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Caso Msi, intervengono anche Calenda e Bonaccini. Il governatore: “Cara Rauti, ricordati della differenza tra democrazia e fascismo”

Caso Msi, intervengono anche Calenda e Bonaccini. Il governatore: “Cara Rauti, ricordati della differenza tra democrazia e fascismo”
Botta e risposta tra il candidato alla segreteria dem e il consigliere di Sangiuliano: "Il Pci partecipò alla resistenza. Studi la storia". Il leader di Azione: "La Russa tiene insieme busti di Mussolini e fiori alla Segre". Fratoianni chiede le dimissioni
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Anche Stefano Bonaccini, candidato di punta alla segreteria del Pd, interviene sul caso Msi. Il governatore attacca via social Isabella Rauti, che nei giorni scorsi aveva celebrato la fondazione del Movimento sociale italiano, partito in cui ha militato anche suo padre Pino, storico esponente della destra sociale.

"Cara Rauti - ha scritto su Twitter Bonaccini -  ricordi sempre la differenza tra ciò che permise la nascita della democrazia (consegnataci da chi partecipò alla Liberazione dal nazifascismo) e il fascismo stesso che incarcerava e persino uccideva chi aveva opinioni differenti, abolendo partiti e sindacati. Punto". Il candidato alla segreteria dem è stato il protagonista di un botta e risposta su Twitter con Francesco Giubilei, da poco nominato consigliere del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Giubilei ha attaccato coloro che "nel 2021 celebravano il centenario del Pci e non hanno mai preso le distanze dai crimini del comunismo". Risposta del governatore: "Il Pci in italia partecipò alla Resistenza, contribuì a sconfiggere un regime assassino, a fondare la Repubblica, scrivere la Costituzione, battere il terrorismo. Studi la storia italiana, magari. Le farà bene".

 

Arriva anche Carlo Calenda. Il leader di Azione se la prende con il presidente del Senato Ignazio La Russa che anche lui nei giorni scorsi aveva deciso di dedicare un post all'anniversario della fondazione del Msi, partito di cui, come Rauti, ha fatto parte anche il padre. "Giocare con le tragedie della storia. Ignazio La Russa appena eletto pronuncia un confuso discorso su resistenza e democrazia. Poi fa il nostalgico di un partito nato dalla Repubblica sociale e dal nazifascismo. Manca un ragionamento critico sul suo percorso politico", ha scritto su Twitter. E ancora: "La Russa pensa di poter tenere insieme in un cocktail pop i busti di Mussolini e i fiori alla Segre. Tanto nulla ha più un significato profondo e tutto si consuma nell'arco di una foto. La memoria è sostituita dall'opportunismo. Pessimo". Il riferimento di Calenda è al mazzo di fiori consegnato da La Russa alla senatrice a vita Liliana Segre - superstite dell'Olocausto - subito dopo la sua lezioni a presidente di Palazzo Madama. Secondo il vicesegretario del Pd, Peppe Provenzano "la responsabilità politica è tutta in capo a Giorgia Meloni". "In questi anni - continua - dire che la destra italiana tornava indietro rispetto a Fiuggi è costato insulti anche da certi mondi democratici. È questo il punto, per questo Rauti o La Russa celebrano l'Msi. 

Nicola Fratoianni chiede le dimissioni dei due esponenti di Fratelli d'Italia. "La Russa e Rauti dovrebbero avere la sensibilità di fare un passo indietro, nel rispetto delle istituzioni democratiche del nostro paese". Secondo il segretario di Sinistra Italiana "c'è un problema grande quanto una montagna" se la seconda carica dello Stato e un esponente di governo decidono di omaggiare un "partito dei reduci della Repubblica serva dei nazisti". Dello stesso avviso il senatore del Pd Antonio Misiani: "Si comporta più come un capo partito che come un responsabile istituzionale e questo non è un bene", ha detto a Radio Immagina parlando del presidente del Senato. "La storia di La Russa è conosciuta ma nel momento in cui è diventato la seconda carica dello Stato avrebbe dovuto tenere un atteggiamento diverso".

 

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