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Ruggieri: "Forza Italia non ha più un futuro, sarò il ponte tra Renzi e Meloni”

Matteo Renzi e Andrea Ruggieri (ansa)
Il nuovo direttore del Riformista: "Non chiederò consigli a mio zio Vespa. Prima intervista spero a Berlusconi. Sia chiaro: questa non è un’operazione solo editoriale"
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Classe 1975, avvocato e giornalista, già deputato di Forza Italia, Andrea Ruggieri affiancherà Matteo Renzi alla guida del Riformista. Sarà lui il direttore responsabile, mentre al leader di Italia viva spetterà il compito di guidare un giornale che, è il sospetto di molti, potrebbe presto trasformarsi in partito con affaccio sulla destra a trazione meloniana.


Chi le ha fatto la proposta?
"Renzi. Il quale mi aveva pure chiesto di candidarmi con Iv alle politiche, ma io per lealtà e affetto nei confronti di Berlusconi avevo detto no".


E adesso perché ha accettato?
"Questo è un giornale, quindi si può fare. L’obiettivo è stimolare la politica ad alzare il livello del dibattito, per ora fermo su questioni marginali che non cambiano la vita degli italiani".


Fra voi due chi deciderà la linea?
"Lo faremo insieme. Andiamo molto d’accordo e non è un mistero che lo rep…

Classe 1975, avvocato e giornalista, già deputato di Forza Italia, Andrea Ruggieri affiancherà Matteo Renzi alla guida del Riformista. Sarà lui il direttore responsabile, mentre al leader di Italia viva spetterà il compito di guidare un giornale che, è il sospetto di molti, potrebbe presto trasformarsi in partito con affaccio sulla destra a trazione meloniana.


Chi le ha fatto la proposta?
"Renzi. Il quale mi aveva pure chiesto di candidarmi con Iv alle politiche, ma io per lealtà e affetto nei confronti di Berlusconi avevo detto no".


E adesso perché ha accettato?
"Questo è un giornale, quindi si può fare. L’obiettivo è stimolare la politica ad alzare il livello del dibattito, per ora fermo su questioni marginali che non cambiano la vita degli italiani".


Fra voi due chi deciderà la linea?
"Lo faremo insieme. Andiamo molto d’accordo e non è un mistero che lo reputi l’erede del Cavaliere. È solo nella metà campo sbagliata".


Ha ragione chi dice che si tratta dell’ennesima manovra di Renzi per prendersi le spoglie di FI?
"Non so chi lo dice, ma le spoglie di Forza Italia rese tali da quattro dirigenti mediocri e invidiosi sono nelle salde mani di Berlusconi e non in quelle del Riformista".


Ma dietro c’è o no un disegno politico?
"Come tutte le operazioni editoriali rischia di avere una ricaduta politica, si parla a dei lettori che domani saranno degli elettori".


Che tipo di ricaduta?
"L’aspirazione è far riflettere i cittadini sul fatto che bisogna tornare a creare ricchezza per poi redistribuirla, mentre oggi si ragiona su come redistribuire quel poco che c’è e sarà sempre meno visto che la traiettoria demografica e produttiva dell’Italia indica che rischiamo di diventare un Paese povero".


Il Terzo Polo si è rotto proprio con l’avvio di questa “operazione editoriale”: sta nascendo un nuovo partito di centro con l’ambizione di fare da sponda a Meloni?
"Il Riformista è solo un giornale, non un partito. Renzi dal Terzo Polo ha già fatto un passo indietro, ora cos’altro deve fare? Suicidarsi?".


Renzi e Meloni si sentono spesso.
"Se lo fanno, fanno benissimo".


Perché?
"Perché l’Italia viene prima di tutto. Su fisco, giustizia, lotta alla burocrazia e opportunità per tutti, specie per chi ha di meno, devono confrontarsi".


Ma lei non teme di fare la foglia di fico di Renzi?
"E perché dovrei?".


Il leader di Iv potrebbe voler lanciare un’Opa su FI e lei dargli una grossa mano.
"Basse speculazioni. Io sono e resto un liberale e un Berlusconi boy, ma dal 3 maggio farò il direttore e non il politico. Per me il presidente è stato come un padre e spero di rivederlo presto, magari per la sua prima intervista dopo il ricovero".


Si prenderà le querele al posto di Renzi, ne è consapevole?
"Io sono a favore del diritto di querelare e contro il carcere per i giornalisti. Per me il diritto di informare è sacro, ma lo ius sputtanandi è sacrilego e va perseguito. Se sbagliamo siamo pronti ad affrontare le conseguenze".


Prima di lanciarsi, ha chiesto consiglio a suo zio Bruno Vespa?
"In vita mia non gli ho mai chiesto aiuto, né lui me lo avrebbe dato. Nessun dirigente Rai ha ricevuto da mio zio mezza telefonata per me, anche se la parentela mi è stata rinfacciata. E non per favorirmi".


Almeno ha qualche esperienza in campo editoriale?
"Ho fatto per quindici anni l’inviato e l’autore tv per Virus di Porro e Qui Radio Londra di Giuliano Ferrara".


Però mai in un giornale. Non la spaventa?
"E perché dovrebbe? Ho fatto cose più difficili in vita mia".


Per esempio?
"Aiutare a difendere Calogero Mannino con Grazia Volo quando avevo 25 anni, inventare dal nulla trasmissioni di approfondimento, entrare in FI e sopravviverci anche se poi mi hanno ucciso facendo un danno al partito".