Da Fazio a Damilano, in Rai star a rischio epurazione. Amadeus “dimezzato”
di Silvia FumarolaROMA - Sulla scrivania dell’ad Carlo Fuortes sono rimasti i contratti da rinnovare. Il malumore è legato proprio a quelle carte: "Non ha mosso un dito, di fatto ha paralizzato l’azienda". Che il governo Meloni voglia fare tabula rasa, cambiare tutto, a cominciare dai conduttori sgraditi, è noto da mesi.
Il primo della lista è Fabio Fazio con Che tempo che fa, programma in onda la domenica sera su Rai 3 che ha festeggiato il ventennale e continua a volare negli ascolti. Il suo contratto scade a giugno; tutto definito da mesi, ma l’accordo — non a caso — è rimasto lì, sospeso.
Da settimane si rincorrono le voci sul passaggio di Fazio a Discovery. Che fosse nel mirino del centrodestra è risaputo e chi aveva dubbi se li è tolti dopo l’esternazione del senatore Maurizio Gasparri, componente della commissione di vigilanza Rai, contro Fazio e Marco Damilano (che conduce su Rai 3 Il cavallo e la…
ROMA - Sulla scrivania dell’ad Carlo Fuortes sono rimasti i contratti da rinnovare. Il malumore è legato proprio a quelle carte: "Non ha mosso un dito, di fatto ha paralizzato l’azienda". Che il governo Meloni voglia fare tabula rasa, cambiare tutto, a cominciare dai conduttori sgraditi, è noto da mesi.
Il primo della lista è Fabio Fazio con Che tempo che fa, programma in onda la domenica sera su Rai 3 che ha festeggiato il ventennale e continua a volare negli ascolti. Il suo contratto scade a giugno; tutto definito da mesi, ma l’accordo — non a caso — è rimasto lì, sospeso.
Da settimane si rincorrono le voci sul passaggio di Fazio a Discovery. Che fosse nel mirino del centrodestra è risaputo e chi aveva dubbi se li è tolti dopo l’esternazione del senatore Maurizio Gasparri, componente della commissione di vigilanza Rai, contro Fazio e Marco Damilano (che conduce su Rai 3 Il cavallo e la torre). "È davvero singolare che il pestaggio mediatico al centrodestra venga fatto sugli stessi schermi della Rai, negli spazi dello strapagato Fazio, da Damilano, piazzato in Rai da esterno dalla sinistra, perché rimasto privo di platee giornalistica dopo le sue diverse giubilazioni" si legge nella nota di Gasparri. "Vediamo insomma i lottizzati che fanno il processo preventivo alla loro controparte politica".
Non è un caso se il prossimo approdo di Fazio, dopo quaranta anni di carriera in Rai, sarà Discovery. Il manager Beppe Caschetto portò sul Nove anche Maurizio Crozza, che con Fratelli di Crozza ha continuato a fare satira con la massima libertà.
Se si guardano gli ascolti e la qualità, c’è poco da dire. Fazio è stato protagonista su Rai 1 con la senatrice Liliana Segre della serata evento Binario 21, pagina che resterà nella storia del servizio pubblico (con Fuortes in prima fila ad applaudire). Che tempo che fa è risultato il secondo programma più visto molte domeniche, è un marchio di Rai 3.
Anche Damilano è finito subito nel mirino del centrodestra, per i temi trattati, ma con l’alibi dei costi: lo spazio del Cavallo e la torre potrebbe passare a un nome interno più gradito dell’ex direttore dell’Espresso. A rischio anche Lucia Annunziata, dopo la polemica a In mezz’ora con la ministra della Famiglia e delle Pari opportunità Eugenia Roccella. Durante l’intervista sulla maternità surrogata e sulla chiusura, da parte del governo, della trascrizione dei figli delle famiglie omosessuali, Annunziata era sbottata: "E fatele queste leggi, c***o". Si era immediatamente scusata per la parolaccia con la ministra e i telespettatori. "Mi scusi ancora per questo sgarro linguistico" , aveva detto la giornalista. "È una vergogna che una persona del genere abbia in mano spazi del servizio pubblico" era insorto Gasparri. "La stagione di ricambio dei vertici Rai diventa urgente perché c’è un abuso costante di cui l’Annunziata è soltanto l’emblema più grave, più vetusto, più fazioso. Ora basta".
E chissà se, dopo che era dato per scontato l’arrivo di Massimo Giletti ( ora considerato più incerto dopo il caso Baiardo), sarà davvero Nicola Porro il volto su cui punterà il servizio pubblico dell’era Meloni.
La presentazione dei palinsesti, generalmente a giugno, potrebbe slittare la prima o la seconda settimana di luglio. Non c’è solo l’informazione a rischio. Massima attenzione anche sull’evento per eccellenza, il Festival di Sanremo: Amadeus ha portato pubblico giovane e record di ascolti. Il contratto firmato con Fuortes lo lega alla kermesse fino al 2024 come conduttore e direttore artistico. Dopo che la destra lo scorso anno aveva criticato le performance degli artisti (da Fedez in giù), circola la voce che la nuova dirigenza potrebbe chiedere a Amadeus — già al lavoro per la prossima edizione — di fare un passo indietro. Conduttore sì, direttore artistico no. Sanremo in libertà vigilata.