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Maternità surrogata, lettera appello di duecento femministe: "Basta fondamentalismi, serve un dibattito aperto"

Il documento, rivolto anche a Schlein, chiede di opporsi con fermezza alle "aberrazioni" giuridiche proposte dalla maggioranza di centrodestra. E' la risposta al testo firmato da 100 femministe per chiedere al Pd di dire no alla gestazione per altri
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Aprire una discussione sulla gestazione per altri. Farlo attraverso una ferma opposizione alle politiche del governo sulle famiglie arcobaleno. E' quanto chiedono duecento femministe in una lettera aperta, che è stata indirizzata anche alla segretaria Pd Elly Schelin. Il documento è firmato da alcune esponenti di rilievo del mondo femminista in Italia, tra cui la sociologa Chiara Saraceno, la linguista Vera Gheno, la scrittrice Jennifer Guerra. E ancora: Lea Melandri, Elisabetta Camussi, Marcella Corsi, Marilisa D'Amico, Giorgia Serughetti, Giulia Blasi. "Sulla Gpa (gestazione per altri, ndr) non servono appelli ma un dibattito aperto e non precostituito, che guardi alla tutela dei bambini e delle bambine", è l'incipit. 

La lettera si schiera contro la decisione dell'esecutivo di impedire la trascrizione dei figli nati dalle coppie dello stesso sesso e contestualmente lancia un appello al mondo femminista affinché s…

Aprire una discussione sulla gestazione per altri. Farlo attraverso una ferma opposizione alle politiche del governo sulle famiglie arcobaleno. E' quanto chiedono duecento femministe in una lettera aperta, che è stata indirizzata anche alla segretaria Pd Elly Schelin. Il documento è firmato da alcune esponenti di rilievo del mondo femminista in Italia, tra cui la sociologa Chiara Saraceno, la linguista Vera Gheno, la scrittrice Jennifer Guerra. E ancora: Lea Melandri, Elisabetta Camussi, Marcella Corsi, Marilisa D'Amico, Giorgia Serughetti, Giulia Blasi. "Sulla Gpa (gestazione per altri, ndr) non servono appelli ma un dibattito aperto e non precostituito, che guardi alla tutela dei bambini e delle bambine", è l'incipit. 

La lettera si schiera contro la decisione dell'esecutivo di impedire la trascrizione dei figli nati dalle coppie dello stesso sesso e contestualmente lancia un appello al mondo femminista affinché si apra un "dibattito pubblico e aperto" sulla maternità surrogata, "spogliandoci di ogni fondamentalismo, di ogni ideologia precostituita e ascoltando tutte e tutti quelli che su questo tema possano portare saperi, esperienze e pratiche". 

Il testo è una risposta a un'altra lettera. Quella inviata circa una settimana fa a Schlein e firmata da un gruppo di femministe (100 in tutto) che chiedono alla segretaria dem di prendere posizione contro la gestazione per altri e di "proporre sistemi che disincentivino il ricorso alla surrogazione di maternità all'estero". Una richiesta, quest'ultima, che ricalca in parte la tanto discussa proposta di legge depositata dalla maggioranza e che ora le 200 femministe definiscono senza mezzi termini "un'aberrazione giuridica". Nella lettera aperta si sottolinea che "non è questo il modo di contrastare lo sfruttamento del corpo femminile". In quanto l'introduzione del nuovo reato "significherebbe condannare prima ancora di aver indagato e ascoltato i soggetti coinvolti". 

Quello di cui il governo si dovrebbe occupare, scrivono le duecento donne, "è l'esistenza di un vuoto di tutela per i bambini figli di genitori di coppie omosessuali". Per le firmatarie, infatti, è "fuorviante" parlare della gestazione per altri mentre vengono trascurati i diritti basilari dei figli delle coppie omosessuali. Allo stesso tempo, però, le 200 rivendicano la legittimità del dibattito: "Come femministe vogliamo continuare a discutere sulla gestazione per altri, ascoltando, riflettendo, promovendo confronti liberi sulle domande che la complessità del tema pone a tutte noi". E in conclusione: "Servirebbero regole e non proibizioni, perché l'autonomia e la capacità di decidere sul proprio potere riproduttivo non può essere vietata, censurata, punita".