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Meloni chiama Berlusconi, ma lui frena ancora sulle armi all'Ucraina

Giorgia Meloni (afp)
La premier tenta il disgelo su spinta dei pontieri FI. Ma sul leader pesa il fattore sondaggi. Tajani: “L’invio dei jet a Kiev non è sul tavolo”
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ROMA - La telefonata del disgelo arriva nel pomeriggio, prima dell’inizio del Consiglio dei ministri. Secondo fonti qualificate, Giorgia Meloni ha chiamato Silvio Berlusconi per riferire dell’esito della sua missione a Kiev. Una mossa circondata dall’assoluto riserbo, fra molti "non so" di esponenti di governo. Un gesto preparato dal lavoro dei pontieri di Forza Italia. In particolare, si sarebbe speso per un chiarimento il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che è a New York per l’assemblea generale dell’Onu, dove è stata votata una risoluzione per la pace.


I rapporti fra Meloni e Berlusconi sono precipitati da quando il Cavaliere, nel giorno del voto per le Regionali, ha pesantemente criticato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, accusandolo di essere responsabile della "devastazione del suo Paese" a causa dell’attacco alle repubbliche del Donbass. "Io Zelensky non l’avrei incontrato", ha …

ROMA - La telefonata del disgelo arriva nel pomeriggio, prima dell’inizio del Consiglio dei ministri. Secondo fonti qualificate, Giorgia Meloni ha chiamato Silvio Berlusconi per riferire dell’esito della sua missione a Kiev. Una mossa circondata dall’assoluto riserbo, fra molti "non so" di esponenti di governo. Un gesto preparato dal lavoro dei pontieri di Forza Italia. In particolare, si sarebbe speso per un chiarimento il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che è a New York per l’assemblea generale dell’Onu, dove è stata votata una risoluzione per la pace.


I rapporti fra Meloni e Berlusconi sono precipitati da quando il Cavaliere, nel giorno del voto per le Regionali, ha pesantemente criticato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, accusandolo di essere responsabile della "devastazione del suo Paese" a causa dell’attacco alle repubbliche del Donbass. "Io Zelensky non l’avrei incontrato", ha detto il leader di Forza Italia, contestando quindi anche il comportamento della premier.

Dichiarazioni che hanno suscitato un putiferio, costringendo immediatamente Palazzo Chigi a ribadire l’assoluto sostegno alla causa ucraina e lo stesso Tajani a riaffermare la linea atlantista di FI. Una marea montante che è tracimata durante la visita a Kiev della presidente del Consiglio, nel corso della quale Zelensky ha risposto duramente a Berlusconi: "Non sa cosa significa vedere la propria casa bombardata". Un incidente diplomatico che ha indispettito non poco Meloni, che comunque dal momento del suo ritorno in Italia si è convinta dell’opportunità di abbassare i toni. Ridimensionando la portata delle affermazioni di Zelensky: "Avrebbe potuto dire cose più pesanti".

Ma questa precisazione non ha aiutato a svelenire il clima, né ad abbassare la tensione che si vive dentro Forza Italia. Alcuni esponenti azzurri, in Transatlantico, ieri mattina facevano notare come queste parole denotassero ambiguità. "Cos’altro avrebbe dovuto dire Zelensky contro Berlusconi?", la domanda. E soprattutto, Meloni intendeva asserire che il presidente ucraino avrebbe avuto ragione ad accanirsi contro il Cavaliere?


In un bailamme di dubbi e congetture, Meloni ha deciso di eliminare qualsiasi pretesto. Con una telefonata ad Arcore che nascerebbe con l’intenzione formale di informare uno dei principali alleati dei contenuti della missione in Ucraina. Berlusconi, nel corso della telefonata, avrebbe confermato la volontà di sostenere la posizione del governo all’interno dell’Alleanza atlantica ma ribadendo la sua perpessità sull’escalation militare: "Non è solo inviando le armi che risolviamo il conflitto", la posizione che sarebbe stata espressa dal Cavaliere. Il quale ha in bell’evidenza, sul suo tavolo di Arcore, alcuni sondaggi che evidenziano la contrarietà dell’opinione pubblica rispetto alla fornitura di armi.

L’istituto Demopolis, per fare un esempio, dice che il 48% dei cittadini ritiene ormai inopportuna questa via, mentre il 43% condivide la scelta del governo. Meloni, dal canto suo, secondo le ultime rilevazioni sembra essere alla fine della luna di miele con gli italiani. Lo afferma l’osservatorio politico di Reputation Science, che registra una diminuzione delle conversazioni online che citano la premier e un “sentiment” che peggiora: il 39% dei commenti su di lei è negativo.


Berlusconi, comunque, rimane ufficialmente in silenzio. Da martedì, il giorno delle frecciate di Zelensky, è costretto dai suoi a tenere a bada l’irritazione. Il tutto in uno scenario di divisione, nella maggioranza, su nuovi aiuti militari a Kiev, con Forza Italia e Lega contrari all’invio di caccia. Posizione ribadita ieri anche da Tajani: "La questione non è sul tavolo".

Meloni, nei giorni scorsi, aveva espresso un concetto più elastico di armi difensive: "Quando c’è un aggredito, in questo caso l’Ucraina, tutte le armi sono difensive". Piccole (o grandi) distanze in un centrodestra alla ricerca dell’unità sul fronte internazionale.