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Renzi 'giornalista', i malumori di Calenda: "Attenzione ai conflitti d'interesse". E i cattolici-popolari lanciano l'offensiva centrista

Cosa succede al Terzo polo dopo l'annuncio del leader di Iv di andare a dirigere Il Riformista. "Non sarà un giornale di partito", replica l'alleato. Movimenti al centro: cosa fare per le europee? Correre da soli? O con i riformisti?
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ROMA - Ma cosa succede al Terzo Polo di Renzi, se Renzi si dedica al giornalismo? Il senatore ha detto che non lascia la politica, anzi raddoppia. Però di certo si defila nella costruzione di quel partito unico dei riformisti che tanto sta a cuore a Carlo Calenda, il partner e leader terzopolista. Del resto che il neo direttore del Riformista debba tenere distinto dalla politica il suo incarico giornalistico è la raccomandazione di Calenda stesso: "È bene chiarire che nulla avrà a che fare con il Terzo Polo, il Riformista non sarà il giornale del Terzo Polo, non è un giornale di partito. È una cosa inedita un senatore che è anche direttore di un giornale, ma l'indipendenza sarà molto importante per Renzi che deve tracciare una linea tra l'essere senatore e direttore. Non è una cosa semplicissima. L'importante è che non vi siano conflitti d'interesse".

Insomma avanti tutta verso il p…

ROMA - Ma cosa succede al Terzo Polo di Renzi, se Renzi si dedica al giornalismo? Il senatore ha detto che non lascia la politica, anzi raddoppia. Però di certo si defila nella costruzione di quel partito unico dei riformisti che tanto sta a cuore a Carlo Calenda, il partner e leader terzopolista. Del resto che il neo direttore del Riformista debba tenere distinto dalla politica il suo incarico giornalistico è la raccomandazione di Calenda stesso: "È bene chiarire che nulla avrà a che fare con il Terzo Polo, il Riformista non sarà il giornale del Terzo Polo, non è un giornale di partito. È una cosa inedita un senatore che è anche direttore di un giornale, ma l'indipendenza sarà molto importante per Renzi che deve tracciare una linea tra l'essere senatore e direttore. Non è una cosa semplicissima. L'importante è che non vi siano conflitti d'interesse".

Insomma avanti tutta verso il partito del "pragmatismo liberal democratico", però i movimenti al centro indicano che altri attori stanno entrando in scena. I cattolici-popolari ad esempio, hanno lanciato l'offensiva centrista. Beppe Fioroni, l'ex ministro dell'Istruzione che ha dato l'addio al Pd di Elly Schlein, incontrerà Letizia Moratti per ragionare di politica. Sull'ex assessora lombarda, Calenda aveva scommesso tutto nella corsa per la Regione Lombardia sperando di strapparla ad Attilio Fontana. Non è andata bene. Però Moratti c'è. Ma soprattutto i cattolici-popolari hanno lanciato con la loro piattaforma "tempi nuovi" la sfida di assemblee regione per regione. Fioroni elenca: "Dopo Roma, ci saranno Napoli, Bari, Foggia, L'Aquila..."

L'incontro a Roma del 3 di aprile scorso, proprio a ridosso dei risultati del Friuli Venezia Giulia, è stato convocato per commemorare Alcide De Gasperi, però ha messo in piedi una rete niente male di simpatizzanti: da Cateno De Luca a Angelo Sanza, oltre al saluto inviato da Corrado Passera. Giorgio Merlo, l'altro centrista impegnato nel progetto, fa notare che riunire l'area cattolico-popolare e cattolico-sociale ha come obiettivo di rilanciare il centro. Certo il problema è la messa terra dei progetti. Tradotto: cosa fare per le europee? Spingere la sfida fino al punto di correre da soli? O trovare una collocazione nel Terzo Polo alias partito dei riformisti?

La calamita dei cattolici-popolari nelle file terzopoliste è Elena Bonetti, ex ministra della Famiglia, cattolica. "Appartiene al nostro mondo", chiosa Merlo. Bonetti afferma: "Per me è importante che nel nuovo partito ci sia un'anima cattolica".

Il punto però sono i lavori in corso del partito riformista e della variegata area di centro del fu-centrosinistra. Il 10 giugno è fissata l'assemblea del partito unico di Calenda e compagnia.  Entro maggio dovrebbe essere pronto il manifesto dei valori a cui stanno lavorando tanto Mara Carfagna che Teresa Bellanova. Per settembre/ottobre i due partiti co-fondatori, Azione di Calenda e Itala Viva di Renzi dovrebbero sciogliersi. Così è previsto in un documento sottoscritto da entrambi. Renzi nella ultima e-news fa sapere che Italia viva all'appello per il partito unico in autunno risponde: presente.

E però, visti i tanti impegni del senatore fiorentino,  e poiché il momento è cruciale, Iv dovrà rimettersi in gioco. La leadership del co-partner di Azione sarà delegata a Maria Elena Boschi? O sarà Luigi Marattin a prendere il testimone? Ettore Rosato è l'usato sicuro, però se si vuole difendere collocazione nel centrosinistra e scommessa originaria è Bellanova, ex ministra, ex sindacalista, la carta più gettonata. Oppure la leader più in sintonia con Calenda, la cattolica Bonetti.