Il ministero del Sud non esiste più: da Salerno a Taranto a Palermo, strade e cantieri bloccati. Al palo 1 miliardo di euro
di Antonio FraschillaI commissari delle aree industriali del Mezzogiorno da mesi non vengono convocati dal governo. Stesso discorso per i tavoli sulle aree di crisi, da Salerno a Taranto. Mentre diversi decreti approvati in conferenza Stato-Regioni attendono ancora la firma e da soli valgono centinaia di milioni di euro. Il ministero del Sud non esiste più, l'Agenzia per la coesione è stata soppressa e il risultato è una sorta di paralisi delle poche iniziative economiche in materia di Mezzogiorno del governo Meloni: al palo almeno un miliardo di euro.
I fondi del Pnrr
A partire dall'utilizzo dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza: solo per le Zone economiche speciali nelle aree industriali meridionali, da Napoli a Palermo, il piano stanzia 630 milioni di euro. Ma ad oggi un cantiere non è stato ancora avviato e su alcuni progetti di competenza di Anas, Rete ferroviaria e Autorità portuale, che da soli valgono 319 milioni di euro, la Corte dei co…
I commissari delle aree industriali del Mezzogiorno da mesi non vengono convocati dal governo. Stesso discorso per i tavoli sulle aree di crisi, da Salerno a Taranto. Mentre diversi decreti approvati in conferenza Stato-Regioni attendono ancora la firma e da soli valgono centinaia di milioni di euro. Il ministero del Sud non esiste più, l'Agenzia per la coesione è stata soppressa e il risultato è una sorta di paralisi delle poche iniziative economiche in materia di Mezzogiorno del governo Meloni: al palo almeno un miliardo di euro.
I fondi del Pnrr
A partire dall'utilizzo dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza: solo per le Zone economiche speciali nelle aree industriali meridionali, da Napoli a Palermo, il piano stanzia 630 milioni di euro. Ma ad oggi un cantiere non è stato ancora avviato e su alcuni progetti di competenza di Anas, Rete ferroviaria e Autorità portuale, che da soli valgono 319 milioni di euro, la Corte dei conti teme che non saranno rispettati i paletti imposti da Bruxelles perché non c'è traccia delle gare di appalto. Ma fermi sono anche i soldi per Salerno, 250 milioni, per Taranto, 45 milioni, e per una serie di iniziative nel Mezzogiorno.
Le (troppe) competenze del ministero
Il tema è che dopo la confusione iniziale, con la delega al Sud data a Nello Musumeci e poi tolta dopo alcune settimane, adesso il ministero guidato da Raffaele Fitto ha diverse (troppe) competenze delicate, dal Pnrr agli Affari europei, dal Sud alla Coesione territoriale. Nel frattempo su molte iniziative la macchina si sta inceppando. A partire proprio dalle Zes: dalla nomina dei commissari, fatta dalla ex ministra del Sud Mara Carfagna, non sono arrivati più indirizzi politici e i tavoli di confronto con parti sociali e tecnici del ministero non vengono convocati. Il ministro Fitto non riesce a badare a tutto e proprio per le Zes, ad esempio, punta alla nomina di un supercommissario che farà le sue veci.
Al Sud iniziative a rilento
Ma in giro per il Mezzogiorno ci sono diverse iniziative che stanno andando a rilento. Da mesi non viene convocato il tavolo sul contratto di sviluppo Taranto, valore 42 milioni di euro, implementato e rimodulato per riqualificare l'area di insediamento della Ferretti Group. Stesso discorso sul contratto di sviluppo di Salerno, dove sono in ballo 200 progetti avviati per 250 milioni di euro: qui l'Agenzia della coesione territoriale ha completato l'esame delle iniziative, ma adesso salta fuori un problema sulla copertura dei fondi e quindi il contratto non viene chiuso ancora con la firma del ministro Fitto. Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi è stato nominato commissario per l'area di Bagnoli dal governo Draghi: ma ha avuto contezza delle competenze ministeriali in materia nel governo Meloni solo da due mesi. Comunque adesso il ministro Fitto ha dato ampie rassicurazioni a Manfredi, in attesa di convocare una cabina di regia con le parti sociali (l'ultima è stata convocata a settembre).
In ritardo i fondi per le strade
In ritardo anche la firma dei decreti ministeriali per regolamentare le Zone economiche le Zone logistiche semplificate (anche al Nord, come quella di Venezia e di Genova): sono già stati approvati dalla conferenza Stato-Regioni, ma manca la firma della presidente del Consiglio Giorgia Meloni per la nomina dei commissari. E ancora, non sono stati inviati al Cipe sia il riparto di 40 milioni di euro per le nuove aree interne sia il riparto dei 50 milioni di euro per le strade provinciali e comunali. Ma che ci sia una confusione a Palazzo Chigi nella governance su una serie di materie emerge anche dalla soppressione dell'Agenzia per la coesione territoriale, con le competenze che passeranno al dipartimento Coesione incardinato però a Palazzo Chigi. L'Agenzia monitorava una spesa pari a 10 miliardi di euro e, tra le altre cose, seguiva alcune iniziative come quelle sul credito di imposta: ma è accaduto, ad esempio, che nella bozza iniziale della legge di bilancio del governo Meloni non era stato inizialmente previsto nemmeno il rifinanziamento di questa misura e si è messa una toppa soltanto in fase di approvazione della legge in Parlamento. La spia che qualcosa davvero non va sul fronte politico.