Ruotolo (Pd) sull'astensione del M5S: "Non capiscono che la destra ha occupato la Rai. Via la legge Renzi"
di Giovanna CasadioSandro Ruotolo, responsabile informazione del Pd, la destra di governo va all'assalto della Rai?
"Sì. È vergognoso. Ci sono dieci uomini per otto testate, perché vanno conteggiate anche le condirezioni del Tgr. Alle donne è riservata la seconda fila. L'altro dato politico è che, grazie alla pessima legge di Matteo Renzi, il governo può controllare e prendere tutto in Rai. Infatti quella legge prevede che sulle nomine delle testate sia vincolante il voto dei 2/3 del consiglio di amministrazione. Quindi le nomine non passerebbero solo se i componenti sono 5 su 7. Ma due dei consiglieri sono nominati dal governo, gli altri 4 dal Parlamento e uno dai dipendenti Rai. E se tra i quattro almeno uno è della maggioranza, bastano 3 voti su sette per fare come si vuole. Questa è la dittatura del governo".
Non è stata quindi determinate l'astensione del grillino?
"Assolutamente no. Anche se l'esponente …
Sandro Ruotolo, responsabile informazione del Pd, la destra di governo va all'assalto della Rai?
"Sì. È vergognoso. Ci sono dieci uomini per otto testate, perché vanno conteggiate anche le condirezioni del Tgr. Alle donne è riservata la seconda fila. L'altro dato politico è che, grazie alla pessima legge di Matteo Renzi, il governo può controllare e prendere tutto in Rai. Infatti quella legge prevede che sulle nomine delle testate sia vincolante il voto dei 2/3 del consiglio di amministrazione. Quindi le nomine non passerebbero solo se i componenti sono 5 su 7. Ma due dei consiglieri sono nominati dal governo, gli altri 4 dal Parlamento e uno dai dipendenti Rai. E se tra i quattro almeno uno è della maggioranza, bastano 3 voti su sette per fare come si vuole. Questa è la dittatura del governo".
Non è stata quindi determinate l'astensione del grillino?
"Assolutamente no. Anche se l'esponente dei 5Stelle avesse votato contro come Marinella Soldi, Riccardo Laganà, Francesca Bria, le nomine sarebbero passate lo stesso. Bisogna cancellare la legge Renzi".
Tuttavia cosa ne pensa dell'atteggiamento "soft" del M5S?
"Sono una forza autonoma e quindi prendo atto. Però mi è dispiaciuto politicamente. Ripeto, pur essendo ininfluente quell'astensione, i 5S non hanno capito la gravità dell'operazione che la destra sta portando avanti di occupazione del servizio pubblico. Detto questo, li invito a lavorare insieme sulla riforma della governance".
Anche la sinistra ha occupato la Rai, non crede?
"Qui però non si tratta dell'avvicendamento classico. Qui c'è l'idea del 'non faremo prigionieri'. Fratelli d'Italia ha fatto da pigliatutto. Non ha lasciato spazi di pluralismo. Lo stesso Fuortes se ne è andato dopo essere stato attaccato tutti i giorni. Nelle dieci nomine, c'è solo una persona di area culturale di sinistra che è Mario Orfeo alla guida del Tg3. Ma è uno su dieci. Mentre sui generi, dove avviene la narrazione, gli sconfitti della storia tornano in auge nel racconto culturale del Paese. Vorrei ricordare che questa è l'Italia del 25 aprile".
Donne zero?
"L'amministratore delegato Roberto Sergio ha assicurato che ci saranno le vice direzioni. Come dire, consideriamo le donne come sottocapi: che brutto pensiero".
Che viene dal primo governo guidato in Italia da una donna.
"E la Rai ha professioniste di alto profilo. L'elenco è lungo. Penso a Monica Maggioni, Lucia Annunziata, Giuseppina Paterniti, Simona Sala per citarne alcune".
Annunziata ha dato l'addio con una lettera che è un atto d'accusa. Cosa ne pensa?
"Nell'arco di pochi giorni abbiamo perso due pezzi pregiati, Fabio Fazio e Lucia Annunziata e due programmi che caratterizzano la terza rete. Osservo che l'attacco alla Rai non è solo politico, il servizio pubblico è più povero. E c'è anche un danno economico, che è gravissimo. Cambiare i conduttori dei Tg non è la stessa cosa degli approfondimenti, in cui chi conduce fa il programma. "In mezz'ora" è la Annunziata come Piazza Pulita è Corrado Formigli".
I nuovi direttori dei Tg e l'informazione: il Pd cosa teme?
"L'offerta informativa rischia di essere oltre che più povera, allineata, conformista, monocolore. Mentre abbiamo bisogno di punti di vista diversi. Voglio sottolineare anche il segnale pessimo di avere "esiliato" Andrea Vianello a San Marino. È una umiliazione che sia un politico a dire a un giornalista se può lavorare o no. La professionalità di un giornalista non la giudica un politico, è il contrario: sono i giornalisti a valutare il potere politico".