Cutro, ecco com'è andato l'incontro tra Meloni e i superstiti del naufragio. Il protocollo salta: "Se conoscevamo i rischi? Noi obbligati a fuggire dai talebani"
di Alessia Candito , di Alessia CanditoEra tutto preparato. Ma il lutto è cosa delicata, le reazioni di chi lo vive imprevedibili e alla fine il rischio è che la montagna partorisca solo un video senz'audio, accompagnato da una nota ufficiale. Adesso che i sopravvissuti alla strage di Cutro e i loro familiari iniziano a parlare, la cartolina di quell'incontro che palazzo Chigi ha definito "molto positivo" inizia a mostrare qualche crepa.
Tutto era stato preparato nel dettaglio. Dopo il macabro tentativo di far sparire le bare delle vittime della strage alla vigilia del consiglio dei ministri a Cutro sventato dalla protesta in strada dei familiari e la clamorosa assenza della premier alla camera ardente, non si poteva sbagliare. Quell'invito a palazzo Chigi, buttato lì dalla premier pochi minuti prima di andare via in tutta fretta dalla Calabria, salvo poi farsi beccare impegnata in un duetto canoro, non poteva né saltare, né fallire.
Visita lampo d…
Era tutto preparato. Ma il lutto è cosa delicata, le reazioni di chi lo vive imprevedibili e alla fine il rischio è che la montagna partorisca solo un video senz'audio, accompagnato da una nota ufficiale. Adesso che i sopravvissuti alla strage di Cutro e i loro familiari iniziano a parlare, la cartolina di quell'incontro che palazzo Chigi ha definito "molto positivo" inizia a mostrare qualche crepa.
Tutto era stato preparato nel dettaglio. Dopo il macabro tentativo di far sparire le bare delle vittime della strage alla vigilia del consiglio dei ministri a Cutro sventato dalla protesta in strada dei familiari e la clamorosa assenza della premier alla camera ardente, non si poteva sbagliare. Quell'invito a palazzo Chigi, buttato lì dalla premier pochi minuti prima di andare via in tutta fretta dalla Calabria, salvo poi farsi beccare impegnata in un duetto canoro, non poteva né saltare, né fallire.
Visita lampo di mezza giornata
La Prefettura, affidata a Franca Ferraro proprio il giorno del cdm a Cutro, ha seguito tutta la procedura. Per giorni, familiari e superstiti hanno ricevuto indicazioni e informazioni sull'incontro. In molti non hanno inteso partecipare. Risolta l'angosciante querelle sulla spedizione delle salme, i più sono tornati in Nord Italia, Germania, Olanda, Belgio, dove regolarmente risiedono. Solo in ventiquattro, ancora a Crotone, dove il mare sta ancora restituendo i corpi dei dispersi, dovrebbero aver accettato l'invito.
Una visita lampo, durata meno di mezza giornata. Il programma? Partenza alle sette da Crotone su un pullman della polizia di Stato, viaggio fino a Roma con aereo militare, altro pullman con i vetri oscurati per arrivare fino a Palazzo Chigi. Dall'ingresso posteriore ovviamente, reso inaccessibile a fotografi e cronisti. "A mezzogiorno e mezzo, massimo le 13 erano già qui. Abbiamo dovuto organizzarci in tutta fretta per il pranzo", dicono le associazioni che a Crotone da settimane li assistono e dall'organizzazione dell'incontro sono state tenute fuori.
Fuga da Kabul per aver lavorato con gli occidentali
Ma quanto successo a Roma è filtrato comunque. A dispetto di un rigido protocollo - passato non solo per la "schedatura" di superstiti e familiari secondo i lutti subiti, ma che ha anche individuato solo tre persone autorizzate a intervenire - durante l'incontro sono stati tanti i familiari a prendere la parola. E non hanno solo raccontato di famiglie spezzate, di figli e nipoti morti nel naufragio o ancora persi in fondo al mare.
Alla premier, che a chi ha perso famiglie intere ha chiesto se non fossero al corrente dei rischi della traversata, c'è chi ha ricordato che molti dall'Afghanistan sono stati costretti a fuggire perché lavoravano con gli occidentali e adesso per i talebani sono nemici, che nessuno affronterebbe un viaggio su un barcone se avesse alternativa, che per molti il ricongiungimento era impossibile.
Le richieste alla premier
E poi le richieste: che non si fermino le ricerche dei dispersi, che venga tirato in secca il relitto ancora incagliato nella secca e potrebbe imprigionare i corpi di chi non si trova, che i pochi familiari superstiti, ancora obbligati a rimanere a Crotone, abbiano la possibilità di ricongiungersi in fretta con i parenti rimasti in vita in Italia e in Europa, e soprattutto verità. "Perché nessuno è intervenuto?". Domande che forse meritano un video muto.