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Filippo Rossi: "Etnia? L'ossessione di Lollobrigida, è il concetto ammorbidito di razza. Se dicesse cultura si sentirebbe di sinistra"

Filippo Rossi 
Il leader del movimento La Buona Destra commenta le uscite del ministro dell'Agricoltura che insiste "sull'etnia italiana da salvaguardare". E afferma: "Perché utilizzare termini divisivi invece che inclusivi? I sovranisti sono paranoici"
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"Lollobrigida ha la paranoia, l'ossessione dell'etnia. Che cos'è l'etnia? È il concetto di razza ammorbidito". Filippo Rossi, leader del movimento politico e culturale "La Buona destra", attacca la destra sovranista e meloniana.

Filippo Rossi, c'è una etnia italiana da salvaguardare come sostiene il ministro Francesco Lollobrigida?
"C'è una cultura italiana da salvaguardare. Da uomo di destra, ripeto, c'è la nostra cultura da tutelare e rendere viva: questo non è di destra o di sinistra. Credo che tutti possano essere d'accordo. Ma vedo la paranoia e l'ossessione di utilizzare termini come etnia che dicono e non dicono: non è razza e non è cultura. Perché utilizzare termini divisivi invece che inclusivi?".

Appunto, perché?
"Perché c'è l'ossessione di essere duri e puri e cioè gli unici autentici interpreti del…

"Lollobrigida ha la paranoia, l'ossessione dell'etnia. Che cos'è l'etnia? È il concetto di razza ammorbidito". Filippo Rossi, leader del movimento politico e culturale "La Buona destra", attacca la destra sovranista e meloniana.

Filippo Rossi, c'è una etnia italiana da salvaguardare come sostiene il ministro Francesco Lollobrigida?
"C'è una cultura italiana da salvaguardare. Da uomo di destra, ripeto, c'è la nostra cultura da tutelare e rendere viva: questo non è di destra o di sinistra. Credo che tutti possano essere d'accordo. Ma vedo la paranoia e l'ossessione di utilizzare termini come etnia che dicono e non dicono: non è razza e non è cultura. Perché utilizzare termini divisivi invece che inclusivi?".

Appunto, perché?
"Perché c'è l'ossessione di essere duri e puri e cioè gli unici autentici interpreti dell'identità italiana. Come se tutti coloro che si pongono fuori dalla storia politica di quella destra e dal sovranismo, non facciano parte dell'identità culturale italiana. Il paradosso del sovranismo è che negli slogan inneggia alla nazione (parola di cui io certo non ho paura), ma nel concreto i sovranisti la dividono".

Per la destra la difesa etnica è un punto fondante, di principio?
"Per quale destra? È un fattore propagandistico, di bandiera. La destra meloniana ha bisogno di un pensiero forte come ossigeno identitario e elettorale. Vagheggia il concetto di razza senza dirlo. Perché che cosa è l'etnia? È il concetto di razza ammorbidito. Se Lollobrigida dicesse cultura, si sentirebbe di sinistra".

C'è da preoccuparsi?
"È solo la controprova che la destra sovranista non può che essere così, divisiva della società. A Lollobrigida vorrei porre una domanda: l'amico di mio figlio, arrivato a Milano dal Marocco quando aveva un anno, italiano, studente di Ingegneria, è di etnia italiana? Sicuramente è un italiano, è di cultura italiana. Lollobrigida risponda".  

Ma come spiega che il ministro dell'Agricoltura torni sempre su questa questione, persino parlando di crisi della natalità?
"Ritiene che le politiche giuste per la natalità le si possa fare soltanto per chi è di etnia italiana? I cittadini italiani che parlano italiano, da qualsiasi luogo provengano, sono comunque di etnia italiana? Da uomo di destra sono cresciuto con l'idea dell'Impero romano che metteva al centro la cittadinanza, non l'etnia".

Darebbe un consiglio a Lollobrigida?
"Non do consigli agli avversari politici".

Però avrà riflettuto sul perché di queste esternazioni ripetute.
"È quasi un problema psicologico di tutti i sovranismi e le estreme destre mondiali: un atteggiamento che invece di unire la nazione, la divide come in una guerra civile".

Lei farà una iniziativa con Carlo Calenda, lunedì prossimo. È quindi terzopolista?
"La collaborazione con Calenda va avanti da anni. L'evento si chiamerà "Futuro in Azione". Io penso che la patologia della politica italiana è che non esista una destra liberale, moderata, europeista e che perciò sia avversaria e concorrente della destra sovranista. Perciò ora concentreremo il nostro impegno politico in Azione, il partito cardine dell'area liberal democratica in cui confluiamo, forti dei nostri valori e delle nostre proposte".