Superbonus, Gasparri: "Non ci sia voto di fiducia. Bisogna tutelare chi ha avviato lavori"
di Antonio Fraschilla , di Antonio FraschillaROMA - "Sono certo che il governo integrerà il decreto e non impedirà il confronto in Parlamento. Ha già aperto al dialogo in tal senso. Famiglie e imprese vanno tutelate. Ma attenzione: noi stiamo solo rimediando ai disastri creati dal Partito democratico e dal Movimento 5 stelle". Il senatore forzista Maurizio Gasparri dà per scontato che il governo correggerà il decreto uscito dal Consiglio dei ministri che di fatto blocca in toto la cessione dei crediti di Superbonus e bonus edilizi.
Senatore, perché il governo è intervenuto in maniera così netta su questa materia?
"Perché la situazione stava degenerando a causa degli errori ben noti nel varare questa misura fatti dal governo Conte II sostenuto da dem e 5 stelle. Ma ci rendiamo conto che in ballo c'è una cifra colossale superiore ai 100 miliardi di euro che rischia di gravare sul nostro debito pubblico facendo saltare i conti del Paese? Il go…
ROMA - "Sono certo che il governo integrerà il decreto e non impedirà il confronto in Parlamento. Ha già aperto al dialogo in tal senso. Famiglie e imprese vanno tutelate. Ma attenzione: noi stiamo solo rimediando ai disastri creati dal Partito democratico e dal Movimento 5 stelle". Il senatore forzista Maurizio Gasparri dà per scontato che il governo correggerà il decreto uscito dal Consiglio dei ministri che di fatto blocca in toto la cessione dei crediti di Superbonus e bonus edilizi.
Senatore, perché il governo è intervenuto in maniera così netta su questa materia?
"Perché la situazione stava degenerando a causa degli errori ben noti nel varare questa misura fatti dal governo Conte II sostenuto da dem e 5 stelle. Ma ci rendiamo conto che in ballo c'è una cifra colossale superiore ai 100 miliardi di euro che rischia di gravare sul nostro debito pubblico facendo saltare i conti del Paese? Il governo doveva intervenire per salvare i conti e il decreto varato dal Consiglio dei ministri va in questa direzione".
Però Associazione banche italiane e Ance che raggruppa le imprese del settore edilizia di Confindustria hanno chiesto subito modifiche.
"Abi e Ance hanno emesso un comunicato congiunto e hanno fatto bene, apprezzando comunque il decreto nella parte in cui tutela chi ha già fatto la cessione dei crediti. E già questo è un buon passaggio, perché si prevede che solo in caso di dolo ci possa essere una sanzionabilità. In questo modo si tutela la buona fede di chi ha fatto la cessione e si rassicura sia il mondo bancario sia quello delle imprese. Ma occorre garantire chi ha avviato il Superbonus ed è nel guado".
Cosa non va nel decreto del governo e quali modifiche chiedete?
"Auspichiamo che si possano attivare dei meccanismi per continuare la cessione dei crediti dei lavori già avviati tutelando al massimo imprese e famiglie. Ad esempio utilizzando i fondi del credito d'imposta che sono già nella pancia delle banche. Oppure mettendo sul mercato questi crediti attraverso operazioni di brokeraggio. Inoltre chiediamo che venga previsto un coinvolgimento di Eurostat per certificare che non crescerà con queste operazioni il valore del debito pubblico".
Ma se il governo dovesse mettere la fiducia sul testo uscito dal Cdm, voi cosa farete?
"Di fronte a un incendio il governo aveva l'obbligo di prendere l'estintore e spegnerlo. E questo incendio è stato acceso da Pd e 5 stelle con una operazione demagogica che sta rischiando di travolgere i conti pubblici. Al presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte ricordo che è stato il governo Berlusconi molti anni fa a inventare gli sgravi fiscali per le ristrutturazioni edilizie: ma quei provvedimenti prevedevano dei tetti. Detto questo, sulla fiducia non mettiamo il carro davanti ai buoi. Non penso ci sarà alcuna fiducia e adesso avremo sessanta giorni in Parlamento per fare le modifiche opportune".
Quindi lei pensa che il testo verrà cambiato?
"Penso che sarà integrato e mi auguro che ci sarà un esame parlamentare aperto al confronto: occorre un profondo dialogo con le parti. Sono certo che il governo ha tutta la volontà di fare delle modifiche, e semmai dovesse mettere la fiducia la metterà su un testo rivisto dalle commissioni in Parlamento".