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Caso Santanchè, pressing della maggioranza. Lega e Forza Italia: “Spieghi in Aula”. FdI fa muro: “Ha già chiarito”

Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera 

Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera 

 (ansa)
Anche il centrodestra chiede che la ministra riferisca in Parlamento. Molinari: “Aspettiamo le sue ragioni”. Mulè: “Elimini ogni velo di incertezza”. Pd: “La maggioranza è in pezzi”
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ROMA – Non solo l’opposizione, ora anche la Lega e Forza Italia chiedono che Daniela Santanchè riferisca in Parlamento, a conferma del fatto che anche nella maggioranza sussiste più di un dubbio sulla vicenda che ha coinvolto la ministra del Turismo. A questo punto l’unico partito a non aver espresso in pubblico alcuna perplessità è quello di cui fa parte la stessa Santanchè: Fratelli d’Italia. Nemmeno FI – il cui sostegno dopo la parole di Antonio Tajani pareva granitico – sembra intenzionata a fare quadrato attorno alla ministra. Ma FdI fa muro: Santanchè, replica il partito di Meloni agli alleati, “ha già chiarito, non serve che si presenti in Parlamento”. Ad affermarlo è il capogruppo a Montecitorio, Tommaso Foti: “Quando uno dice che intende querelare Report, il chiarimento mi pare che ci sia già. Direi che Santanchè ha tagliato la testa al toro, poi ognuno può pensarla come vuole", dice all'Adnkronos.

Il primo a rompere il silenzio dalla maggioranza per invocare chiarezza da Santanchè era stato il capogruppo del Carroccio alla Camera, Riccardo Molinari: “Aspettiamo che Santanchè spieghi le sue ragioni”, ha detto il leghista intervistato da Rainews24. “Questa è la linea che teniamo”, ha ribadito il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo confermando la posizione dell’omologo a Montecitorio. E ha aggiunto: “Dimissioni? No, questo no, noi abbiamo sempre avuto una posizione garantista. Venendo a spiegare in Aula la questione però si potrebbe chiarire ulteriormente”. 

Non solo: la richiesta di un chiarimento era arrivata anche da Forza Italia. A sbilanciarsi è stato un altro esponente di peso: il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè che, sentito da Rai Radio1, ritiene “giusto” che la ministra “spieghi i contorni della vicenda affinché non ci siano dubbi”. E ancora: per l’esponente di FI “è giusto che chiarisca, in Parlamento o in tv, contribuendo ad eliminare qualunque possibile velo di incertezza”. Dichiarazioni, quelle di Mulè, che fanno rumore. Tanto da spingere il numero due di Montecitorio a precisare l’uscita di qualche ora prima. "Ho detto e ribadisco che non rilevo ombre”. E smorza la richiesta di chiarimenti: "Sarà lei, se ritiene, a precisare o intervenire nelle sedi che eventualmente riterrà opportune"

Fatto sta che le parole provenienti dalla maggioranza, soprattutto quelle di Molinari, non hanno fatto altro che ringalluzzire l’opposizione, che subito ha cavalcato le parole del capogruppo leghista. L’Alleanza verdi e sinistra ha lanciato una raccolta firme per chiedere le dimissioni delle ministra, mentre per Giuseppe Conte “Santanchè ha due strade: o viene in Parlamento a diradare in modo puntuale le gravi ombre sul suo operato, oppure fa un passo indietro e lascia l'incarico istituzionale”.  

“È evidente l'imbarazzo della destra”, ha detto il deputato dem Stefano Vaccari. Secondo Toni Ricciardi, vice capogruppo Pd a Montecitorio, “le parole lapidarie di oggi sul caso Santanchè del capogruppo della Lega” dimostrano “la gravità della situazione e anche come la maggioranza di destra stia andando in pezzi su questa vicenda”. 

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