Giletti-Cairo, nuove scintille: sparita l'introduzione del conduttore tv al libro sui misteri di Cosa nostra
di Emanuele LauriaUn’introduzione sparita, il nome cancellato dalla copertina: un nuovo giallo anima la vita professionale di Massimo Giletti. E il suo rapporto con Urbano Cairo, precipitato dopo la decisione dell’editore di La7 di sospendere la trasmissione “Non è l’Arena”. I fatti sono questi: Giletti aveva scritto l’introduzione del libro “Attacco allo Stato, i misteri delle stragi del 1993 e il codice di Matteo Messina Denaro”, firmato dal giornalista del Corriere della Sera Ferruccio Pinotti, e pubblicato da Solferino, la casa editrice del quotidiano di Cairo. Il saggio racconta delle bombe degli anni ’90, concentrandosi sui misteri rimasti irrisolti di quella stagione stragista. Ma il testo scritto da Giletti è scomparso prima che il volume fosse pubblicato, precisamente nella fase della “cianografica”, procedimento che si adotta per verificare il montaggio delle pagine prima della stampa definitiva. C’era…
Un’introduzione sparita, il nome cancellato dalla copertina: un nuovo giallo anima la vita professionale di Massimo Giletti. E il suo rapporto con Urbano Cairo, precipitato dopo la decisione dell’editore di La7 di sospendere la trasmissione “Non è l’Arena”. I fatti sono questi: Giletti aveva scritto l’introduzione del libro “Attacco allo Stato, i misteri delle stragi del 1993 e il codice di Matteo Messina Denaro”, firmato dal giornalista del Corriere della Sera Ferruccio Pinotti, e pubblicato da Solferino, la casa editrice del quotidiano di Cairo. Il saggio racconta delle bombe degli anni ’90, concentrandosi sui misteri rimasti irrisolti di quella stagione stragista. Ma il testo scritto da Giletti è scomparso prima che il volume fosse pubblicato, precisamente nella fase della “cianografica”, procedimento che si adotta per verificare il montaggio delle pagine prima della stampa definitiva. C’era, insomma, già una bozza. La vicenda, per come è stata rivelata dal settimanale “Gente” e ripresa dal sito “Dagospia”, rivelerebbe dunque una censura da parte direttamente di Cairo. Negata da Rcs.
Di certo, il libro oggi ha solo la prefazione di Luca Tescaroli, titolare delle ultime indagini sulle stragi del ’93, nelle quali sono ancora coinvolti Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri.
Giletti, nell’introduzione scomparsa, parla delle sue trasmissioni sul tema della mafia, accenna alla trattativa fra lo Stato e Cosa Nostra, e ricorda anche uno dei motivi che sarebbero al centro del siluramento da parte di Cairo: l’intervista a Salvatore Baiardo, fiancheggiatore dei boss: “La ricostruzione storico-giudiziaria del libro di Ferruccio – scrive Giletti – riserva molto spazio anche ai fratelli Graviano, sui quali ho intervistato a lungo Salvatore Baiardo, un personaggio molto particolare che è stato protagonista assoluto di alcune ricostruzioni su temi di mafia del mio programma”. Baiardo, ex gelataio di Omegna aveva previsto con tre mesi d’anticipo la malattia di Matteo Messina Denaro e la fine della sua lunghissima latitanza. Baiardo è stato molto vicino ai fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, tra i condannati delle stragi del 1993. Giuseppe Graviano tre anni fa ha sostenuto di essere stato in affari con Berlusconi e di averlo almeno tre volte quando ancora era latitante. Accuse senza riscontro e sempre smentite dai legali di Berlusconi.
Ma il testo di Giletti, nell’edizione definitiva del libro, non c’è. Al conduttore tv l’eliminazione del suo contributo sarebbe stata comunicata dall’autore qualche giorno dopo la sospensione di “Non è l’Arena”, con esplicito riferimento a una volontà della casa editrice. Giletti non smentisce: “Sono molto amareggiato ma non posso parlare perché vincolato a un contratto con La7 fino al termine di giugno”. Pinotti, al telefono, si schermisce: “Di questo argomento non posso parlare”.
E Cairo? Rcs smentisce qualsiasi intervento dell’editore, in una precisazione firmata da Alessandro Bompieri, direttore generale news della società. “La prefazione al libro di Pinotti – scrive – è stata chiesta personalmente dall’autore a Giletti e la decisione di non pubblicarla è stata presa dall’autore stesso che ha avvisato la casa editrice Solferino delle sue intenzioni. Urbano Cairo non era a conoscenza del fatto che la prefazione era stata chiesta a Giletti, né tantomeno del fatto che era stato deciso di non pubblicarla“.