Schlein, debutto in attacco: “Scaricabarile sul Pnrr. Pronta a vedere Meloni"
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De CiccoROMA - Nazareno, prima conferenza stampa di Elly Schlein. Conferenza stampa fiume, un po’ alla Draghi. Glielo fanno notare: "Ah, come Draghi? Mi fa piacere!", risponde lei. Sorrisone. La segretaria del Pd ha appena affrontato un centinaio fra cronisti e cameraman. Un’ora e quaranta minuti filati di domande e risposte. Le chiedono di tutto: termovalorizzatore, alleanze, Gpa, migranti, perfino dell’orsa JJ4 che il Trentino vorrebbe abbattere. Lei, ex centravanti della Nazionale Parlamentare, fa sfoggio di dribbling su alcuni temi scivolosi (pure sull’orsa: "Aspetterò il Tar"). Però qualche intervento a gamba tesa lo piazza.
Sul Pnrr, per esempio. "Al governo - dice subito davanti a microfoni e taccuini - sono campioni mondiali di scaricabarile, siamo in ritardo". Ma dato che in ballo ci sono centinaia di miliardi, "tifa per l’Italia". E così, un po’ a sorpresa, apre al tavolo col gove…
ROMA - Nazareno, prima conferenza stampa di Elly Schlein. Conferenza stampa fiume, un po’ alla Draghi. Glielo fanno notare: "Ah, come Draghi? Mi fa piacere!", risponde lei. Sorrisone. La segretaria del Pd ha appena affrontato un centinaio fra cronisti e cameraman. Un’ora e quaranta minuti filati di domande e risposte. Le chiedono di tutto: termovalorizzatore, alleanze, Gpa, migranti, perfino dell’orsa JJ4 che il Trentino vorrebbe abbattere. Lei, ex centravanti della Nazionale Parlamentare, fa sfoggio di dribbling su alcuni temi scivolosi (pure sull’orsa: "Aspetterò il Tar"). Però qualche intervento a gamba tesa lo piazza.
Sul Pnrr, per esempio. "Al governo - dice subito davanti a microfoni e taccuini - sono campioni mondiali di scaricabarile, siamo in ritardo". Ma dato che in ballo ci sono centinaia di miliardi, "tifa per l’Italia". E così, un po’ a sorpresa, apre al tavolo col governo lanciato da Giuseppe Conte (che si compiace: "mi fa piacere") e si dice pure "disponibile a un faccia a faccia con Giorgia Meloni". Chissà se ci sarà davvero il tête-à-tête. Secondo Schlein è addirittura "probabile".
Altre stoccate al governo arrivano sui migranti, "la destra porta l’Ungheria in Italia"; sul Reddito di cittadinanza riformato come "spezzatino"; sulle nomine nelle partecipate, "un’operazione di potere"; sulle "bestialità suprematiste" del ministro Lollobrigida e sulle frasi del presidente del Senato La Russa. "È uno schema", dice Schlein, che il 25 aprile sarà a Milano e che domani porterà la segreteria del Pd a Riano, dove venne trovato il corpo di Matteotti.
Ma quasi tutti, in sala, l’aspettavano sul tema del giorno: il termovalorizzatore di Roma. A lei quel tipo d’impianto non piace, in segreteria ha piazzato un’anti-inceneritore convinta come Annalisa Corrado (vecchia conoscenza di Alfonso Pecoraro Scanio, che sul tema consiglia sia Conte che Virginia Raggi) però Schlein sa di non poter affossare il sindaco della Capitale, il dem Roberto Gualtieri, che ci ha scommesso tutto. Dunque fa pratica di realpolitik: "È una scelta che abbiamo ereditato, non abbiamo mai preso una posizione contro". Infatti annuncia che i dem stamattina voteranno no all’odg-trappola confezionato dai 5 Stelle, che chiedeva di depennare l’opera, come ribadito ieri sera anche da Conte, in piazza sotto al Campidoglio con Raggi e altre 200 persone, tra cui qualche sindaco del Pd, da Albano laziale a Frascati. Tra i manifestanti sbuca pure Julian Colabello, capo del comitato per Schlein a Roma: "Ma sono qui solo per vedere che aria tira, lavoro in Comune".
Pd, Elly Schlein: "Il termovalorizzatore di Roma? Scelta già presa prima della mia elezione"
L’altro tema che arrovella il Pd nelle ultime ore è la gestazione per altri. Schlein è netta: "Personalmente sono favorevole, ma so che ci sono sensibilità diverse". E quel "favorevole" già manda in fibrillazione i cattolici. "La maggioranza dei parlamentari è contraria", mette a verbale il senatore Alfredo Bazoli. "Non si può schierare il partito prima di un confronto", ragiona Graziano Delrio, tentato di intervenire oggi in direzione nazionale, dove è probabile che vengano a galla altri malumori vari, da Gianni Cuperlo a Paola De Micheli. E a proposito di correnti, in conferenza stampa Schlein un po’ le promuove. Le ingentilisce chiamandole "innervature" e, aggiunge, "è giusto che ci siano, a patto che non diventino filiere di potere per spartirsi i posti". Manterrà il "pluralismo" insomma e non sarà "una donna sola al comando", promette per rassicurare la vecchia guardia. A patto che le aree organizzate, come quella che ha annunciato di voler fondare Bonaccini, "non condizionino la segretaria", cioè lei. Segue frecciata al governatore campano Vincenzo De Luca: "Sono sfavorevole al terzo mandato"». Tra i due ormai c’è un conto aperto.
Sulla guerra, Schlein ribadisce il sostegno all’Ucraina, come spiegato l’altro ieri agli ambasciatori di Usa e Kiev. "Pieno supporto al popolo ucraino, al diritto a difendersi. E con tutte le forme di assistenza necessarie". Quindi anche con le armi italiane, anche se si dice molto "perplessa sull’aumento delle spese militari al 2% del Pil". La guerra, un altro distinguo da Conte. Ma Schlein non calca la mano, anzi. Sa che dovrà giocare da federatrice, prima o poi. Sulle alleanze difatti insiste: vuole parlare con tutti. "Su alcuni temi siamo più vicini ai 5 Stelle, su altri condivido le posizioni del Terzo Polo". Ma non sceglie fra Calenda e Renzi. Con i vari leader, promette, "ci vedremo presto", come con i sindacati che ha incontrato ieri, prima Luigi Sbarra della Cisl poi Maurizio Landini della Cgil, poi vedrà anche Uil e imprese.
Ai potenziali alleati molto bizzosi, la leader Pd si approccia con questa filosofia: "Non siamo identici, se aspettiamo di essere d’accordo su tutto non costruiamo l’alternativa alla destra". Ci aveva provato Letta, non finì benissimo. Ma Schlein è ottimista, prova a guardare lungo: "Io sono qui solo da un mese".