Il Pd chiede al governo di riferire in Parlamento rispetto all'utilizzo dei fondi del Pnrr. E lo fa dopo le dichiarazioni del ministro Raffaele Fitto che a La Stampa ha spiegato che "gran parte del Piano nazionale di ripresa e resilienza non è spendibile e serve dunque una revisione strutturale degli obiettivi". Parole su cui ora il partito di Elly Schlein chiede chiarimenti. "Il governo la smetta di fare pasticci sul Pnrr - attaccano i capigruppo dem di Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia - Dopo le parole di Fitto è necessario un passaggio parlamentare che dia certezze: il Pd propone che si voti alla Camera e al Senato un atto di indirizzo che faccia chiarezza sulle scelte che il governo intende fare".
Il centrodestra stempera: "Fitto frainteso"
Dall'Adriatic Sea Summer il vicepremier Matteo Salvini cerca di gettare acqua sul fuoco. "L'obiettivo mio e del governo - assicura - è spendere bene e spendere tutti i fondi, soprattutto quelli per le infrastrutture perché abbiamo un gap con altri Paesi europei che dobbiamo colmare". Quindi, ribadisce, "non è assolutamente in agenda né la restituzione di fondi né la mancata spesa di fondi; al massimo si possono rimodulare alcune voci ad altre". E interviene a stemperare i toni anche Adolfo Urso precisando che "Fitto è stato frainteso, ha detto ben altro". Secondo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sul Pnrr "quello che è stato fatto in questo Paese lo conoscono tutti: quando furono chieste il massimo delle risorse a debito, quando furono presentati i progetti in pochi giorni, uno accatastato all'altro. Alcuni sono già stati bocciati, pensiamo agli stadi. Non facciamo gli stessi errori che hanno fatto i governi precedenti: noi andremo al confronto preparati, consapevoli e responsabili".
Il Pd: "Maggioranza in stato confusionale"
Ma dal Pd insistono: "C'è una regione sommersa dall'acqua e un Paese attonito di fronte a distruzione e sofferenza. Non c'è tempo da perdere - dicono Braga e Boccia - la messa in sicurezza del territorio è una priorità assoluta, vanno utilizzate tutte le risorse disponibili. Il tempo è scaduto: di fronte a questo quadro, il governo pensa bene di abbandonare risorse preziose del Pnrr nato come risposta solidale di un'Europa sconvolta dalla pandemia, e di dire che queste risorse non possono servire per investimenti nelle infrastrutture ma vanno usate per incentivi alle imprese, cioè ai privati".
E i capogruppo dem aggiungono: "Quel piano, condiviso a livello europeo, è finalizzato a rispondere alle sfide delle transizioni che abbiamo di fronte, e la parole del ministro ci confermano che il governo non condivide quelle finalità e che sul Pnrr è in stato confusionale". Insomma, concludono, "le parole 'dal sen fuggite' del ministro Fitto, parole di resa, sono gravi e inaccettabili: da mesi chiediamo di conoscere i progetti fattibili, le modalità di gestione dei fondi, la disponibilità dell'Europa ad accettare modifiche al piano. Venga in Parlamento a dirci cosa vuole fare pensando per una volta al bene del Paese e non alla propaganda".
L'Ue: "Ancora in corso l'esame sulla terza rata"
Intanto, dall'Unione Europea arrivano le parole del portavoce della Commissione. "Il lavoro sulla nostra valutazione per il via libera alla terza rata del Pnrr italiano è ancora in corso e vi sono scambi costruttivi con le autorità italiane", fa sapere Veerle Nuyts. E aggiunge: "Non ci sono grandi novità", ma ha precisato che il dialogo con Roma va avanti e, "ove necessario", le autorità italiane forniranno a Bruxelles "ulteriori informazioni". La comunicazione sull'esito finale della valutazione sarà diffusa "alla conclusione del processo".