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"Via dal G7, la coscienza me lo impone". Meloni anticipa il rientro, non il Cdm

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"Non riesco più a stare lontana", dice la leader in conferenza stampa da Hiroshima. Domenica sarà a Forlì per mostrare vicinanza agli alluvionati, all'indomani della visita di Salvini
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HIROSHIMA - Un'emergenza ancora in corso, con un allarme attivo a Ravenna. Un'assenza prolungata dall'Italia. La sensazione di doverci essere per stabilire le misure più adatte. Ma anche di doversi mostrare all'opinione pubblica in un momento complicato, perché l'immagine di una premier lontana che non si sta occupando dell'alluvione potrebbe danneggiare l'esecutivo. C'è questo tormento - queste valutazioni - dietro la decisione di Giorgia Meloni di lasciare il G7 di Hiroshima con un giorno di anticipo. "Non riesco più a stare lontana dall'Italia in un momento tanto complesso", ammette la leader. E ancora: "Ho bisogno di lavorare in prima persona per dare le risposte necessarie. La mia coscienza mi impone di tornare". Parte dunque quando in Giappone sono passate le tre del mattino. Diretta all'aeroporto di Forlì, senza passare da Roma. Per visitare le zone colpite. Da un rapido calcolo delle…

HIROSHIMA - Un'emergenza ancora in corso, con un allarme attivo a Ravenna. Un'assenza prolungata dall'Italia. La sensazione di doverci essere per stabilire le misure più adatte. Ma anche di doversi mostrare all'opinione pubblica in un momento complicato, perché l'immagine di una premier lontana che non si sta occupando dell'alluvione potrebbe danneggiare l'esecutivo. C'è questo tormento - queste valutazioni - dietro la decisione di Giorgia Meloni di lasciare il G7 di Hiroshima con un giorno di anticipo. "Non riesco più a stare lontana dall'Italia in un momento tanto complesso", ammette la leader. E ancora: "Ho bisogno di lavorare in prima persona per dare le risposte necessarie. La mia coscienza mi impone di tornare". Parte dunque quando in Giappone sono passate le tre del mattino. Diretta all'aeroporto di Forlì, senza passare da Roma. Per visitare le zone colpite. Da un rapido calcolo delle ore di volo e del fuso, si può dedurre che dovrebbe essere lì già in mattinata.

È una scelta controversa, lasciare il vertice. Anche se non del tutto inedita: già in passato alcuni leader hanno deciso di partire prima della conclusione per situazioni di emergenza. La mossa impone comunque uno stravolgimento dell'agenda della presidente del Consiglio. Intanto perché deve tagliare la sua presenza al summit più importante per un leader occidentale. Poi perché è costretta ad annullare la visita ad Astana, in Kazakistan, che aveva programmato come tappa intermedia per il viaggio di ritorno. Ma la decisione è presa, fin dal mattino.

C'è solo da decidere il momento giusto. La prima opzione prevede la possibilità di volare via all'alba del 21, saltando l'ultimo round del summit. Poi si preferisce anticipare alla notte del 20, dopo la cena dei Sette con Volodymyr Zelensky e una lunga conferenza stampa. Meloni si scusa con i cronisti per l'orario - l'incontro inizia a mezzanotte - ma spiega di non poter restare oltre in Giappone: "Ho condiviso questa scelta con gli altri leader - spiega - Tutti loro hanno espresso solidarietà a trecentosessanta gradi, comprendendo e sostenendo la decisione". Di più: la premier assicura che Joe Biden e altri leader hanno mostrato "grande disponibilità" a sostenere le operazioni di emergenza e la ricostruzione. Viene diffuso un video in cui Meloni mostra a Emmanuel Macron le foto dell'alluvione. La premier spiega che "probabilmente" non servirà accettare la collaborazione dei partner, perché l'Italia dovrebbe reperire tra le pieghe del bilancio il denaro necessario agli interventi. "Le risorse le troviamo", promette.

Si tratta comunque di uno sforzo ingente. I primi milioni di euro, circa venti, saranno stanziati con il Consiglio dei ministri di martedì. Serviranno però molte centinaia di milioni di euro per iniziare a ragionare di veri interventi di ricostruzione. Quanto, neanche Meloni riesce a quantificarlo, non adesso: "Finché non finisce l'emergenza - e noi davvero speriamo che non continui - non è possibile valutare i danni".

A spiegare la decisione della premier sono ovviamente diversi fattori: dal gesto di attenzione per le vittime dell'alluvione all'allerta che prosegue per Ravenna. Ma conta naturalmente anche il piano politico. Proprio ieri Matteo Salvini si è recato nelle zone colpite, convocando una conferenza stampa nella stessa fascia oraria di quella di Meloni in Giappone. Difficile, per la presidente del Consiglio, prolungare oltre un'assenza che a causa del Consiglio d'Europa in Islanda e poi del successivo summit di Hiroshima è durata quasi una settimana. Né poteva bastare il video collegamento dall'Alaska - durante lo scalo tecnico per il volo da Helsinki al Giappone - a trasmettere la sensazione di vicinanza voluta. Senza dimenticare la controversa decisione di convocare il Consiglio dei ministri soltanto per martedì 23 maggio, a una settimana dall'inizio dell'emergenza, che tante critiche ha suscitato in Italia. E d'altra parte, nessuno avrebbe potuto impedire all'esecutivo di convocare la riunione del Cdm senza la presenza fisica della presidente del Consiglio, collegata però dal Giappone. È accaduto l'altro ieri sera a Joe Biden, che ha abbandonato i partner riuniti a cena per raggiungere la residenza giapponese e discutere del debito Usa con lo speaker repubblicano della Camera Kevin McCarthy. "Sarebbe stato impossibile portare prima i provvedimenti che sono necessari - nega comunque Meloni, rispondendo a chi chiede perché non abbia riunito prima il Consiglio - Avevamo bisogno di tempo".