Diritti, rifugiati, casa: così la rete dei sindaci costruisce l’opposizione
di Silvia Bignami , Eleonora Capelli , di Silvia Bignami, Eleonora CapelliBOLOGNA - Pnrr. Migranti. Autonomia differenziata. Casa. Sanità pubblica. Diritti dei figli delle famiglie arcobaleno e Ius Soli per i giovani di seconda generazione. Su ogni tema un documento, una richiesta, un pungolo al governo. È il fronte combattente dei sindaci del Pd di Elly Schlein (anche se molti di loro al congresso si erano schierati con lo sfidante Stefano Bonaccini) e del centrosinistra che le si allarga attorno, che si muove su tutto. Da Matteo Lepore, prossimo coordinatore dei sindaci dem - lo danno tutti per certo e non è un caso ci sia sempre lui in cima a ogni iniziativa, ultima la lettera contro l'abolizione della protezione speciale - a Dario Nardella di Firenze, Beppe Sala a Milano, Roberto Gualtieri a Roma, Gaetano Manfredi a Napoli, Stefano Lo Russo a Torino. Sindaci della sinistra (anche se non tutti dem) uniti perché, dice Nardella, "i nodi stanno venendo al pettine, lo Stato è in difficoltà, e noi siamo spint…
BOLOGNA - Pnrr. Migranti. Autonomia differenziata. Casa. Sanità pubblica. Diritti dei figli delle famiglie arcobaleno e Ius Soli per i giovani di seconda generazione. Su ogni tema un documento, una richiesta, un pungolo al governo. È il fronte combattente dei sindaci del Pd di Elly Schlein (anche se molti di loro al congresso si erano schierati con lo sfidante Stefano Bonaccini) e del centrosinistra che le si allarga attorno, che si muove su tutto. Da Matteo Lepore, prossimo coordinatore dei sindaci dem - lo danno tutti per certo e non è un caso ci sia sempre lui in cima a ogni iniziativa, ultima la lettera contro l'abolizione della protezione speciale - a Dario Nardella di Firenze, Beppe Sala a Milano, Roberto Gualtieri a Roma, Gaetano Manfredi a Napoli, Stefano Lo Russo a Torino. Sindaci della sinistra (anche se non tutti dem) uniti perché, dice Nardella, "i nodi stanno venendo al pettine, lo Stato è in difficoltà, e noi siamo spinti da un movimento che viene dal basso nelle città, che sono i veri laboratori del cambiamento".
Non vogliono si parli di partito dei sindaci, ma sanno di occupare l'avamposto delle battaglie della sinistra, quello che tocca direttamente la pelle dei cittadini. Proprio Nardella l'ha anche teorizzato in un libro, "La città universale", nell'intima convinzione che "la sinistra debba ripartire dalle città". "Con gli altri sindaci abbiamo l'abitudine di sentirci spesso con veloci video-call, per fare il punto con uno scambio di opinioni - spiega Nardella - Noi siamo mossi dall'urgenza legata alla quotidianità e alla realtà. Siamo stati i primi ad assistere i rifugiati. Questo è un dato ricorrente nelle città europee ed è un dato politico: la sinistra nelle città mostra uno dei suoi migliori volti perché affronta le sfide in modo concreto e non ideologico". Dai sindaci parte così un movimento di opposizione all'attuale governo, passando per le piazze più importanti capaci di riempirsi per le manifestazioni, come è accaduto nelle ultime settimane. "È nei fatti che nelle città può maturare una visione politica nuova - dice Nardella - e la sinistra dovrebbe ripartire da qui".
Ci si prova. Con qualche benedizione di peso. Fu proprio Pierluigi Bersani nell'ottobre scorso a scrivere una lettera a Lepore: "Caro Matteo, dalle città e da Bologna parta un movimento progressista". Parole forse profetiche. Ieri Lepore ha rincarato la dose sul tema migranti: "Il governo si fermi e ci ascolti prima di fare sbagli che pagheremo cari". Da tempo prova a tessere la tela di una rete di primi cittadini "progressisti". Con Manfredi se ne parlò anche qualche mese fa, in pieno congresso Pd. E oggi il sindaco di Napoli è più che mai d'accordo con quella impostazione: "Non possiamo e non dobbiamo rimanere isolati né caricati di poteri privi delle necessarie risorse, per questo chiediamo che le città abbiano una centralità nell'agenda nazionale. Il fronte progressista e riformista deve essere compatto e difendere queste posizioni nelle sedi opportune, a partire dal Parlamento".
Il tema della solitudine di fronte a provvedimenti inapplicabili è condiviso peraltro anche dal presidente Anci e sindaco di Bari Antonio Dacaro, che ieri al web talk Metropolis ha raccontato le difficoltà ad esempio davanti alla abolizione della protezione speciale per i migranti: "Rischiamo di avere in giro persone senza alcun diritto, e se noi sindaci provassimo ad aiutarli rischieremmo anche il danno erariale". Una situazione non diversa da quella affrontata di recente sul tema del riconoscimento dei figli delle famiglie Arcobaleno. Anche in quel caso i sindaci si coordinarono in video chiamata per organizzare una manifestazione (in programma il prossimo 12 maggio a Torino). E Gualtieri spiegava così il valore politico dell'iniziativa: "Non mi sento sindaco solo per amministrare ma per guidare una trasformazione, sui diritti come sulla transizione ecologica". In campo anche Beppe Sala, che ieri ha ripreso un altro tema caro al fronte, quello dell'emergenza abitativa, sul quale deve intervenire "una legge per regolare gli affitti brevi turistici e gli Airbnb, contro il caro affitti". Sala ha insistito anche sulla protezione speciale per i migranti: "Chiediamo di essere ascoltati e che non si illudano le persone. Noi viviamo la realtà e sappiamo a cosa ci troviamo di fronte". Ed è proprio questa la loro forza.