Urne aperte in 595 comuni italiani, dove si potrà votare anche oggi dalle 7 fino alle 15 in questa tornata di elezioni amministrative in cui sono chiamati al voto 4.587.877 elettori, di cui 402.967 all'estero, distribuiti su 5.426 sezioni. In particolare, si vota in 13 comuni capoluogo, di cui un capoluogo di regione (Ancona) e 12 capoluoghi di provincia (Brescia, Sondrio, Treviso, Vicenza, Imperia, Massa, Pisa, Siena, Terni, Latina, Teramo, Brindisi).
L'eventuale turno di ballottaggio è previsto nei giorni 28 e 29 maggio. L'affluenza alle 23 di ieri sera era del 46,39% degli aventi diritto, in calo rispetto al 59,89% nelle precedenti consultazioni.
Un test importante per misurare il consenso delle forze politiche e, soprattutto, il loro livello di compattezza sui territori.
Fronte progressista spaccato, Schlein cerca l'effetto Udine
Nonostante il cambio di segreteria nel Pd, lo schema giallo-rosso non decolla. Dem e M5s andranno a braccetto solo in 6 capoluoghi su 17. Si tratta di Brindisi, Catania, Pisa, Teramo, Siracusa e Latina. Mentre Pd e Terzo polo (o quel che ne rimane) andranno uniti - senza M5s - in appena tre capoluoghi: Ancona, Vicenza, Brescia.
Eventuali accordi potrebbero arrivare alla vigilia dei ballottaggi. Una schema già sperimentato a Udine e che ha portato il candidato sostenuto da Pd e Terzo polo a ribaltare il risultato del primo turno grazie all'apporto del candidato pentastellato, arrivato terzo al primo round.
Centrodestra compatto, Massa unica eccezione
Unità. Questo il senso della foto di Ancona - che il centrodestra prova a riconquistare - , con i leader sul palco e il videomessaggio di Silvio Berlusconi dall'ospedale San Raffaelle. La coalizione di governo regge anche sui territori. Salvo rarissime eccezioni, Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia si presenteranno uniti nelle principali città al voto. Il centrodestra presenta lo stesso candidato in 16 capoluoghi su 17. L'unica eccezione riguarda Massa, dove FdI appoggerà un candidato autonomo.
Pd tenta la riconquista delle città rosse
Massa, Pisa e Siena: tre roccaforti della Toscana rossa passate al centrodestra grazie all'ondata sovranista che ha attraversato l'Italia nel 2018. Ora il Pd prova a riprendersi una parte del bottino.
Possibilità di riscatto anche a Siena, dove il sindaco uscente Luigi De Mossi (scelto da Matteo Salvini in persona nel 2018) ha deciso di non ricandidarsi e appoggiare l'uomo di Italia Viva Massimo Castagnini. A complicare il quadro per i dem ci sono le divisioni nel centrosinistra: non solo il M5S, a Siena anche Azione ha deciso di correre da sola rompendo l'alleanza con i renziani di Iv.
Diversa situazione a Pisa. Qui Pd e M5S, a sostegno di Paolo Martinelli, si presenteranno insieme con l'obiettivo di sfilare la città al centrodestra del sindaco uscente, il leghista Michele Conti. Il Terzo polo, invece, andrà per conto proprio.