FdI fischia Berlusconi. E Meloni frena i suoi: "Siete indisciplinati"
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaROMA - Sono passati dieci minuti da quando Berlusconi, nel suo video registrato, ha cominciato a parlare alla platea di FdI. Tornando a piantare le bandierine di Forza Italia sulla manovra: pensioni minime, sgravi per chi assume i più giovani. "E potrei continuare ancora", dice il Cavaliere nel suo contributo preoconfezionato. Si solleva un coro dalle ultime file: "Noooo". È un attimo e quel moto di disapprovazione si traduce in una salve di fischi per l'anziano alleato che si dilunga troppo. Riguardano solo una parte dei militanti accorsi in piazza del Popolo. Ma scuotono l'uditorio, soprattutto i big. Al punto che Giorgia Meloni, seduta ad ascoltare, è costretta ad alzarsi in piedi per placare gli animi. Ignazio La Russa affronta la situazione a modo suo: per controbattere chiama un applauso. "Da quando non ci sono più siete diventati più indisciplinati", dirà scherzosamente dal palco la premier che per …
ROMA - Sono passati dieci minuti da quando Berlusconi, nel suo video registrato, ha cominciato a parlare alla platea di FdI. Tornando a piantare le bandierine di Forza Italia sulla manovra: pensioni minime, sgravi per chi assume i più giovani. "E potrei continuare ancora", dice il Cavaliere nel suo contributo preoconfezionato. Si solleva un coro dalle ultime file: "Noooo". È un attimo e quel moto di disapprovazione si traduce in una salve di fischi per l'anziano alleato che si dilunga troppo. Riguardano solo una parte dei militanti accorsi in piazza del Popolo. Ma scuotono l'uditorio, soprattutto i big. Al punto che Giorgia Meloni, seduta ad ascoltare, è costretta ad alzarsi in piedi per placare gli animi. Ignazio La Russa affronta la situazione a modo suo: per controbattere chiama un applauso. "Da quando non ci sono più siete diventati più indisciplinati", dirà scherzosamente dal palco la premier che per un giorno torna a indossare i panni di leader di partito.
Un incidente che marca la distanza con l'alleato che più aveva reso faticosa la formazione del governo, che stona col clima di festa, il giorno dell'orgoglio di una formazione politica che ha vinto la sua scommessa. Diventando, in dieci anni, il primo partito d'Italia con annesso sbarco a Chigi. Meloni ripercorre il lungo cammino, rivela che nel 2018 era pronta a farsi da parte: "Se FdI non avesse superato lo sbarramento alle Politiche avrei rimesso il mandato. Poi Dio ci ha regalato il 6,3%. E da lì non ci siamo più fermati". Non nasconde le sue fragilità ("Non smetto di interrogarmi se ho fatto la scelta giusta"), scherzando afferma che alla Giorgia di dieci anni fa oggi direbbe "fatti gli affari tuoi". E non indugia nel proporre le proprie debolezze: "La cosa che mi è dispiaciuta di più - confessa - è stata non partecipare al vertice di Alicante. Ma non ho più l'età: due sere prima, alla Scala, ho indossare un vestito con le spalle nude e ho preso la febbre. Qualcuno ha pensato che non sia andata in Spagna per non incontrare Macron: via, non siamo in terza elementare...".
Alla fine, emerge la determinazione della premier: "Abbiamo stravolto i pronostici negativi sulla tenuta di FdI, confido che faremo lo stesso sulla durata del governo". Ed è molto dura, la presidente del Consiglio, nel difendere la manovra: "La Cgil dice che è una legge contro i poveri poi quando viene al confronto con il governo difende il Pos". E ce n'è pure per Confindustria: "Mi si dice che devo fare di più mi si dica anche dove prendere le risorse". I toni diventano quelli della sfida: "Questo governo, dalla manovra al codice degli appalti, fa delle scelte e su quelle ci mette la faccia. Se qualcuno pensa che organizzando manifestazioni ci spaventa non ha capito nulla".
E soprattutto Meloni rivendica il ruolo che l'Italia sta assumendo in Europa. Sui migranti "abbiamo smesso di accettare supinamente tutto - afferma - e abbiamo alzato la testa: il risultato è che della difesa dei confini esterni dell'Unione si parlerà nel prossimo consiglio europeo di febbraio". E, nel ripetere quello che ormai è uno slogan ("Non esistono Paesi di serie A e di serie B"), la prima ministra afferma che la sua capacità di parlare con tutti "ci rende centrali e ci fa contare di più". Il riferimento è al dialogo con i governi di Visegrad, con la Polonia in particolare, che giovedì a Bruxelles ha portato al via libera alla minimum tax. Ma altre questioni interne premono e restano irrisolte: ieri la premier doveva annunciare il candidato governatore del Lazio. Che ancora non c'è: "Lo indicherà FdI ma dobbiamo tener conto degli alleati, cui offriremo una terna di nomi". In pole il presidente della Croce Rossa Francesco Rocca ma ci sono anche i fedelissimi Paolo Trancassini e Chiara Colosimo. Fuori dalla lista Fabio Rampelli. "Il candidato - prende tempo Meloni - lo saprete lunedì".