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Santanchè a Capri: “Le mie dimissioni? Non esiste”

La ministra liquida con una risata la bufera sulla gestione delle sue società e schiva le domande. Sulla richiesta di passo indietro commenta: “Se non rubi, non devi scappare. Mi spiace solo per mio figlio, si preoccupa, mi fa 15 telefonate al giorno”
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CAPRI - Una risata quasi ostentata, dalla vista a strapiombo dei Guardini di Augusto. È sotto assedio, Daniela Santanchè, ma nega in ogni modo di essere preoccupata. “Il caso delle inchieste? Ma io sono molto tranquilla”. Mentre traballa il suo posto da ministra, è ospite di “Capri d’Autore” per parlare di marchio Italia e boom turistico, rivela le sue idee “per i prossimi cinque anni”, parla del “Piano industriale che stiamo per presentare”, offre persino il microfono a chi vuol rivolgerle una domanda, “Vedete? Faccio anche la valletta”. Poi, costretta a tornare sulla sua vicenda giudiziaria che scuote il Parlamento e fa infuriare la Meloni: “A me spiace che soffra mio figlio, perché non conosce questo mondo”. Solo a sera, finalmente rilassata, si lascia andare con chi le è vicino: “Le dimissioni? Ma no, non esiste. Non ci sono. E non sono nella testa di nessuno della maggioranza”.

Vede un mare calmissimo, la ministra. Proprio come ora, dalla terrazza che guarda ai Faraglioni. E…

CAPRI - Una risata quasi ostentata, dalla vista a strapiombo dei Guardini di Augusto. È sotto assedio, Daniela Santanchè, ma nega in ogni modo di essere preoccupata. “Il caso delle inchieste? Ma io sono molto tranquilla”. Mentre traballa il suo posto da ministra, è ospite di “Capri d’Autore” per parlare di marchio Italia e boom turistico, rivela le sue idee “per i prossimi cinque anni”, parla del “Piano industriale che stiamo per presentare”, offre persino il microfono a chi vuol rivolgerle una domanda, “Vedete? Faccio anche la valletta”. Poi, costretta a tornare sulla sua vicenda giudiziaria che scuote il Parlamento e fa infuriare la Meloni: “A me spiace che soffra mio figlio, perché non conosce questo mondo”. Solo a sera, finalmente rilassata, si lascia andare con chi le è vicino: “Le dimissioni? Ma no, non esiste. Non ci sono. E non sono nella testa di nessuno della maggioranza”.

Vede un mare calmissimo, la ministra. Proprio come ora, dalla terrazza che guarda ai Faraglioni. Eppure a Roma, la tempesta non si placa da almeno 36 ore. Anzi, ci si è messa anche la Lega a chiederle di “riferire in Parlamento”.

Lei sorride e fa finta di niente. Per tutto il pomeriggio, la titolare del Turismo - al centro dell’indagine della Procura di Milano e nel mirino dei giudici civili per irregolarità finanziarie e di bilancio relative alle sue società del gruppo Visibilia - ha fatto sapere che non risponderà a domande di sorta. Persino il Comune si è raccomandato con alcune testate locali: non vuole parlare, non la irritiamo, visto che il sindaco di Capri Marino Lembo è lì ad accoglierla con tutti gli onori. Il tema semplicemente non esiste: né gli illeciti che sarebbero legati alla gestione delle aziende, né i suoi mega compensi da imprenditrice di aziende finite poi sull’orlo del baratro, né i lavoratori licenziati che aspettano il Tfr, o quelli che lavoravano stando in cassa integrazione.

In particolare, quando compare a ridosso del Quisisana, abito lungo dai colori vivaci e schiena scoperta in puro stile caprese, alza le mani: “No, io non rispondo a Repubblica: potrò ben scegliere con chi parlare”. Poi è Paolo Mieli, sul palco, conversatore d’eccezione della kermesse e frequentatore dell’isola, a provocarla. “Ho visto Report, il suo ottimo lavoro, e pensando a questa sera e al fatto che fosse così difficile dire qualcosa di nuovo su Capri, mi sono detta: lei si è messa d’accordo, per fare venire più gente, avere un po’ di pepe. Anche perché ti vedo serena”. Lei non si scompone, le tensioni coperte dal gran sorriso. “Sai perché sono serena? Mio padre era l’ottavo figlio di contadini, un uomo molto intelligente, mi manca ancora tanto, dopo tanti anni. E diceva due cose, a me e ai miei fratelli. Prima cosa, se non fai male non aver paura. La seconda: se non rubi, non ti devi nascondere”.

Poi aggiunge : “Io sono solo molto dispiaciuta per mio figlio, questo sì. Perché non è piacevole per niente far soffrire chi non c’entra niente. Mio figlio non conosce questo mondo, non conosce queste dinamiche e quindi mi fa in questo periodo quelle 15 telefonate al giorno”. Mieli: “E tu digli: l’ho fatto per Capri, non lo farò mai più, ma l’ho fatto per il mio appuntamento da ministro sull’isola”. Poi, di fronte all’ironia, “magari potresti persino sposarti in quinte nozze con Sigfrido Ranucci”, lei si gela per un attimo, poi replica secca: “No. Non è il mio tipo fisicamente, intellettualmente non c’è problema” .

La ministra tocca vari argomenti, parla del “boom di quest’estate italiana che sarà strepitosa, stiamo superando i livelli pre-Covid” con 61 milioni di stranieri in arrivo, chiede innovazione, perfino che “le licenze dei taxi ad esempio siano gestibili da più autisti nella stessa famiglia”, si sofferma sul caso Napoli, “dove ormai i turisti vogliono vivere l’esperienza di abitare nei bassi, che ormai si vendono al doppio del prezzo”. C’è chi invoca il numero chiuso a Capri, “Ministra solo lei può, lei è determinata”. Ma la chiosa è ancora lei a darla. “Siamo purtroppo scesi dal podio nel mondo, per il turismo, siamo al quarto posto mentre dovremmo essere al primo. Ecco, io vorrei cambiare delle cose. Voglio che andiamo avanti - assicura Santanchè - Solo questo. Mica risultare simpatica. Figuratevi, la Santanchè sta sulle palle pure a me, a volte”.

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