Non solo moschee: con il ddl di FdI anche ortodossi, evangelici e testimoni di Geova rischiano di perdere i luoghi di culto
di Antonio FraschillaI testimoni di Geova e alcune chiese evangeliche. Ma anche le comunità delle cosiddette confessioni religiose “migranti” africane o filippine e le comunità di ortodossi legate al patriarcato di Mosca o ai patriarcati ucraini che non sono ospitati in chiese cattoliche. Sono le confessioni religiose che rischiano di venire coinvolte dal disegno di legge di Fratelli d’Italia, in discussione da questa settimana nelle commissioni di merito alla Camera, che definisce “abusivi” i luoghi di preghiera di confessioni che non hanno siglato intese con lo Stato e che non abbiano una precisa destinazione d’uso: ddl che vede primo firmatario il capogruppo del partito di Giorgia Meloni a Palazzo Montecitorio, Tommaso Foti, e che punta a far chiudere soprattutto le moschee che “stanno proliferando incontrollate”, come si legge nel preambolo del testo.
Il ddl che vorrebbe FdI prevede in sintesi che le confessioni che non hanno intese con lo Stato possano celebrare i loro riti solo in locali con “una ad…
I testimoni di Geova e alcune chiese evangeliche. Ma anche le comunità delle cosiddette confessioni religiose “migranti” africane o filippine e le comunità di ortodossi legate al patriarcato di Mosca o ai patriarcati ucraini che non sono ospitati in chiese cattoliche. Sono le confessioni religiose che rischiano di venire coinvolte dal disegno di legge di Fratelli d’Italia, in discussione da questa settimana nelle commissioni di merito alla Camera, che definisce “abusivi” i luoghi di preghiera di confessioni che non hanno siglato intese con lo Stato e che non abbiano una precisa destinazione d’uso: ddl che vede primo firmatario il capogruppo del partito di Giorgia Meloni a Palazzo Montecitorio, Tommaso Foti, e che punta a far chiudere soprattutto le moschee che “stanno proliferando incontrollate”, come si legge nel preambolo del testo.
Il ddl che vorrebbe FdI prevede in sintesi che le confessioni che non hanno intese con lo Stato possano celebrare i loro riti solo in locali con “una adeguata destinazione d’uso e ricadenti in aree dei piani regolatori che prevedono questi usi”. L’obiettivo è limitare l’apertura di moschee e chiuderne di molte esistenti. Le comunità islamiche sono molto divise tra loro e non hanno mai firmato intese con lo Stato: anche se, comunque, le intese tra Stato e confessioni religiose nulla hanno a che fare con i luoghi di culto. Ma se dovesse passare questa norma, che introduce un concetto di abusivismo per i luoghi di culto, non chiuderebbero solo diverse moschee. Ma anche molti centri di preghiera di altre confessioni. Non a caso la Conferenza evangelica ha scritto una lettera ai deputati: “Si apprende da fonti giornalistiche nazionali dell’inizio dell’esame in commissione Ambiente della Camera di una proposta di legge di Fdi, a prima firma del capogruppo Tommaso Foti, che ha l'intento di vietare la trasformazione di capannoni industriali o garage in luoghi di culto per le comunità islamiche e per le confessioni religiose i cui rapporti con lo Stato non sono regolati da Intese, come nel caso di tre-quarti delle Chiese Cristiane Evangeliche in Italia. Tutte le opposizioni hanno sollevato critiche di merito ed anche di legittimità costituzionale, perché attraverso le norme urbanistiche si andrebbe ad incidere sulla libertà di culto attaccando le confessioni religiose non riconosciute dallo Stato”.
Gli evangelici ricordano che già la Corte costituzionale si è espressa su una legge simile approvata in Regione Lombardia: “Medesimo tentativo era stato fatto dalla Regione Lombardia anni fa e su cui la Corte Costituzionale è intervenuta dichiarandone l’incostituzionalità per manifesta violazione dell'articolo 19 della Costituzione che sancisce la libertà di culto. Esprimiamo la più forte contrarietà a una proposta di legge dai toni assolutamente illiberali e di attacco alla libertà religiosa in Italia”.