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Leoluca Orlando: "Pd partito cannibale ora processo post-voto a Schlein. Ma la vera malattia sono le correnti"

L'ex sindaco di Palermo analizza la batosta delle amministrative: "Con il tonfo elettorale si innesca il processo alla segretaria che però non ha fatto lei le liste per le amministrative". E sulla coalizione da fare? "Per allearsi bisogna almeno somigliarsi"
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Leoluca Orlando, ex sindaco di Palermo, da politico di lunga esperienza e osservatore interessato, avendo rinnovato la tessera del Pd, quali errori hanno portato alla batosta delle amministrative?
"È certo un tonfo elettorale del Pd, che ha innescato un rito ben noto: quello di mettere sotto accusa la segretaria dem, che è stata eletta a marzo e non ha fatto lei le liste per le amministrative. Detto questo, la domanda è: cosa vuole fare Schlein, continuare a nutrire la palude del Pd? Il Pd è stato una fusione a freddo, che si è rianimata con le vittorie di Romano Prodi nel 1996 e nel 2006, quando il partito non era ancora formalmente nato. Nasce nel 2007 e i vizi della fusione a freddo si manifestano nella affermazione soffocante della logica delle correnti. È quella logica di appartenenze che fa apparire il Pd agli elettori come un partito disinteressato al risultato elettorale e attento invece alla salvaguardia correntizia".

Colpa…

Leoluca Orlando, ex sindaco di Palermo, da politico di lunga esperienza e osservatore interessato, avendo rinnovato la tessera del Pd, quali errori hanno portato alla batosta delle amministrative?
"È certo un tonfo elettorale del Pd, che ha innescato un rito ben noto: quello di mettere sotto accusa la segretaria dem, che è stata eletta a marzo e non ha fatto lei le liste per le amministrative. Detto questo, la domanda è: cosa vuole fare Schlein, continuare a nutrire la palude del Pd? Il Pd è stato una fusione a freddo, che si è rianimata con le vittorie di Romano Prodi nel 1996 e nel 2006, quando il partito non era ancora formalmente nato. Nasce nel 2007 e i vizi della fusione a freddo si manifestano nella affermazione soffocante della logica delle correnti. È quella logica di appartenenze che fa apparire il Pd agli elettori come un partito disinteressato al risultato elettorale e attento invece alla salvaguardia correntizia".

Colpa del correntismo, quindi?
"La vera malattia del Pd è il correntismo".

Ma non c'è stato l'effetto Schlein?
"Non c'è stato perché il Pd ha subito la conseguenza del fatto che tutti gli uomini-simbolo delle correnti erano con Schlein: da Franceschini a Provenzano, da D'Alema a Boccia, e nelle singole realtà regionali. In Sicilia ad esempio, Anthony Barbagallo, il segretario regionale. L'effetto è che è venuto meno il consenso delle organizzazioni sindacali o del mondo del Terzo Settore. E proprio legati al Terzo Settore sono i diritti di eguaglianza che dovrebbero caratterizzare un moderno partito dei diritti".

Cosa manca quindi al Pd, dal suo punto di vista?
"Manca il rapporto con i territori. Una cosa mi ha colpito il Primo Maggio a Portella delle Ginestre. La segretaria Elly Schlein era circondata dai presenti e accompagnata da Provenzano e Barbagallo che nessuno salutava. Voglio dire che c'è uno scarto tra l'immagine della segretaria, moderna e avanzata, e coloro che dovrebbero rappresentarla sul territorio, nonostante la medaglia di averla sostenuta. Aggiungo che sono gli stessi che prendono le distanze da Enrico Letta alla cui sconfitta elettorale hanno contribuito nel 2022".

La Sicilia va inesorabilmente a destra?
"Prima della Sicilia vorrei parlare del Mezzogiorno, dove vengono sistematicamente violati i diritti di eguaglianza: la scuola, i servizi sociali, la sanità, il lavoro. Il Mezzogiorno è oggi sottoposto al ricatto della destra, una sorta di "prendere o lasciare" su Ponte sullo Stretto, sul reddito di cittadinanza, sull'autonomia differenziata. Senza che il Pd nulla abbia fatto e proponga. Per andare da Messina a Trapani ci vuole più tempo che da Napoli a Milano. Né ci sono proposte per evitare che l'autonomia differenziata violi i diritti alle prestazioni essenziali, rendendo i meridionali cittadini di serie B. E poi, quale è l'idea dem per dare uno sbocco lavorativo ai troppi disoccupati del Mezzogiorno? In questo quadro, la Sicilia subisce due volte l'inadeguatezza della proposta politica del Pd".

Perché?
"È una Regione in cui alla crisi economica si unisce una enorme crisi etica, che consente a personaggi condannati a anni di carcere per reati di mafia di determinare il candidato sindaco di Palermo o il presidente della Regione".

La destra è in luna di miele con l'elettorato: come si costruisce l'alternativa?
"È una lunga marcia, ma non basta camminare, occorre conoscere la direzione. Se Schlein non si dà una mossa, interrogandosi sull'adeguatezza dei dirigenti che la rappresentano, rischia di vedere il Pd diventare un partito cannibale, che divora l'entusiasmo delle primarie dem. Sarebbe interessante conoscere quanti di coloro che sono andati a votare alle primarie, hanno poi disertato le urne avendo di fronte il volto degli eterni nominati. Credo di poterlo dire, essendo stato solo eletto e mai nominato".

Troppi voci vengono dal passato o c'è piuttosto un problema di alleanze e di coalizione da fare?
"La segreteria Schlein rischia di apparire cannibale a sua volta, dagli esterni in nome degli eterni. Di essere condannata a un defatigante movimento senza nessuno spostamento. Per allearsi bisogna almeno somigliarsi. Ma per sceglier gli alleati, il Pd deve chiedersi chi è e quale proposta ha. E poi c'è un'altra cosa che manca"

Cosa?
"Nonostante la sensibilità internazionale di Schlein, sull'Europa e la pace, il Pd sembra balbettare. Sulla pace dovrebbe raccogliere gli aneliti che vengono in particolare dal mondo cattolico".