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Che cos'è la sostituzione etnica, la teoria del complotto a cui si sono ispirati gli autori delle stragi di estrema destra

Il ministro dell'Agricoltura e della Sovranità alimentar, Francesco Lollobrigida (eikon)
"Gli italiani fanno meno figli, quindi li sostituiamo con qualcun altro", ha detto il ministro Lollobrigida. Origini ed elementi di una teoria senza basi scientifiche rivendicata dai responsabili dei massacri di Utoya, Pittsburgh, Buffalo, San Diego
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Com'è possibile che una delle teorie cospirazioniste che in questi anni ha ispirato la quasi totalità dei responsabili delle stragi di estrema destra in giro per il mondo finisca all'interno di un discorso pronunciato da un ministro italiano davanti a una platea di sindacalisti?

"Non possiamo arrenderci all'idea della sostituzione etnica: gli italiani fanno meno figli, quindi li sostituiamo con qualcun altro. Non è quella la strada", ha scandito al congresso della Cisal Francesco Lollobrigida, uno dei membri più influenti del governo Meloni, ministro dell'Agricoltura e della Sovranità alimentare nonché cognato della premier. L'argomento, secondo l'esponente di punta di FdI, uomo chiave dell'esecutivo, doveva servire come sprone per incentivare le nascite, arrivate - secondo una recente analisi dell'Istat - al minimo storico in Italia: meno di sette neonati e 12 decessi ogni mille abitanti.

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Com'è possibile che una delle teorie cospirazioniste che in questi anni ha ispirato la quasi totalità dei responsabili delle stragi di estrema destra in giro per il mondo finisca all'interno di un discorso pronunciato da un ministro italiano davanti a una platea di sindacalisti?

"Non possiamo arrenderci all'idea della sostituzione etnica: gli italiani fanno meno figli, quindi li sostituiamo con qualcun altro. Non è quella la strada", ha scandito al congresso della Cisal Francesco Lollobrigida, uno dei membri più influenti del governo Meloni, ministro dell'Agricoltura e della Sovranità alimentare nonché cognato della premier. L'argomento, secondo l'esponente di punta di FdI, uomo chiave dell'esecutivo, doveva servire come sprone per incentivare le nascite, arrivate - secondo una recente analisi dell'Istat - al minimo storico in Italia: meno di sette neonati e 12 decessi ogni mille abitanti.

 

Lollobrigida, però, forse ignorava che dal 2011 a oggi, dalla strage di Utoya in Norvegia fino al massacro di Buffalo negli Usa di 11 mesi fa, il complotto della "grande sostituzione" è stato alla base delle motivazioni dei terroristi che hanno aperto il fuoco alla Sinagoga di Pittsburgh e a quella di San Diego, a El Paso e a Christchurch in Nuova Zelanda. Un filo rosso comune che, come racconta il giornalista Leonardo Bianchi, uno dei più attenti studiosi di complottismo in Italia, ha fatto breccia nell'estrema destra mondiale tanto da diventare "una teoria incredibilmente normalizzata in diversi paesi. Negli Stati Uniti, ad esempio, Donald Trump l’ha promossa su vari canali e in varie forme – compresa quella americanizzata del White Genocide, il “genocidio dei bianchi”".

Pur non fondandosi su alcuna base scientifica, infatti, il complotto della "sostituzione etnica" (declinato anche come "Piano Kalergi") parla alla pancia di un elettorato confuso, toccando corde emotive che si basano sulla messa in discussione della sopravvivenza stessa della razza bianca. E non stupisce che a propalare la teoria, in questi anni, (diffusa sia in FdI quanto nella Lega di Matteo Salvini), sia stata proprio Meloni che nel 2016, criticando le politiche del governo Renzi, parlava esplicitamente di "prove tecniche di sostituzione etnica in Italia". E questo perché la teoria, la cui origine - come spesso accade per i complotti - non è chiara, ha trovato terreno fertile in tutta l'estrema destra europea: a parlarne non è solo Viktor Orban in Ungheria ma espliciti riferimenti si trovano nei discorsi di Éric Zemmour, candidato un anno fa alle presidenziali francesi rivinte da Emmanuel Macron.

In breve, tracce della teoria si trovano già nell'America razzista del secondo dopoguerra. Poi è un romanzo distopico degli anni '70 "Il campo dei santi" di Jean Raspail a sdoganare le argomentazioni di chi parla di un annientamento delle popolazioni europee sostituite da immigrati arrivati dall'Africa o dall'Asia. Infine, negli ultimi 12 anni, specie in Francia, studiosi e intellettuali di estrema destra hanno sistematizzato la teoria proponendola al grande pubblico e trovando un'accoglienza anche in alcuni partiti politici. 

In parallelo si è mossa anche la propaganda legata al cosiddetto "Piano Kalergi", un altro complotto caro all'estrema destra che è riuscito a emergere dai circoli ristretti dei cospirazionisti, secondo il quale dietro l'immigrazione ci sarebbe un complotto organizzato dalle élite europee. L'altra faccia della "grande sostituzione", questa volta in salsa antisemita, perché il riferimento alle élite europee gioca, come sempre, a puntare il dito contro gli ebrei. Un'accozzaglia di luoghi comuni, insomma, inventati nella metà degli anni Zero dal neonazista e negazionista austriaco Gerd Honsik che però, come si vede, hanno fatto breccia. 

Ora, nel momento in cui lo scontro sul tema dei migranti in Italia e in Europa tocca uno dei punti più alti, ecco tornare il tema sulla bocca dei ministri del governo Meloni. A cui, per rendersi conto di ciò che si parla, basterebbe andare sul sito della presidenza del Consiglio, quella guidata dalla prima premier donna in Italia, dove alla voce "pregiudizi antisemiti", si cita proprio il Piano Kalergi. Con questa definizione: "La teoria del complotto del piano Kalergi è la credenza secondo la quale esista un piano d’incentivazione dell’immigrazione africana e asiatica verso l’Europa al fine di rimpiazzarne le popolazioni. Prende il nome dal filosofo austriaco Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi (1894-1972), paneuropeista storico, cui viene attribuita la paternità di tale piano; la teoria trova credito soprattutto in ambienti di estrema destra (nazionalisti, sovranisti e separatisti)".