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Ciriani: "Abbiamo vinto noi ma gli alleati hanno tenuto. Ora sarà più facile governare"

Luca Ciriani 
Il ministro dei Rapporti con il Parlamento: "Noi stiamo con Kiev e per FI fanno fede i voti in Parlamento. Sul Ruby ter Gentiloni prese una decisione politica, ora è giusto"
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ROMA - Un voto che rafforza Giorgia Meloni e pone un argine alle liti: "Siamo il primo partito ma anche gli alleati possono sorridere. Credo che governeremo meglio", dice Luca Ciriani, di FdI, ministro ai Rapporti col Parlamento. Il caso Berlusconi? "La posizione dell’Italia sulla guerra - dice Ciriani - non è e non sarà in discussione. Per noi fanno fede i voti di FI in aula. E le parole di Tajani".


Ministro Ciriani, avrebbe scommesso su un successo così largo della coalizione?
"Sinceramente mi aspettavo un successo, anche se non così vistoso. Sarà ancora più largo nelle elezioni in Friuli fra due mesi. Viene confermato e rafforzato il dato emerso il 25 settembre. Possiamo dire, vista anche l’importanza delle due Regioni chiamate alle urne, che gli italiani apprezzano il governo Meloni".


È nato, come dice la sua collega Santanché, il Destra-centro?
"«Non mi appassionano i …

ROMA - Un voto che rafforza Giorgia Meloni e pone un argine alle liti: "Siamo il primo partito ma anche gli alleati possono sorridere. Credo che governeremo meglio", dice Luca Ciriani, di FdI, ministro ai Rapporti col Parlamento. Il caso Berlusconi? "La posizione dell’Italia sulla guerra - dice Ciriani - non è e non sarà in discussione. Per noi fanno fede i voti di FI in aula. E le parole di Tajani".


Ministro Ciriani, avrebbe scommesso su un successo così largo della coalizione?
"Sinceramente mi aspettavo un successo, anche se non così vistoso. Sarà ancora più largo nelle elezioni in Friuli fra due mesi. Viene confermato e rafforzato il dato emerso il 25 settembre. Possiamo dire, vista anche l’importanza delle due Regioni chiamate alle urne, che gli italiani apprezzano il governo Meloni".


È nato, come dice la sua collega Santanché, il Destra-centro?
"«Non mi appassionano i giochi di parole. È attestata l’ottima salute della coalizione e di tutte le sue componenti. Poi che FdI sia in questo momento il partito con più consensi, non lo dico io ma lo affermano gli elettori".


Meglio aver vinto senza stravincere, dice qualcuno. Non dovrete fare i conti con frustrazioni e ripicche degli alleati.
"Dopo questo voto tutti i partiti della coalizione hanno motivi per sorridere. Ora il clima non può che migliorare".


L’elevato astensionismo toglie qualcosa al vostro successo?

"L’astensionismo non cambia il significato politico delle elezioni. Però rischia di non essere più un caso sporadico e questo deve far riflettere tutta la politica, non solo noi che oggi siamo al governo".


È indubbio che le divisioni del centrosinistra abbiano favorito il risultato della coalizione di governo. Può essere paradossalmente un problema un’opposizione tanto debole?
"I numeri dicono che avremmo vinto anche se il centrosinistra si fosse presentato coeso e non voglio infierire sullo stato di salute degli altri partiti. L’opposizione però è fondamentale in una democrazia sana e matura. Lo dicevo anche quando ero in minoranza: un Parlamento senza opposizione non è un Parlamento".


Calenda ha detto: gli elettori non hanno sempre ragione. Cosa pensa di questa affermazione?
"Quindi gli elettori hanno ragione solo quando vince il centrosinistra? È un concetto alquanto strano di democrazia. Calenda prima di giudicare gli italiani per le loro scelte analizzi meglio il suo risultato".


Le parole di Berlusconi contro Zelensky hanno provocato dure reazioni a livello internazionale. E anche il Ppe scarica il Cavaliere. Fino a che punto un governo che si definisce atlantista e sostiene gli sforzi ucraini può reggere queste prese di posizione?
"La posizione dell’Italia sul conflitto tra Ucraina e Russia non è mai stata e mai sarà in discussione. Siamo con l’Ucraina, la sosteniamo con tutti i mezzi a nostra disposizione e per quanto riguarda FI per noi fa fede il programma di governo e i voti in Parlamento. Anche il ministro Tajani ha ribadito la posizione del suo partito sulla vicenda".


Il governo ha ritirato la costituzione di parte civile nel processo Ruby Ter. Può bastare l’affermazione di una maggioranza di segno diverso a giustificare un atto che, segnalano ambienti giudiziari, non ha precedenti?
2La decisione di costituirsi parte civile fu presa dal governo Gentiloni nel 2017 e fu una scelta chiaramente politica che il governo ha inteso giustamente modificare anche alla luce della recente sentenza del Tribunale di Roma".


Il Festival di Sanremo è stato accompagnato da polemiche e aspre critiche di FdI. È lecito attendersi un cambio ai vertici Rai?
"Sanremo è il più importante evento d’intrattenimento che abbiamo in Italia e tale dovrebbe rimanere, senza essere piegato a scopi di propaganda politica. Detto questo, a tempo debito, ritengo che il governo abbia il diritto di intervenire sui vertici Rai, come hanno sempre fatto tutti".