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Solo leggi del governo e record di voti di fiducia: ecco il bilancio dei primi tre mesi di Parlamento

Da quando si è insediato l'esecutivo guidato da Meloni nessuna delle leggi di iniziativa parlamentare ha ancora visto la luce
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In barba alle proteste imbastite durante gli anni di opposizione, anche Giorgia Meloni alla fine è finita per adeguarsi ad una prassi simile a quella dei governi precedenti: ridurre all'osso il dibattito parlamentare attraverso la decretazione d'urgenza. I numeri parlano chiaro: a circa tre mesi dall'insediamento di Camera e Senato, le leggi entrate in vigore sono tutte di iniziativa governativa. Il parlamento nell'86 per cento dei casi ha approvato, con tanto di fiducia, un testo figlio di un decreto-legge approvato dal governo.

Eppure dai banchi dell'opposizione la premier negli ultimi anni non ha mai smesso di denunciare la triste prassi, richiamando ai dettami della Costituzione e al rispetto della minoranza. Peccato che in linea con le legislature precedenti, anche quella guidata da Fratelli d'Italia abbia visto il parlamento occuparsi principalmente di atti scritti dal governo. Dei 7 provvedimenti divenuti legge, solo uno non è figlio di un…

In barba alle proteste imbastite durante gli anni di opposizione, anche Giorgia Meloni alla fine è finita per adeguarsi ad una prassi simile a quella dei governi precedenti: ridurre all'osso il dibattito parlamentare attraverso la decretazione d'urgenza. I numeri parlano chiaro: a circa tre mesi dall'insediamento di Camera e Senato, le leggi entrate in vigore sono tutte di iniziativa governativa. Il parlamento nell'86 per cento dei casi ha approvato, con tanto di fiducia, un testo figlio di un decreto-legge approvato dal governo.

Eppure dai banchi dell'opposizione la premier negli ultimi anni non ha mai smesso di denunciare la triste prassi, richiamando ai dettami della Costituzione e al rispetto della minoranza. Peccato che in linea con le legislature precedenti, anche quella guidata da Fratelli d'Italia abbia visto il parlamento occuparsi principalmente di atti scritti dal governo. Dei 7 provvedimenti divenuti legge, solo uno non è figlio di un decreto uscito dal Consiglio dei ministri. Si tratta della legge di bilancio. Un atto pur sempre di iniziativa governativa e che, tra le altre cose, lascia pochissimo margine al dibattito in Aula. Anzi, sempre più di frequente, al di fuori dei lievi correttivi approvati in prima lettura, finisce per ottenere il via libera senza che il parlamento possa aprire un vero dibattito sul testo arrivato dal consiglio dei ministri. Anche qui, il coinvolgimento del parlamento è minimo.

Nessuna delle leggi di iniziativa parlamentare ha ancora visto la luce. Colpa sicuramente dei tempi più lunghi richiesti dall'inter che coinvolge solo le Camere, ma anche del fatto che il parlamento sia stato ingolfato da provvedimenti calati dall'esecutivo. Secondo Openpolis (dati del primo febbraio), tutte e sette le leggi approvate da inizio legislatura sono di iniziativa governativa; sei di queste sono leggi di conversioni, figlie cioè di un decreto-legge già approvato in consiglio dei ministri e che deve necessariamente ottenere il via libera delle aule entro 60 giorni, pena la decadenza. 

Tradotto in percentuale, dunque, Camera e Senato nell'86 per cento dei casi non hanno fatto altro che ratificare un testo voluto dall'esecutivo. Soprattutto se si considera che in molti casi il governo abbia deciso di tagliare ancor di più i tempi ponendo la questione di fiducia sui testi all'esame dell'Aula. Una prassi, anche questa, che ha come obiettivo quello di ridurre a zero il dibattito parlamentare, impedendo a maggioranza e opposizione di intervenire sul testo  La fiducia è stata posta già 5 volte su un totale di 7 provvedimenti approvati; nel 70 per cento dei casi, dunque. Numeri che consegnano all'esecutivo Meloni il triste record di governo che ha approvato il numero più alto di leggi attraverso fiducia in relazione al numero totale di provvedimenti approvati nei primi 100 giorni.