ROMA - Stamattina partirà col pulmino verso Riano, per la sua prima segreteria del Pd, fuori porta. Ma già ieri, al debutto in direzione nazionale, Elly Schlein ha dovuto schivare diversi ostacoli, peggio delle buche romane. La fuga in avanti sulla maternità surrogata e il ddl sul matrimonio egualitario irritano i cattolici dem, a cominciare da Graziano Delrio, intervenuto per battere sul chiodo: "Sono temi sensibili su cui non si può decidere a colpi di maggioranza". Lo stesso ha detto Silvia Costa ("i cattolici sono poco considerati, non vorremmo sentirci di fronte a una donna sola al comando") e il deputato Stefano Lepri ("la presentazione del disegno di legge sul matrimonio egualitario sorprende"). "Senza i cattolici non c’è più il Pd", ripete l’ex ministra Paola De Micheli, sconfitta al congresso.
Lorenzo Guerini è rimasto in silenzio, ma se avesse scelto di parlare certo avrebbe…
ROMA - Stamattina partirà col pulmino verso Riano, per la sua prima segreteria del Pd, fuori porta. Ma già ieri, al debutto in direzione nazionale, Elly Schlein ha dovuto schivare diversi ostacoli, peggio delle buche romane. La fuga in avanti sulla maternità surrogata e il ddl sul matrimonio egualitario irritano i cattolici dem, a cominciare da Graziano Delrio, intervenuto per battere sul chiodo: "Sono temi sensibili su cui non si può decidere a colpi di maggioranza". Lo stesso ha detto Silvia Costa ("i cattolici sono poco considerati, non vorremmo sentirci di fronte a una donna sola al comando") e il deputato Stefano Lepri ("la presentazione del disegno di legge sul matrimonio egualitario sorprende"). "Senza i cattolici non c’è più il Pd", ripete l’ex ministra Paola De Micheli, sconfitta al congresso.
Lorenzo Guerini è rimasto in silenzio, ma se avesse scelto di parlare certo avrebbe detto che bocciare l’aumento delle spese militari al 2% del Pil, come la leader ha fatto l’altro ieri in conferenza stampa, è un errore, perché contraddice gli impegni presi con la Nato. In privato lo ha ripetuto spesso, in queste ore. Sulla stessa linea Enrico Borghi: "Il Pd farebbe un errore a profilarsi da un punto di vista identitario solo come sinistra, che parla soltanto a un pezzo del Paese". Altri l’hanno criticata per le sortite di Sandro Ruotolo, neo-membro della segreteria, che ha biasimato via radio l’inceneritore romano, prima di essere silenziato. "Non è stata una grande idea – ha detto sempre Costa – anche se tu poi hai raddrizzato la linea". Per Gianni Cuperlo la "nuova segreteria non è frutto di uno spirito unitario, ma nessuno è tanto forte da farcela da solo". A seguire punzecchiate per l’intesa di Schlein "solo con Bonaccini" sugli assetti interni. L’area di Cuperlo, come quella di De Micheli, è rimasta tagliata fuori.
Al momento delle risposte la leader ha evitato lo streaming. Dopo quattro ore di discussione ha scodellato la sua replica a telecamera spenta (Enrico Letta la trasmetteva sempre). Schlein sceglie invece di renderla più privata. Guarda negli occhi chi l’ha criticata. E si fa molto conciliante: "Garantirò il pluralismo", promette. Chiarisce l’esternazione di mercoledì sulla maternità surrogata: "Ho detto che personalmente sono favorevole, ma se il tema non è stato inserito nella mia mozione è perché ci sarà un confronto, nel rispetto delle sensibilità di tutti". Del resto nella stessa giornata ha incassato il sostegno di alcuni giovani cattolici del Pd e le dichiarazioni di altri fedelissimi, come Stefania Bonaldi. Un segnale, per bilanciare.
Sul canale dem finisce invece l’intervento iniziale, tutto all’attacco del governo. Sui tagli alla sanità, sui balneari, sul decreto Cutro che "favorisce la criminalità". Sul Pnrr, di cui la prossima settimana discuterà col presidente di Confindustria Carlo Bonomi: "Il governo pensa a rave e Ong, ma è una sfida cruciale", come ripete anche la vicepresidente Chiara Gribaudo e poi Andrea Orlando, che propone su questo un "campo largo". E a proposito di alleanze, Schlein resta ecumenica. Non vuole schiacciarsi solo sui 5 Stelle. "Lavoriamo per allargare il campo, senza veti e pregiudiziali". Non solo per le prossime Comunali di maggio, ma anche per le Regionali in Molise di giugno. È soprattutto un appello ai suoi, un serrare i ranghi: "Massimo sforzo". Anche per la "sfida epocale" delle Europee, per cui si aspetta "grandi cose" e che sarà il primo vero test sulla sua leadership.
I mal di pancia interni li aveva messi in conto e non sembrano crucciarla più di tanto. Infatti guarda avanti quando annuncia le campagne per il tesseramento e per i soldi del 2 per mille. E il rilancio delle vecchie feste dell’Unità, come "momento identitario". Alla fine la risposta più dritta alle polemiche arriva da un altro membro della segreteria, Marco Sarracino, quando ricorda a tutti che "solo quattro mesi fa era in dubbio la nostra stessa esistenza".