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Terzo polo, Calenda sul partito unico: "Nulla di fatto, domani nuova riunione". E a Iv chiede di dire sì alle regole su percorso e fondi

Il leader di Azione dopo la quasi rottura aveva convocato il comitato politico: "Altro tempo da perdere non ne abbiamo". Renzi: "Litigio assurdo, non raccolgo provocazioni. Sciolgo Iv dopo il congresso". Secondo la bozza di accordo i gruppi parlamentari si chiameranno "Partito unico", Az e Iv verseranno 200 mila euro ciascuno. Il 28-29 ottobre l'assemblea costituente
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"Nulla di fatto". Poche parole quelle di Carlo Calenda che in serata annuncia così l'esito del comito politico da lui convocato  all'indomani delle forti tensioni con Matteo Renzi sul partito unico. L'obiettivo della riunione era la " discussione e votazione della proposta di costituzione del partito unico. Altro tempo da perdere non ne abbiamo", aveva tagliato corto su Facebook il leader di Azione, che dopo l'esito negativo dell'incontro ha spiegato che domani ci sarà un nuovo tavolo. ''Da parte nostra, da parte di Iv, non c'è nessunissimo problema. I problemi li ha Calenda, vediamo cosa ha da dirci. Noi andiamo avanti", ha detto la renziana Maria Elena Boschi prima di entrare alla riunione.

Renzi: "Non rispondo alle polemiche, litigio assurdo e inspiegabile"

Italia Viva parla di "tanto rumore per nulla" e conferma il via libera al progetto del partito unico, democratico, "dal basso, senza bisogno di alcun ultimatum utili a livello mediatico ma totalmente surreali". Il leader di Iv Matteo Renzi afferma: "Sono nella fase zen. Il progetto del Terzo polo è talmente importante che non vale la pena di litigare, almeno io spero che vada così. Le tempistiche sono già decise, è tutto già deciso. Quando nasce il partito nuovo sciogli quelli vecchi". Poi nella sua Enews ribadisce: "Abbiamo vissuto un litigio tanto assurdo quanto inspiegabile in casa Terzo Polo per cui non ci possiamo permettere di criticare gli altri. Io come sapete ho fatto un passo di lato per aiutare il Terzo Polo a nascere in modo democratico, dal basso. Continuo a non rispondere alle polemiche e alle provocazioni e proseguo nella mia fase zen: ci vedremo a Napoli il prossimo 10 giugno all'assemblea nazionale di Italia Viva per approvare la costituzione del percorso verso il partito unitario. Fino a quel momento si lavora sotto traccia per costruire una alternativa credibile al sovranismo e al populismo. Non faccio polemiche, non rispondo alle polemiche, non capisco le altrui polemiche. Però faccio politica e mi piace continuare a farla con il sorriso sulle labbra".

Il comitato politico del Terzo Polo

Il comitato politico del Terzo polo è un organismo ristretto, presieduto da Calenda e dalla vice Elena Bonetti, renziana. Ci sono poi i nomi di peso, cinque per Italia Viva (Teresa Bellanova, Ettore Rosato, Maria Elena Boschi, Davide Faraone e Luigi Marattin) e cinque per Azione (Mara Carfagna, Maria Stella Gelmini, Mario Raffaelli, Enrico Costa, Andrea Mazziotti), oltre ai capigruppo Raffaella Paita e Matteo Richetti. Formalmente Renzi non fa parte del comitato.

Diversi i punti di frizione tra i due leader. Il fondatore di Azione pretende dall'alleato lo scioglimento di Iv, accusata di tatticismi per non perdere i fondi del 2x1000 e di voler presentare un proprio candidato - si parla di Luigi Marattin - al congresso.

Non mancano i sospetti di trame dei renziani con Forza Italia e si rincorrono le voci sul possibile ritorno di Carfagna tra i berlusconiani.

La bozza del regolamento per la costituzione del Terzo Polo

Prima della riunione del comitato politico del Terzo polo, è stato inviato ai parlamentari di Iv e di Azione un documento sulle regole del partito unico. "Durante i mesi di aprile-maggio - si legge nella bozza del testo - i  due comitati con partecipazione paritetica di Azione e Iv elaboreranno le regole e il manifesto dei valori del partito unico; ai comitati parteciperanno anche rappresentanti dei Liberal Democratici Europei ed esponenti di altri movimenti popolari, riformisti e della società civile concordati tra Azione e Iv per assicurare il massimo coinvolgimento di tutte le forze ed energie che non si riconoscono nei poli di destra e di sinistra".

Inoltre, "contestualmente all'approvazione delle regole e del manifesto" entro il 15 giugno 2023, "le assemblee di Azione e Italia Viva delibereranno lo scioglimento dei rispettivi partiti entro la fine del 2024 e il conferimento al partito unico di un importo pari al 70% delle risorse ricevute dal 2/1000 a partire dalla seconda rata 2023".

I fondi del partito unico

Nella bozza del documento  si legge: "All'avvio del percorso congressuale, Azione e Italia Viva conferiranno al partito unico un ammontare di 200mila euro ciascuna, per il finanziamento delle operazioni congressuali e della promozione e organizzazione del partito nel corso del 2023. Subito dopo l'approvazione da parte delle assemblee, sarà costituito il nuovo soggetto politico, che sarà guidato da un comitato avente la stessa composizione del comitato politico, integrata da rappresentanti degli altri soggetti partecipanti al progetto (il 'Comitato fondatore'), che gestirà il partito fino all'assemblea costituente".

I gruppi e il congresso

Contestualmente alla costituzione del comitato fondatore, prosegue il documento, "i gruppi parlamentari unitari al Senato e alla Camera di Azione e Italia Viva assumeranno la denominazione del Partito Unico". Poi il comitato fondatore "approverà il regolamento congressuale e avrà la responsabilità di gestire e controllare ogni aspetto del percorso congressuale, inclusa la gestione delle risorse e il controllo delle iscrizioni. Nella seconda metà di giugno, saranno aperte le iscrizioni al partito unico, con modalità tali da assicurare la correttezza e trasparenza delle iscrizioni".

Il codice etico e l'assemblea costituente

Ai candidati del partito unico alle cariche nazionali, prosegue il testo, "si applicheranno regole etiche, di condotta e incompatibilità speculari a quelle previste dal codice etico per i membri del Parlamento europeo". Inoltre, recita la bozza, "l'assemblea costituente si riunirà il 28-29 ottobre. Entro i termini di legge, il partito unico presenterà istanza per l'iscrizione al registro dei partiti e l'ammissione al 2/1000".

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