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“No al Pnrr per le armi”. Schlein dà la linea al Pd, ma i dem in Europa voteranno sì

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La leader del  partito su Instagram dopo il flop elettorale: “Noi qui per restare”. A Bruxelles la grana delle munizioni a Kiev: “Non si tolgano fondi ai nidi”
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ROMA - Non è il ritorno del "ma anche", giurano al Nazareno. Anche perché nel commento di Elly Schlein alla sconfitta alle Amministrative (al posto di una conferenza stampa, una diretta Instagram di 8 minuti scarsi), la segretaria del Pd sceglie toni decisamente poco paludati. Anzi, sembra tornata quella vecchia maniera, dei tweet spigliati che qualcuno, quando è stata eletta al Nazareno, è andato a ripescare dal 2013. Manda un messaggio in bottiglia alle vecchie correnti, Schlein: "Non mi spaventano gli attacchi, mettetevi comodi perché siamo qui per restare, non è finita, abbiamo solo che cominciato". È un messaggio anche ai suoi fan, vista la piattaforma scelta: "Il cambiamento non è un pranzo di gala, è scomodo" Della serie: noi contro tutti. E naturalmente c’è una strigliata al governo: sul Pnrr, sul caro affitti, sull’alluvione per cui va nominato presto Bonaccini comm…

ROMA - Non è il ritorno del "ma anche", giurano al Nazareno. Anche perché nel commento di Elly Schlein alla sconfitta alle Amministrative (al posto di una conferenza stampa, una diretta Instagram di 8 minuti scarsi), la segretaria del Pd sceglie toni decisamente poco paludati. Anzi, sembra tornata quella vecchia maniera, dei tweet spigliati che qualcuno, quando è stata eletta al Nazareno, è andato a ripescare dal 2013. Manda un messaggio in bottiglia alle vecchie correnti, Schlein: "Non mi spaventano gli attacchi, mettetevi comodi perché siamo qui per restare, non è finita, abbiamo solo che cominciato". È un messaggio anche ai suoi fan, vista la piattaforma scelta: "Il cambiamento non è un pranzo di gala, è scomodo" Della serie: noi contro tutti. E naturalmente c’è una strigliata al governo: sul Pnrr, sul caro affitti, sull’alluvione per cui va nominato presto Bonaccini commissario.

È talmente diretta in alcuni passaggi, Schlein, che ieri pomeriggio, per paradosso, si è innestato un cortocircuito: la leader infatti ha detto tre volte che per il Pd "non è accettabile" che vengano usati i fondi del Pnrr per l’acquisto di armi destinate all’Ucraina. Una frase che ha lasciato spiazzati gli europarlamentari dem, che avevano incontrato Schlein in video-call l’altro ieri. E che soprattutto oggi voteranno sì al piano europeo, denominato Asap (Act in Support of Ammunition Production), che stanzia 500 milioni per aumentare la capacità produttiva europea di armi, da spedire alla resistenza di Kiev. Un piano “modello-vaccini”, che comprende anche l’uso (facoltativo per i governi) del Recovery e dei fondi di coesione. Il Pd proverà a espungere queste due voci dai finanziamenti, tramite un emendamento dei socialisti europei, ma difficilmente passerà e alla fine – questa è la linea – voterà comunque sì a tutto il pacchetto, Pnrr incluso, come il resto del Pse.


Ci sarà qualche defezione: Massimiliano Smeriglio voterà no, potrebbero astenersi Pietro Bartolo, Achille Variati e Franco Roberti. Ma la stragrande maggioranza dei 16 eurodeputati del Pd, in testa il capo-delegazione Brando Benifei e la vicepresidente del Parlamento Ue, Pina Picierno, voteranno a favore. Questo è appunto il rischio cortocircuito. In realtà la linea è concordata. O meglio, chi è vicino a Schlein – come l’eurodeputata Camilla Laureti e altri in segreteria – ha sondato la possibilità di un’astensione, ma la stessa leader si è resa conto che molti avrebbero comunque votato sì. E "astenersi significherebbe rompere l’unità del Pd", ammoniva ieri l’ex responsabile Esteri, Lia Quartapelle. Ecco perché Schlein ha preferito annunciare via social il suo "no al Pnrr per le armi". Ma lo stop, traducono dalla delegazione a Bruxelles, "è diretto al governo italiano, non all’Eurocamera".

Infatti oggi il responsabile Riforme dem, Alessandro Alfieri, interverrà al question time del Senato per chiedere al ministro Raffaele Fitto di confermare l’impegno dell’esecutivo a non usare il Pnrr per questo capitolo e non distrarre soldi "dagli asili". "Ma non è il ma anche", ribadiscono al Nazareno. È uno stratagemma comunicativo, per unire il partito. Che difficilmente basterà ad evitare gli attacchi. Carlo Calenda ieri parlava di "contentino di Schlein ai 'filo-pace', sulla pelle degli ucraini". Anche se la segretaria ha ribadito il "pieno sostegno a Kiev con ogni mezzo. Poi siamo favorevoli a una difesa comune europea".

Mentre Giuseppe Conte si prepara a bersagliare i dem all’inverso, perché voteranno sì. Ma Schlein ormai ha chiare le insidie che l’aspettano. Ieri l’ha difesa anche Pier Luigi Bersani, che però sul Pnrr voterebbe "contro". E almeno vista dallo schermo del telefonino sembra convinta di poter sopravvivere ai marosi. Lo dice col motto degli alluvionati della Romagna: "Teniamo botta. E Av salut". Vi saluto.