nostre posizioni. E due terzi vogliono andare con i 5 Stelle e dire no alle armi all'Ucraina, sì al reddito di cittadinanza. La linea di Orlando".

Crede davvero che Moratti, senza il Pd, abbia chance di vincere?
"Assolutamente sì. Lo vedrete quando la gente inizierà a mettere la testa sulle elezioni, cioè circa 20 giorni prima del voto. Fontana è stato un disastro e le persone non se lo dimenticano. Lei ha fatto molto bene sulle vaccinazioni e parla sia al sociale che all'elettorato di centrodestra".

Qatargate. Che idea si è fatto?
"Intanto spero che scarcerino uno fra Giorgi e Kaili perché hanno una figlia piccola. Non so quanto è grande questo scandalo e non penso che il Pd sia un partito di malfattori, ma certo se tu passi le giornate a dire "noi siamo i buoni" e viene fuori uno scandalo di questo genere, anche se magari riguarda quattro mele marce, poi crolla la tua narrazione. Da me comunque non è mai venuto nessuno del Qatar, non so se è perché sono sfigato... (ride, ndr)".

Nulla di illegale come lo scandalo del Qatar, ma direbbe di nuovo che è sbagliato che un leader politico faccia attività di lobbing, come dichiarava nel 2021, prima dell'alleanza con Renzi?
"Sì, certo. Matteo lo sa che la penso in questo modo. Non condivido il fatto di farsi pagare da un paese straniero. Tanto meno dall'Arabia Saudita. Dopodiché lui lo fa alla luce del sole, in modo legale e pagando le tasse".