ROMA - Il taglio del cuneo più alto del previsto è la carta a sorpresa che la premier Giorgia Meloni si gioca nell'incontro a Palazzo Chigi con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Anche se c'è una furbizia contabile, perché concentrato solo in sei mesi, tra luglio e dicembre, anziché su otto come annunciato e quindi all'apparenza più generoso. Sarà di altri 4 punti che sommati a quelli in vigore significa 7 punti in meno per i redditi dei lavoratori dipendenti fino a 25 mila euro lordi e 6 punti in meno fino a 35 mila euro. Non cambiano le risorse: 4 miliardi che diventano 3 miliardi al netto delle tasse, dice l'ultima bozza del decreto.
Ma il punto è politico. Prima dell'incontro, finito in tarda serata dopo due ore in cui il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e la ministra del Lavoro Marina Calderone hanno illustrato le misure, erano volate scintille. Un comunicato della premier reagiva alle dichiarazioni di sabato di Maurizio Landini quando il leader Cgil aveva definito "un atto di arroganza e offensivo" il Consiglio dei ministri convocato il Primo maggio per varare il decreto Lavoro.
"Se Landini pensa davvero che sia diseducativo lavorare il Primo maggio, allora il concerto la triplice dovrebbe organizzarlo in un altro giorno", tuonava il comunicato. Non proprio la migliore premessa per il faccia a faccia di poche ore dopo. Meloni in apertura del tavolo si mostra più conciliante, ma tiene il punto: "Non è una mancanza di rispetto un Cdm il Primo maggio. È un bel segnale e mi sarei aspettato un "bravi". Era un modo per dire "ci siamo e ci siamo tutti", una mano tesa".
Meloni ribadisce che il confronto con i sindacati è "molto importante", che la priorità del governo è "ridurre la pressione fiscale sul lavoro", che il decreto è "utile per i lavoratori" e che il suo iter di approvazione parlamentare sarà "lungo". Si apriranno dunque spazi a modifiche. "Serve un dialogo serio e costruttivo", ripete la premier accennando agli altri dossier che si apriranno nei prossimi giorni. Su tutti: "Pnrr, RepowerEu, come spendere le risorse, la politica su salari e inflazione".
All'uscita però Landini non fa sconti: "Il taglio del cuneo è una nostra richiesta, ma si tratta di una misura temporanea, non strutturale. Non c'è il fiscal drag e quindi non aumenta il netto in busta paga, solo il prelievo fiscale. Non c'è la tassa sugli extraprofitti. La riforma sul Reddito serve solo per fare cassa. E contro la troppa precarietà si liberalizzano i contratti a termine. Dopodiché non ci hanno dato un testo e veniamo convocati solo la sera prima". Replica, in scia a Meloni, la Lega: "Tutto quello che non piace alla Cgil, piace agli italiani".
Anche il leader Uil Pierpaolo Bombardieri attacca: "Il decreto aumenta la precarietà". E porta all'incontro con Meloni e ministri una giovane precaria del settore del trasporto aereo, Manuela Pellegrino. Ma è la Cisl a spiazzare la compattezza delle critiche sindacali. "Col governo si può aprire un nuovo cammino di dialogo sociale", dichiara Luigi Sbarra a caldo. "Considero veramente importante, utile questo incontro di stasera, se veramente riuscirà a determinare un nuovo percorso di confronto". Nel merito il giudizio della Cisl è "sospeso, non abbiamo ancora i testi". Ma sulla polemica del Cdm convocato il Primo Maggio: "Se fate cose buone per le persone, convocateci anche a Natale, a Pasqua e a Ferragosto". Le mobilitazioni territoriali unitarie di Cgil, Cisl e Uil di maggio sono però confermate: il 6 a Bologna, il 13 a Milano, il 20 a Napoli.
Il decreto Lavoro che arriva stamane in Consiglio dei ministri - quasi in contemporanea con i comizi di Landini, Sbarra e Bombardieri a Potenza - in realtà è un cantiere ancora aperto. Ieri è circolata l'ennesima bozza non definitiva. Tra le novità dell'ultima ora c'è l'innalzamento della soglia esentasse per i fringe benefits dai 258 euro attuali ai 3 mila euro, ma solo per i lavoratori con figli a carico. Soldi che potranno essere spesi quest'anno non solo in beni e servizi, ma anche per pagare le bollette di acqua, luce e gas. Si conferma la liberalizzazione sui contratti a termine senza causali, la cui durata viene allungata da 12 a 24 mesi, a 36 mesi solo con l'ok del ministero. "Un decreto della precarietà, più che del lavoro", dice la leader pd Elly Schlein.