Mattarella a Zelensky: "Pieno sostegno dell'Italia, la pace non sia una resa"
di Concetto VecchioServe una pace vera, non una resa. Il rapimento dei bambini ucraini è una pratica ignobile. L'Italia sosterrà l'ingresso nella Ue dell'Ucraina. Sono i tre concetti chiave espressi dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell'incontro con il leader ucraino Volodmyr Zelensky. "La nostra vittoria è la pace", ha detto quest'ultimo.
Siedono l'uno di fronte all'altro. "Bentornato al Quirinale", lo accoglie Mattarella. Zelensky era venuto qui una prima volta nel febbraio del 2020, poco prima che scoppiasse la pandemia, una visita che all'epoca era passata inosservata. La guerra nel suo Paese dura da un anno e mezzo e Roma lo accoglie in stato di assedio. Diluvia, quando alle 11,50 lascia l'hotel Parco dei Principi, ai Parioli. Gli ucraini per strada applaudono il passaggio del loro presidente. Arriva al Quirinale, dove sul torrino sventola la bandiera gialloblu. Mattarella lo accoglie nel cort…
Serve una pace vera, non una resa. Il rapimento dei bambini ucraini è una pratica ignobile. L'Italia sosterrà l'ingresso nella Ue dell'Ucraina. Sono i tre concetti chiave espressi dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell'incontro con il leader ucraino Volodmyr Zelensky. "La nostra vittoria è la pace", ha detto quest'ultimo.
Siedono l'uno di fronte all'altro. "Bentornato al Quirinale", lo accoglie Mattarella. Zelensky era venuto qui una prima volta nel febbraio del 2020, poco prima che scoppiasse la pandemia, una visita che all'epoca era passata inosservata. La guerra nel suo Paese dura da un anno e mezzo e Roma lo accoglie in stato di assedio. Diluvia, quando alle 11,50 lascia l'hotel Parco dei Principi, ai Parioli. Gli ucraini per strada applaudono il passaggio del loro presidente. Arriva al Quirinale, dove sul torrino sventola la bandiera gialloblu. Mattarella lo accoglie nel cortile. Stretta di mano. Onori militari. Zelensky è vestito da capo militare, si mette la mano sul cuore quando parte il suo inno. Smette di piovere.
Zelensky a Roma, lo accolgono ucraini e italiani: "La sua battaglia unisce il mondo libero"
Le due delegazioni prendono posto nella sala degli Arazzi di Lilla. Mattarella gli dice: "E' un onore averla qui a Roma. Noi siamo pienamente al vostro fianco". L'incontro ha inizio. Sono le 12,10. "Confermo il pieno sostegno dell'Italia sul piano degli aiuti militari, finanziari, umanitari e della ricostruzione. Sono in gioco non solo l'indipendenza e l'integrità territoriale dell'Ucraina, ma anche la libertà dei popoli e l'ordine internazionale", esordisce il Capo dello Stato. Sono concetti che il nostro presidente ha ripetuto spessissimo dopo l'invasione della Russia, ripetutamente definita "sciagurata". Zelensky ascolta la traduzione simultanea ed annuisce. Poi prende la parola: "Sono qui per ringraziare l'Italia. Vorrei abbracciare gli italiani uno ad uno per il sostegno che ci è stato continuamente offerto a tutti i livelli e che non è mutato con i governi. Noi abbiamo valori comuni".
Quindi, rivolto a Mattarella, prosegue: "Vede, noi siamo per la pace, la nostra vittoria è la pace. Siamo aperti a tutti i contributi internazionali, ma la guerra la stiamo subendo sul nostro territorio e la pace deve prevedere la giustizia: su tutto il nostro territorio". Una frase che lascia trasparire una riserva sull’efficacia della mediazione cinese in corso, e nessun cedimento sui territori occupati. Del resto l’impressione che psicologicamente trasmette è quella di una granitica risolutezza.
Mattarella è d'accordo e spiega quale è la posizione dell'Italia: tutti, gli dice, lavoriamo per la pace. Va ripristinata la giustizia e il diritto internazionale. "Deve essere una pace vera, non una resa".
Parlano delle sanzioni economiche alla Russia. Sono efficaci? Mattarella vuole sapere della centrale nucleare di Zaporizhzhia, dei bombardamenti delle strutture civili e del rapimento dei bambini ucraini. Non nasconde la sua indignazione: "E' una pratica straziante e ignobile". Una preoccupazione di entrambi è la lievitazione di fake news, che impone azioni più efficaci a livello europeo.
E l'ingresso nella Ue, che tanto sta a cuore a Zelensky? Mattarella promette l'aiuto dell'Italia: "La decisione dell'Unione europea di avviare il processo di integrazione dell'Ucraina è stata storica. L'Italia punta ora ad aiutare l'Ucraina per il raggiungimento dei parametri".
Alle 12,40 il colloquio finisce. Al momento dei saluti Zelensky si porta la mano sul cuore. "Grazie, presidente", gli dice.