Santanchè: “FdI non voleva che andassi in Aula, l’ho deciso io. Risponderò su tutte le questioni”
di Giovanna CasadioDaniela Santanchè
“Non me l’ha chiesto Giorgia Meloni di andare in Parlamento. L’ho deciso io e risponderò puntualmente su ogni questione sollevata. Anzi devo dire che il mio partito Fratelli d’Italia me lo ha sconsigliato di presentarmi in Senato, perché teme costituisca un precedente”. Daniela Santanché a Repubblica fornisce la sua versione. La ministra del Turismo alla fine il dado l’ha tratto e si presenterà a Palazzo Madama per rispondere di bilanci falsati, plusvalenze fittizie, soldi di cassa integrazione Covid avuti dallo Stato e non restituiti, insomma dello scandalo sulle aziende Ki Group e Visibilia che è stato scoperchiato dall’inchiesta tv di Report, e che si è arricchito in queste ore di nuovi tasselli.
Quindi la “versione Santanché” è: “Sono vent’anni che faccio politica e ci ho sempre messa la faccia. Se verrà formalizzata la richiesta che devo andare a riferire in Parlamento sarò fiera e orgogliosa di farlo”. Per l’opposizione è tutt’altra la musica. Tanto che Elly Schlein la segretari…
“Non me l’ha chiesto Giorgia Meloni di andare in Parlamento. L’ho deciso io e risponderò puntualmente su ogni questione sollevata. Anzi devo dire che il mio partito Fratelli d’Italia me lo ha sconsigliato di presentarmi in Senato, perché teme costituisca un precedente”. Daniela Santanché a Repubblica fornisce la sua versione. La ministra del Turismo alla fine il dado l’ha tratto e si presenterà a Palazzo Madama per rispondere di bilanci falsati, plusvalenze fittizie, soldi di cassa integrazione Covid avuti dallo Stato e non restituiti, insomma dello scandalo sulle aziende Ki Group e Visibilia che è stato scoperchiato dall’inchiesta tv di Report, e che si è arricchito in queste ore di nuovi tasselli.
Quindi la “versione Santanché” è: “Sono vent’anni che faccio politica e ci ho sempre messa la faccia. Se verrà formalizzata la richiesta che devo andare a riferire in Parlamento sarò fiera e orgogliosa di farlo”. Per l’opposizione è tutt’altra la musica. Tanto che Elly Schlein la segretaria del Pd fa notare che “anche la Meloni si è svegliata”, annunciando appunto l’intervento in aula della ministra nella bufera. In quanto alle formalizzazioni, non c’è bisogno di carta bollata: fanno sapere sia i 5Stelle che i Dem.
“Quando dico formalizzare intendo che siano coinvolti i capigruppo: io certo non posso recarmi a Palazzo Madama, alzarmi a parlare”: è la replica di Santanché. In base ai regolamenti, la formalizzazione sta nelle cose.
Teme un avviso di garanzia? “Se arriverà, sono qua… ma non ne ho ricevuti ad ora”. Ai cronisti che a margine del convegno a Ischia in cui parla di turismo, risponde: “Macché rinvio a giudizio, non ho neppure ricevuto un avviso di garanzia…”. E assicura che ci saranno querele per tutti, perché “desidero essere risarcita per il danno che mi si sta arrecando”. Per Santanchè è un agguato quello che le è stato teso. Il sospetto è di essere finita a fare da capro espiatorio. “Non ha mai barattato e non baratto la mia libertà: io vado dritta per la mia strada”, ripete. Le accuse sono però circostanziate e riguardano la gestione delle aziende, bilanci e deficit, il trattamento dei dipendenti, le pendenze con i fornitori.
Una interrogazione del Pd poi, a prima firma Antonio Misiani e che chiama a rispondere la premier Meloni, la ministra del Lavoro Marina Calderone e il ministro del Made in Italy Adolfo Urso chiede di fare chiarezza sui 2,7 milioni di aiuti di Stato durante il Covid.