Da Cancelleri a Bugani, da Di Stefano a Sorial: il fiuto degli ex cinquestelle per le poltrone
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliNon erano né di destra né di sinistra, sono rifiniti a destra (più spesso) e a sinistra, contestavano il potere e ne sono stati irrimediabilmente ammaliati. La nomina di Luigi Di Maio è certamente quella che fa più notizia, per il ruolo che aveva nel M5S - indiscusso capo politico per anni - e per la carica internazionale ottenuta, inviato speciale Ue per il golfo Persico. Dai gilet gialli alla diplomazia internazionale di alto livello, non c'è nulla da stupirsi. L'istinto di sopravvivenza e una invidiabile plasmabilità hanno portato molto lontano gli ex 5 Stelle. Il penultimo caso limite, giusto due giorni fa, è stato Giancarlo Cancelleri, ras del Movimento in Sicilia ora accasato in Forza Italia.
[[ge:rep-locali:repubblica:397344637]]
In quel M5S delle origini, ben prima dello sbarco nel Parlamento, l'Emilia-Romagna era una regione chiave, la prima ad eleggere dei consiglieri regionali assieme al Piemonte. Lì…
Non erano né di destra né di sinistra, sono rifiniti a destra (più spesso) e a sinistra, contestavano il potere e ne sono stati irrimediabilmente ammaliati. La nomina di Luigi Di Maio è certamente quella che fa più notizia, per il ruolo che aveva nel M5S - indiscusso capo politico per anni - e per la carica internazionale ottenuta, inviato speciale Ue per il golfo Persico. Dai gilet gialli alla diplomazia internazionale di alto livello, non c'è nulla da stupirsi. L'istinto di sopravvivenza e una invidiabile plasmabilità hanno portato molto lontano gli ex 5 Stelle. Il penultimo caso limite, giusto due giorni fa, è stato Giancarlo Cancelleri, ras del Movimento in Sicilia ora accasato in Forza Italia.
[[ge:rep-locali:repubblica:397344637]]
In quel M5S delle origini, ben prima dello sbarco nel Parlamento, l'Emilia-Romagna era una regione chiave, la prima ad eleggere dei consiglieri regionali assieme al Piemonte. Lì per anni ha comandato Max Bugani, incarnando l'ortodossia - nessun dialogo con gli altri partiti, nessuna struttura di partito - e contrastando ogni tentativo di riforma iniziale dei vari Valentino Tavolazzi, Giovanni Favia e Federico Pizzarotti. Oggi è assessore comunale con il centrosinistra nella sua Bologna, passato dai bersaniani di Articolo 1 e finito al Pd. A proposito di Pizzarotti, il due volte sindaco di Parma adesso è presidente di +Europa, ma va detto che si era staccato dalla casa madre in tempi non sospetti, quando il M5S aveva il vento in poppa.
Nella Lega ha fatto carriera Marco Zanni, eletto in Europarlamento nel 2014 con il M5S è poi diventato presidente del gruppo Identità e Democrazia, casa europea di Lega e altri gruppi euroscettici. In Fratelli d'Italia ci sono Walter Rizzetto e Rachele Silvestri: il primo ci entrò nel 2016 e fu una vera scommessa, la seconda nel 2021 con la destra tricolore in ascesa: due scelte identiche ma in contesti politici molto diversi.
C'è chi invece si è buttato sul lavoro, come Manlio Di Stefano. Ex viceministro agli Esteri, poi transitato in Impegno civico con Di Maio, come rivelato dal Foglio oggi è senior advisor di un colosso americano dell'industria aerospaziale. E pensare che per anni incarnò la politica internazionale non allineata del M5S, attenta alle ragioni russe e cinesi. Dopo la tentata e fallita elezione al Parlamento europeo, l'ex sindaco di Livorno Filippo Nogarin è diventato amministratore della società Metropark del gruppo Fs, nominato da Gianfranco Battisti che a propria volta era arrivato alla guida delle Ferrovie grazie ai 5 Stelle. L'ex deputato Giorgio Sorial, uno di quelli della prima ora che si batteva contro il Tav e contro le concessioni private delle infrastrutture, nel 2021 viene nominato presidente dell’ente traforo del Monte Bianco. A corredo simbolico della conversione si scattò un selfie in viaggio, elegantissimo, seduto dentro una Rolls Royce: transizione completata, rivoluzione normalizzata. Sarà per la disperazione che ora Beppe Grillo s'è messo in testa di fondare una religione.