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Bonaccini: “Apriamo il Pd. Senza alleanze a rischio le future elezioni”

Stefano Bonaccini 
Il governatore emiliano e presidente dei dem: "A Guerini dico che quando conquisti la maggioranza dei voti tra gli iscritti ti devi mettere in gioco. Lotta dura contro le epurazioni in Rai"
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Una donna sola al comando, tanti volti nuovi e fedelissimi. Stefano Bonaccini dica la verità: quanto ha inciso nelle scelte per la segreteria?
"Con Elly Schlein ci siamo confrontati più volte in questi giorni. Le ho detto con franchezza ciò che pensavo, di alcune cose ha tenuto conto, di altre no. È normale: la responsabilità principale è sua, è giusto lo siano anche le scelte".


Ma lei che opinione si è fatta?
"Per dare un giudizio aspettiamo di vederli all’opera. Altrimenti sarebbe un pregiudizio".


La battuta di Raciti è rivelatrice: “In segreteria, e va riconosciuto il coraggio, anche alcuni iscritti al Pd”. Moltissimi gli esterni: è solo voglia di rinnovare o non anche sfiducia nel partito e nei militanti?
"La battuta non è male. E capisco che fra i nostri iscritti possa esserci qualche perplessità. Che il Pd abbia bisogno di aprirsi e rinnovarsi non c&…

Una donna sola al comando, tanti volti nuovi e fedelissimi. Stefano Bonaccini dica la verità: quanto ha inciso nelle scelte per la segreteria?
"Con Elly Schlein ci siamo confrontati più volte in questi giorni. Le ho detto con franchezza ciò che pensavo, di alcune cose ha tenuto conto, di altre no. È normale: la responsabilità principale è sua, è giusto lo siano anche le scelte".


Ma lei che opinione si è fatta?
"Per dare un giudizio aspettiamo di vederli all’opera. Altrimenti sarebbe un pregiudizio".


La battuta di Raciti è rivelatrice: “In segreteria, e va riconosciuto il coraggio, anche alcuni iscritti al Pd”. Moltissimi gli esterni: è solo voglia di rinnovare o non anche sfiducia nel partito e nei militanti?
"La battuta non è male. E capisco che fra i nostri iscritti possa esserci qualche perplessità. Che il Pd abbia bisogno di aprirsi e rinnovarsi non c’è dubbio. La cosa essenziale è avere un’agenda politica solida e obiettivi condivisi, di cui i nomi devono essere una conseguenza. Ad esempio, penso che Enza Rando, per la sua storia e le sue battaglie per la legalità e contro le mafie, potrà far bene in segretaria".


Ex di Rifondazione, ex Sel, ex Articolo1. Nel Pd c’è ancora spazio per riformisti e cattolici?
"La mia proposta al Congresso aveva come base proprio il riformismo e il pluralismo delle culture, insieme alla vocazione maggioritaria. Farli vivere nel Pd è una responsabilità che sento, perché senza non sarebbe più il Pd. È pure per questo che ho accettato una gestione unitaria. Io non mi sento minoranza e non mi metto di lato per vedere come andrà a finire".


Guerini dice: non si capisce in che progetto stiamo entrando. Glielo può spiegare lei?
"Lorenzo, al pari di altri, riteneva preferibile che chi ha sostenuto la nostra mozione non assumesse ruoli di responsabilità nella gestione, per avere maggiore libertà nella dialettica interna. È un punto di vista legittimo, serio, comunque costruttivo. Io ritengo invece che quando conquisti la maggioranza dei voti tra gli iscritti e quasi la metà tra quelli delle primarie ti devi mettere in gioco. Tanto più se vuoi farti garante degli elementi costitutivi e irrinunciabili del Pd: riformismo, pluralismo, vocazione di governo".


Quali sono i nodi dell’agenda politica su cui voi riformisti vi aspettate risposte e rassicurazioni?
"Sul conflitto in Ucraina do atto ad Elly di aver usato parole di chiarezza. L’ancoraggio al campo atlantico, insieme alla costruzione di un’Europa federale, non può essere in discussione. Anche su lavoro e imprese, politiche per la crescita e redistribuzione, serve altrettanta nettezza. Ma conosco e stimo Misiani: il Pd non sarà mai il partito della decrescita, mentre dobbiamo essere quello della crescita sostenibile, sia sul piano sociale che ambientale".


Indicare alla Green economy Annalisa Corrado, che è contro il termovalorizzatore di Roma, non è un altolà al sindaco Gualtieri?
"La transizione ecologica non è uno slogan, ma il percorso per tenere insieme lavoro e ambiente: se Roma non realizzerà il termovalorizzatore, come hanno fatto le Regioni del Nord, sarà in grave pericolo. L’alternativa non è l’economia circolare, ma i rifiuti per strada e poi su migliaia di camion per portarli ad altri termovalorizzatori del Paese".


Schlein, con la segreteria, ha sfidato la premier Meloni. Oltre agli slogan, indichi tre battaglie da fare subito contro il governo.
"La sanità pubblica sopra ogni cosa: il servizio sanitario nazionale rischia di saltare per assenza sia di risorse, sia di personale. Il governo nega il problema, incurante della frattura sociale che si apre se un povero non ha lo stesso diritto a curarsi di un ricco. La seconda priorità è appunto la transizione ecologica, per accompagnare le imprese e la società nella trasformazione: anche qui dall’esecutivo solo silenzio, mentre rischiamo di non riuscire a spendere le risorse del Pnrr. Un disastro".


La destra si propone di cambiare la narrazione del Paese e occupare la Rai, cosa dovrebbe fare il Pd?
"La Rai è la più grande azienda culturale del Paese, l’idea di epurare i giornalisti non allineati, che spesso registrano risultati indiscutibili, è folle. Noi saremo durissimi contro chi dovesse provare ad attaccare questa ricchezza di professionalità".


Prodi dice: non bastano le piazze, bisogna ricominciare a tessere alleanze. Quando e con chi? M5S e Terzo polo sembrano inconciliabili.
"Prodi ha ragione. Ma distinguiamo tra due piani. Quello nazionale, dove non ci sono elezioni alle porte e quindi nessuna ansia di chiudere intese politiche. Alle Europee del 2024, col proporzionale, ognuno correrà con la propria lista. La necessità è quindi organizzare un’agenda condivisa delle opposizioni che renda più incisiva la battaglia nel Paese e in Parlamento su sanità, salario minimo legale, Pnrr. Altro conto sono le amministrative".


Fin qui non andate benissimo.
"L’ennesima, sonora sconfitta in Friuli, dopo quelle di Lombardia e Lazio, è un campanello d’allarme per tutte le opposizioni: noi, ma anche 5S e Terzo polo, che rischiano la marginalità. Da qui a un anno andranno al voto oltre la metà dei Comuni e un terzo delle Regioni, per cui o favoriamo un accordo di centrosinistra nel territorio o si perde già adesso a tavolino. Il tempo per organizzarsi è ora".