Segreteria Pd in trasferta, Schlein ricorda Matteotti: "L’emergenza è la casa"
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De CiccoRIANO (RM) - Segreteria del Pd, primo giorno di scuola. Fuori porta: a Riano, hinterland romano. Anzi "Riano de Janeiro", come ha scritto sul cartello stradale un writer birichino. Dentro il circolo dell'Arci, dove di solito si gioca a briscola e gli anziani ballano il liscio, arriva il nuovo stato maggiore del primo partito d'opposizione. Al giro di tavolo si presentano tutti: nome, cognome, breve biografia. Ordine della maestra (o capo-classe) Elly Schlein. Vale anche per i più scafati, ma è soprattutto un modo per far sentire a casa i tanti volti nuovi, che fino a qualche giorno fa nemmeno avevano la tessera del Pd nel portafogli, e che ora si ritrovano catapultati al vertice. Aria fresca, come chiesto dal popolo dei gazebo. "Ciao sono Peppe - dice Provenzano, che è un veterano, ex ministro del Meridione ora responsabile Esteri - la mia biografia in breve: dal Sud al Sudan".
La visita è seria, non solo perché &egra…
RIANO (RM) - Segreteria del Pd, primo giorno di scuola. Fuori porta: a Riano, hinterland romano. Anzi "Riano de Janeiro", come ha scritto sul cartello stradale un writer birichino. Dentro il circolo dell'Arci, dove di solito si gioca a briscola e gli anziani ballano il liscio, arriva il nuovo stato maggiore del primo partito d'opposizione. Al giro di tavolo si presentano tutti: nome, cognome, breve biografia. Ordine della maestra (o capo-classe) Elly Schlein. Vale anche per i più scafati, ma è soprattutto un modo per far sentire a casa i tanti volti nuovi, che fino a qualche giorno fa nemmeno avevano la tessera del Pd nel portafogli, e che ora si ritrovano catapultati al vertice. Aria fresca, come chiesto dal popolo dei gazebo. "Ciao sono Peppe - dice Provenzano, che è un veterano, ex ministro del Meridione ora responsabile Esteri - la mia biografia in breve: dal Sud al Sudan".
La visita è seria, non solo perché è la prima riunione della squadra con cui Schlein governerà i democratici. C'è da commemorare Giacomo Matteotti: il corpo del deputato socialista fu trovato a tre chilometri da qui, nella macchia della Quartarella. Schlein va prima in visita al monumento inaugurato da Pertini, posa un mazzo di fiori, minuto di silenzio. Accanto a lei c'è il sindaco Luca Abbruzzetti, del Pd, che guida Riano con Fratelli d'Italia. "Ma non sono fascisti, qui, più democristiani. La mia matrice poi è post-comunista, figurarsi". Con Schlein non ne parla, le chiede semmai di fermare la discarica che potrebbe aprire poco distante. Lei annuisce (la responsabile Ambiente, anti-inceneritore, Annalisa Corrado è l'unica assente, si collega da remoto e dribbla i cronisti).
La visita è seria, appunto, ma l'atmosfera ricorda un po' quella di una scolaresca. In effetti c'è una classe - dirigente - appena formata. Partono tutti su tre pulmini dalla stazione Termini. "E a bordo cantiamo Bella ciao e tutto il repertorio", fa sapere Marta Bonafoni, la coordinatrice appena iscritta, prima di montare sul van. Schlein arriva per conto suo, sulla macchina della scorta, che le hanno assegnato da poco: era già stata attenzionata dopo gli attacchi anarchici alla sorella, diplomatica ad Atene, e col nuovo ruolo la protezione è stata rafforzata. Condanna le frasi di La Russa a Repubblica: "La Costituzione è antifascismo". Dichiara poco, quasi solo a tema casa, ci tiene molto: "Lanciamo una grande mobilitazione, il governo ha cancellato 330 milioni per gli affitti, coinvolgeremo i nostri sindaci, ne ho parlato con Sala e Nardella".
Dentro, nella sala-burraco, fa capire ai suoi come stare sul pezzo, per "creare problemi a Meloni". Vuole che la segreteria sia "politica", cioè che nessuno dei membri si limiti a fare il compitino, "pensando solo al suo settore". Il modello è il governo ombra. Dove si prendono le decisioni che contano. Condividono a ruota Alessandro Alfieri, Alfredo D'Attorre, Marco Furfaro, lo stesso Provenzano. Ma soprattutto vuole, Schlein, un partito aperto. "Non dobbiamo stare chiusi nei caminetti, nelle nostre stanze: apriamoci ai mondi esterni". Difatti dopo Riano, potrebbero esserci altre segreterie itineranti. E ancora: "Non cadiamo nella trappola dei diversivi della destra", che macina una sparata al giorno. Tocca rispondere, certo, "ma dobbiamo imporre la nostra agenda". E dunque riecco Provenzano, che sferza il governo sul piano Mattei, "che non c'è e Mattei era antifascista". Ribadisce poi il sostegno convinto all'Ucraina, ma non cita l'aumento delle spese militari su cui a distanza si fa sentire Lorenzo Guerini. Sandro Ruotolo parla della Rai, "che la destra vuole militarizzare". Alessandro Zan affronta il tema di questi giorni, la maternità surrogata: Schlein, si sa, è favorevole, i cattolici dem no, e dunque "rispetteremo la sensibilità di tutti", assicura da paciere. La segretaria benedice: "Sarò molto attenta sui temi etici". Alle due ripartono tutti, sempre in pulmino. Al circolo preparano i tavoli. Si va di briscola. Si accomoda il padre del sindaco, 84 anni, ex montatore di antenne. Sibillino: "Come vedo Schlein? Stia attenta ai cani...".