Il sorriso di Joshua e Margherita: “Noi con due madri, felici, non alieni”
di Maria Novella De Luca , di Maria Novella De LucaROMA - Il loro tono è un po' cosi: "Ecco, ci risiamo". "Tutti parlano di noi, vogliono fare leggi su di noi, immaginano chissà quali stranezze nelle nostre vite, ci pensano infelici, sicuramente gay, traumatizzati perché abbiamo due madri o due padri, nessuno però è mai venuto a chiedere la nostra opinione". Margherita Fiengo Pardi e Joshua Beppato. Diciannove e ventun’anni. Margherita studia cinema allo “Ied” di Milano, Joshua fa la triennale di Storia a Bologna. Ironici, sereni, consapevoli. Sono la generazione Z della Famiglie Arcobaleno, due madri a testa, nati in Italia, cresciuti a Milano. "E felici e imperfetti come tutti" dice Margherita, "inseriti a scuola, tra gli amici, all’università, soltanto per il governo di Destra le nostre famiglie restano soggetti pericolosi da ostacolare".
Era adolescente Margherita durante la battaglia per le unioni civili, "Sentivo …
ROMA - Il loro tono è un po' cosi: "Ecco, ci risiamo". "Tutti parlano di noi, vogliono fare leggi su di noi, immaginano chissà quali stranezze nelle nostre vite, ci pensano infelici, sicuramente gay, traumatizzati perché abbiamo due madri o due padri, nessuno però è mai venuto a chiedere la nostra opinione". Margherita Fiengo Pardi e Joshua Beppato. Diciannove e ventun’anni. Margherita studia cinema allo “Ied” di Milano, Joshua fa la triennale di Storia a Bologna. Ironici, sereni, consapevoli. Sono la generazione Z della Famiglie Arcobaleno, due madri a testa, nati in Italia, cresciuti a Milano. "E felici e imperfetti come tutti" dice Margherita, "inseriti a scuola, tra gli amici, all’università, soltanto per il governo di Destra le nostre famiglie restano soggetti pericolosi da ostacolare".
Era adolescente Margherita durante la battaglia per le unioni civili, "Sentivo cose incredibili, ognuno pensava di poter decidere per me, ci insultavano, sostenevano che fossimo infelici. Appena ho potuto ho preso la parola, per dire: eccomi qui, sono serena, non ho bisogno di un padre, mi bastano le mie madri e i miei fratelli, per essere famiglia basta avere qualcuno che ti ami". Così Margherita l’ultimo anno di liceo ha girato un piccolo film sulla sua famiglia, sulle sue due mamme, Maria Silvia Fiengo e Francesca Pardi, sui suoi tre fratelli, sulla sua nascita grazie al seme di un donatore.
"Quando ero piccola c’era molta curiosità intorno alle nostre famiglie, cattiveria no, tanta ignoranza, nel senso di non sapere. Mi dicevano: hai due madri allora sei lesbica, avrai pur qualcosa di diverso. A scuola mi firmavo con due cognomi, per affermare, appunto, l’esistenza delle mie due mamme. Poi il mondo è cambiato, grazie al lavoro delle Famiglie Arcobaleno, nessuno ci ha più guardati come esseri alieni, a Milano sono arrivate le trascrizioni, un giorno meraviglioso".
Sia Margherita sia Joshua hanno avuto la trascrizione dei nomi di entrambe le madri sul certificato di nascita. Come nel gioco dell’oca poi, però, è arrivato il salto all’indietro. "Sono preoccupata per tutti quei bambini che adesso resteranno figli di un solo genitore per lo Stato. A chi ha dei dubbi sulle nostre famiglie con due mamme o due papà dico: sono cresciuta bene, nel rispetto, nell’amore, perché non si diventa adulti in base a chi ci cresce, ma nel modo in cui ci cresce".
Joshua ha due fratelli, le sue madri si chiamano Elena Mantovani e Giuliana Beppato. "Mia mamma Elena me l’ha sempre detto: sui diritti ogni centimetro guadagnato non è mai guadagnato del tutto, si può sempre tornare indietro. È quello che sta succedendo alle nostre famiglie con questo governo. Ma noi esistiamo, non possono mica cancellarci".
Anche dietro le spalle di Joshua ci sono un’infanzia e un’adolescenza serena. "Per noi la famiglia è una dimensione importantissima, un polo d’affetto enorme, siamo legatissimi. Sapete come ci chiamiamo nel gruppo WhatsApp? Tribù dei piedi neri. Quando eravamo piccoli volevamo stare sempre scalzi e appunto avevamo i piedi neri". "Forse ho vissuto in una bolla ma non ho mai sentito diffidenza intorno a me. Curiosità sì, mi chiedevano come fossi nato, io raccontavo la storia del donatore che con un atto di gentilezza aveva permesso che venissi al mondo. Sì, rimanevano stupiti che pur avendo due mamme non fossi gay".
Joshua studia Storia, allarga il punto di vista. "La reazione al divieto di trascrizione è stata forte e bella, si è visto a Milano, ma l’attacco ai nostri diritti è pericoloso. Se il governo dice che non esistiamo, se afferma che le famiglie arcobaleno sono illegittime, questo prima o poi scatenerà omofobia e discriminazione verso i bambini con due madri o due padri. Ce lo insegna la Storia appunto".
È l’inquietudine che traspare sia in Margherita che in Joshua. Che la persecuzione possa iniziare adesso, frutto dell’ideologia della famiglia “naturale”, padre e madre, l’unica, secondo la premier e i suoi compagni di partito, di essere degna di rispetto. Come se, invece, tutti gli altri nati fossero illegittimi. "Purtroppo chi ha votato Meloni la pensa così. Invece dovrebbe venire a conoscerci. Siamo proprio come tutti gli altri".