Sui provvedimenti bandiera, o cosiddetti identitari, il governo non sembra intercettare il gradimento degli italiani né comprenderne le priorità. Anche quando il sentiment è favorevole alle nuove norme, come per l'inasprimento delle pene per gli ecovandali (53%) e per chi organizza rave party (41%), la percezione dell'opinione pubblica è che non siano questioni importanti (rispettivamente per il 53% e 61%).
Sull'eliminazione della protezione speciale per i migranti (48%) e sulla realizzazione del ponte di Messina (47%) prevale, anche se di poco, la contrarietà, ma sono sempre ritenuti temi secondari (rispettivamente dal 57% e dal 55% dai cittadini). Mentre, sui maggiori vincoli posti per accedere al reddito di cittadinanza, il 56% degli italiani non solo è favorevole ma pensa anche sia rilevante (69%), così come per lo stop alle farine d'insetti (59% favorevole, 53% importante). Le percentuali più alte di contrar…
Sui provvedimenti bandiera, o cosiddetti identitari, il governo non sembra intercettare il gradimento degli italiani né comprenderne le priorità. Anche quando il sentiment è favorevole alle nuove norme, come per l'inasprimento delle pene per gli ecovandali (53%) e per chi organizza rave party (41%), la percezione dell'opinione pubblica è che non siano questioni importanti (rispettivamente per il 53% e 61%).
Sull'eliminazione della protezione speciale per i migranti (48%) e sulla realizzazione del ponte di Messina (47%) prevale, anche se di poco, la contrarietà, ma sono sempre ritenuti temi secondari (rispettivamente dal 57% e dal 55% dai cittadini). Mentre, sui maggiori vincoli posti per accedere al reddito di cittadinanza, il 56% degli italiani non solo è favorevole ma pensa anche sia rilevante (69%), così come per lo stop alle farine d'insetti (59% favorevole, 53% importante). Le percentuali più alte di contrarietà si registrano sull'idea di limitare l'uso di lingue straniere nella Pubblica Amministrazione: il 61% non è favorevole e il 75% considera la questione trascurabile.
È interessante notare che queste divergenze di sensibilità sulle priorità fra l'esecutivo e la popolazione si riscontrano anche tra gli elettori del centrodestra, in alcuni casi persino nel maggiore partito di Governo, FdI. In generale, comunque, nelle ultime settimane la fiducia alla Presidente Meloni si è ridotta di 4 punti passando dal 46 al 42%. Questo trend probabilmente è dovuto anche al fatto che la metà del Paese ritiene che il governo non stia mantenendo pienamente le promesse fatte in campagna elettorale (50%). Giudizio positivo invece sull'approccio al turismo e alla cultura. Ovviamente, quando si analizzano i comportamenti sociali e politici non si deve pensare che la delusione si trasformi in dissenso, un elettore può anche non condividere l'operato del suo partito di riferimento ma lo vota in quanto non ha alternative solide.
Però è anche vero che in questo sondaggio per la prima volta, da quando il Governo è in carica, si registrano criticità che poi dovranno essere monitorate nei prossimi mesi per verificare se impatteranno o meno sul consenso. In sintesi ciò che emerge è la richiesta che l'esecutivo si occupi di altro e meglio. Infatti a perdere più punti nella classifica della fiducia ai ministri, sono coloro al centro delle maggiori polemiche mediatiche, come i responsabili della giustizia Nordio, della realizzazione del Pnrr Fitto, e dell'agricoltura Lollobrigida. Sul podio restano stabili i ministri Urso, imprese e Made in Italy, Sangiuliano, cultura, e Piantedosi, interni. Solo le ministre Santanché, turismo, e Calderone, lavoro, guadagnano fiducia nelle ultime settimane, al contempo per 13 responsabili di dicasteri si registra un trend negativo.
I temi di cui gli italiani si aspettano un maggiore intervento del Governo sono il lavoro (46%), la Sanità (41%), l'economia e la messa in atto delle opere con il Pnrr (31%). Per quanto riguarda le intenzioni di voto, FdI perde qualche percentuale ma rimane sempre al di sopra del risultato raccolto nelle urne lo scorso settembre, mentre si consolida il trend positivo del Pd.
La divisione tra Calenda e Renzi si riflette sul consenso e oggi, se dovessero partecipare alle elezioni in maniera autonoma, Azione conquisterebbe il 5% ed Italia Viva il 2,5%. Infine negli ultimi mesi si è molto discusso sui principi antifascisti della Costituzione. L'Anniversario della Liberazione d'Italia unisce gli italiani nel ritenere che i maggiori esponenti del Governo e delle Istituzioni dovrebbero essere presenti alle celebrazioni (73%).
In generale, oltre il 60% pensa che tutti i componenti dei partiti, del Governo e delle Istituzioni, dovrebbero dichiararsi apertamente antifascisti. Anche per la questione sollevata della cosiddetta sostituzione etnica emergono alcune criticità. La maggioranza assoluta, il 55% degli italiani, non valuta che vi sia tale pericolo oggi nel nostro Paese, però è da notare che fra gli elettori FdI e Lega oltre il 90% considera la sostituzione etnica un rischio concreto. Ciò che è certo è che, superata la fase iniziale, a sei mesi dal suo insediamento, l'Esecutivo si gioca adesso il consenso sui provvedimenti.