Una critica al nazionalismo esasperato, al populismo come facile scorciatoia, contro i vaneggiamenti sull'etnia. Sbagliato contrapporre Dio, patria e famiglia contro i valori liberali di libertà, eguaglianza e fraternità. Cattolici integrali non integralisti, nazionali non nazionalisti, popolari non populisti. Parlando di Alessandro Manzoni, ieri a Milano, Sergio Mattarella parla all'Italia, in un discorso denso e alto che è un richiamo ai valori della Repubblica, ai suoi fondamentali. Il governo non viene nominato, naturalmente, ma ci sono rimandi che fatalmente richiamano il dibattito politico di queste settimane, o almeno questo è il senso che se ne ricava.
Ci sono almeno quattro argomenti che rappresentano una risposta indiretta alle ideologie della destra al governo. Sul populismo intanto. Sull'unità d'Italia, proprio mentre si discute dell'autonomia indifferenziata. Sull'integralismo e sull'etnia, è l'uom…
Una critica al nazionalismo esasperato, al populismo come facile scorciatoia, contro i vaneggiamenti sull'etnia. Sbagliato contrapporre Dio, patria e famiglia contro i valori liberali di libertà, eguaglianza e fraternità. Cattolici integrali non integralisti, nazionali non nazionalisti, popolari non populisti. Parlando di Alessandro Manzoni, ieri a Milano, Sergio Mattarella parla all'Italia, in un discorso denso e alto che è un richiamo ai valori della Repubblica, ai suoi fondamentali. Il governo non viene nominato, naturalmente, ma ci sono rimandi che fatalmente richiamano il dibattito politico di queste settimane, o almeno questo è il senso che se ne ricava.
Ci sono almeno quattro argomenti che rappresentano una risposta indiretta alle ideologie della destra al governo. Sul populismo intanto. Sull'unità d'Italia, proprio mentre si discute dell'autonomia indifferenziata. Sull'integralismo e sull'etnia, è l'uomo, la persona al di là delle razze, delle etnie e nazionalità a godere dei diritti universali, a necessitare della sua protezione: tutto questo arriva poche settimane dopo l'uscita del ministro Lollobrigida, mai citato. La Costituzione, ricorda, sbarra "espressamente la strada a nefaste concezioni di supremazia basate su razza e appartenenza". Citando Manzoni ricorda che "è la persona, in quanto figlia di Dio, e non la stirpe, l'appartenenza a un gruppo etnico o a una comunità nazionale, a essere destinataria di diritti universali, di tutela e di protezione. È l'uomo, in quanto tale, non solo in quanto cittadino, a essere portatore di dignità e di diritti".
Mattarella: "La Costituzione vieta nefaste concezioni di supremazia della razza"
Non è un attacco al governo, né ai suoi ministri, fanno notare dal Quirinale, ma è indubbio che, dopo quello sulla Resistenza il 25 aprile, è un altro capitolo della pedagogia civile avviata da tempo dal Presidente, che parla sul piano politico-culturale. E che in qualche modo incrocia i temi buttati sul tavolo dalla destra oggi al potere. Viene fuori un'altra idea di Paese, da cattolico democratico, da difensore strenuo dei valori della Costituzione. Ed è una critica feroce a chi cerca facili consensi piuttosto che impostare politiche di ampio respiro. "Dedicarsi a costruire politiche di ampio respiro, capaci di resistere agli anni e di definire il futuro". C'è un legame con i ritardi sul Pnrr ("mettersi alla stanga", aveva ammonito un mese fa), mentre divampa la battaglia culturale?
Di certo al Quirinale guardano con estrema preoccupazione ai ritardi sul Piano di aiuti europei. L'Italia è in grave ritardo, in un tema che la Presidenza della Repubblica sempre ha ritenuto cruciale per ammodernare e rilanciare il Paese, un'occasione unica che non tornerà.
Mattarella attualizza quindi Manzoni, il suo lato politico, di cattolico adulto, di milanese che "ambiva a un'Italia unita, che non fosse una mera espressione geografica, una addizione a freddo di diversi Stati e staterelli". E un contributo alla riflessione mentre il Parlamento si divide sull'Autonomia differenziata voluta dalla Lega. E infine un invito ad amministrare la cosa pubblica con saggezza, non adulando le folle. Si corrono rischi enormi nel vellicare gli umori delle folle anonime, "un combinato micidiale che invece di generare giustizia, ordine, prosperità - che è il compito precipuo di chi è chiamato a dirigere - produce lutti, tragedie e rovine".
È un discorso di storia patria, ma parla all'Italia di oggi. Specie a quella al potere.