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Rossi: "Nordio pensi di più alle vittime e ai loro parenti. Ha rimosso il passato da pm"

L'ex pm esperto di reati economici sul Guardasigilli: "Lo Stato non può rinunciare per ragioni di budget a contrastare la criminalità che ruba alla collettività ingenti risorse"
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"Nella perenne ricerca di espressioni ad effetto, il ministro sembra dimenticare il suo stesso passato". Nello Rossi, ex pm a Roma esperto di reati economici e oggi direttore della rivista di Md Questione giustizia, randella Nordio, reo di "astratti furori ed acuti mediatici".

Per il Guardasigilli adesso pure i processi contro gli evasori sono inutili e dannosi, meglio conciliare. 

"Complice la prescrizione e il ritardo nelle denunce da parte dell'Agenzia delle entrate spesso la repressione penale di pur gravi reati tributari perde colpi, ma in un Paese serio mi aspetterei che il ministro della Giustizia non getti la spugna e ponga rimedio ai fattori che rendono poco incisiva la giustizia nei confronti dei grandi evasori che sono un cancro della società italiana". 

Nordio attacca ancora le intercettazioni, ormai un suo nemico, le definisce "una barbarie"...

"Se le intercettazioni chieste e disposte nei processi sono davvero 'una barbarie' egli, nella sua carriera, …

"Nella perenne ricerca di espressioni ad effetto, il ministro sembra dimenticare il suo stesso passato". Nello Rossi, ex pm a Roma esperto di reati economici e oggi direttore della rivista di Md Questione giustizia, randella Nordio, reo di "astratti furori ed acuti mediatici".

Per il Guardasigilli adesso pure i processi contro gli evasori sono inutili e dannosi, meglio conciliare. 

"Complice la prescrizione e il ritardo nelle denunce da parte dell'Agenzia delle entrate spesso la repressione penale di pur gravi reati tributari perde colpi, ma in un Paese serio mi aspetterei che il ministro della Giustizia non getti la spugna e ponga rimedio ai fattori che rendono poco incisiva la giustizia nei confronti dei grandi evasori che sono un cancro della società italiana". 

Nordio attacca ancora le intercettazioni, ormai un suo nemico, le definisce "una barbarie"...

"Se le intercettazioni chieste e disposte nei processi sono davvero 'una barbarie' egli, nella sua carriera, se n'è reso più volte responsabile. Sarei curioso di sentire che cosa adduce a sua discolpa, per evitare di essere a sua volta definito l'autore di sistematiche e ripetute barbarie. Oppure a quando risale l'abiura della sua precedente esperienza professionale".

Certo che parlare così proprio in Sicilia, terra di mafia, non delegittima profondamente il lavoro dei magistrati? Stiamo parlando di una Regione in cui ne sono stati uccisi tanti...

"Al di là delle boutade ministeriali, pm e giudici sanno bene che le intercettazioni - al pari di altri mezzi di ricerca della prova  -  sono uno strumento di indagine estremamente penetrante ed invasivo. Ma sanno anche di essere giuristi mandati in partibus infidelium a contrastare e giudicare comportamenti criminali gravi ed odiosi, quelli che Betti, nel suo dramma 'Corruzione a palazzo di giustizia' definiva 'azioni umane di straordinaria sottigliezza e perfidia'. È questo che giustifica l'impiego di mezzi di ricerca della verità come le intercettazioni altrimenti non accettabili".

Dice che questa "barbarie" costa pure troppo, 200milioni di euro all'anno...Ma non è una cifra esorbitante se sull'altro piatto della bilancia ci sono la sicurezza dello Stato e la garanzia della legalità?

"Le polizie e le indagini sono ovviamente costose e le intercettazioni non sono certo il costo maggiore. Però non mi sentirei di dire ai parenti di una vittima che non si possono attivare le intercettazioni sui sospetti del crimine per ragioni di costo. Né di dire ai cittadini che lo Stato rinuncia, per ragioni di budget, a contrastare una criminalità economica e amministrativa che quotidianamente 'ruba' alla collettività consistenti risorse pubbliche e private".

Che succede se Nordio taglia ancora il budget? Una procura se ha finito i soldi smette di indagare? Per giunta in tempi di Pnrr e del rischio di lavori cui stanno dietro i delinquenti?

"Sono domande che andrebbero rivolte al ministro per saggiare alcune delle sue più altisonanti affermazioni. Un ministro della Giustizia si misura sulla base delle sue effettive realizzazioni non per i suoi 'astratti furori'  o per gli acuti mediatici".

Però Nordio dice che si spende "una cifra colossale per inchieste che raggiungono risultati minimi su reati minimi". Ma un reato punito fino a 5 anni, questo è il limite per intercettare, lei lo considera "minimo"? In questo share ci sono bei reati mi pare....

"Quando ascolto queste affermazioni penso che la vis polemica dell'editorialista prenda il sopravvento sulla ponderazione e sul senso della realtà del ministro. Quando si discute di intercettazioni non si parla affatto di reati minimi, né di risultati minimi. Come dimostra la quotidiana esperienza delle aule di tribunale".

Nordio che cancella l'abuso d'ufficio protegge gli amministratori scorretti? 

"Non lo penso affatto. Credo però che sottovaluti l'impatto dell'abrogazione totale del reato. Vengono cancellati limiti invalicabili dell'azione dei soggetti che esercitano funzioni pubbliche, come l'obbligo di astenersi quando sia in gioco l'interesse proprio o di un prossimo congiunto".  

Certo che un ministro che parla così getta più che un'ombra di dubbio sulle indagini e sui magistrati che le fanno, lui parla come Berlusconi...

"Molta della fortuna editoriale e politica di Nordio è dovuta alle sue aggressive posizioni critiche nei confronti della magistratura. Perché abbandonare un sentiero fortunato?". 

Il ministro ha già messo il bavaglio ai giornalisti, e il suo vice ministro Sisto si esalta dicendo che "è finito il bronx nella ricerca delle intercettazioni più gossippare che solleticavano anziché informare".

"Nelle intercettazioni la tutela dei terzi è un obiettivo sacrosanto. Ma è un terreno sul quale la riforma Orlando ha compiuto decisivi passi avanti. Il ddl Nordio aumenta i divieti di pubblicazione senza peraltro renderli più incisivi, con il rischio che durante tutta la fase delle indagini non emergano e non siano pubblicabili le conversazioni, pur rilevanti, che il giudice non ha menzionato nei suoi provvedimenti".

Le intercettazioni solo per mafia e terrorismo? 

"Sono nettamente contrario. Nel campo dei reati di corruzione le intercettazioni sono spesso decisive. E non perché si 'confessino' i reati per telefono (sciocchezza polemica di cui non vale la pena di discutere) ma perché dalle conversazioni emergono molti elementi utilissimi a orientare le indagini".

Il Trojan è un altro nemico di Nordio, ma anche lei più volte l'ha definito una microspia troppo invasiva della privacy...

"A partire dalla requisitoria, mia e del collega Balsamo dinanzi alle Sezioni Unite della Cassazione nella sentenza Scurato, ho sempre sostenuto che il Trojan, per la sua eccezionale invasività, dovrebbe essere circoscritto solo ai reati di mafia e terrorismo. E non ho cambiato idea nonostante la Spazzacorrotti".

Ma il procuratore nazionale antimafia Melillo dice che oggi le mafie usano mezzi molto più sofisticati rispetto a quelli dello Stato. 

"È verissimo che sul piano delle tecnologie c'è una rincorsa in atto tra lo Stato e i criminali. Questo implica che lo Stato non deve rimanere indietro, ma che deve calibrare i suoi interventi imponendosi dei limiti e scegliendo di non fare tutto ciò che è tecnicamente possibile fare". 

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